domenica 30 gennaio 2011

Il vascello fantasma dell'Olandese Maledetto. Da “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes

 
    
 



(Wagner) - Il vagamento amoroso ha dei lati comici: sembra un balletto più o meno agile a seconda della velocità del soggetto infedele; ma è anche un’opera. L’Olandese maledetto è condannato a errare sui mari fino a quando non avrà trovato una donna la cui fedeltà sia eterna. Io sono questo Olandese Volante; non posso impedirmi di errare (di amare) a causa di un marchio che, nei tempi remoti della mia infanzia, mi ha destinato al dio Immaginario infliggendomi una turba di parola che mi porta a dire “Ti amo” di tappa in tappa, fino a che qualcun altro raccolga questa parola e me la restituisca; ma nessuno può far sua la risposta impossibile (di una completezza insopportabile), e così il vagamento continua. (Da "Frammenti di un discorso amoroso" di Roland Barthes, Einaudi, 1979, pag 207)





Wagner

Holländer - Ouvertüre



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giovedì 27 gennaio 2011

Claudio Di Scalzo: Ultimo dell’anno con mano leccata. Buck Eden e l’amore on line.

            

                                                 Cds, "Il Pathos di Buck Eden", 26 gennaio 2011






Claudio Di Scalzo detto Accio


ULTIMO DELL'ANNO CON MANO LECCATA
BUCK EDEN E L'AMORE ON LINE


Quando sei sulla pista non hai tempo di contare la fine degli anni e il loro inizio, mia dolce squaw, che in questo momento in chissà quale accampamento, oltre le montagne, ti pettini i lunghi capelli. Mentre cavalco le ombre delle notte stanno al posto di ogni cosa nominabile, anche di quelle che senza nome porto in improbabili connubi nei pensieri; ma stanotte che, occhieggiando il firmamento, sembra finisca l’anno, voglio proprio dirti, affidandomi al telegrafo di questa bambagia nevosa, che se io e te apparteniamo al regno di una qualsiasi forma, estetica, ci incontreremo in qualche mattino oltre l’inverno, e saremo come il pane e il burro che ora spalmo sulla mano e lecco come un animale, a questo fuoco di dicembre, perché le gallette sono finite e anche l’acqua s’è gelata nella borraccia. Arriverò al tuo Tipi, Perla di brina, e la lumenescenza nei tuoi occhi, mi dirà che il tempo della nostra separazione, in questa prateria immensa, si è preso quanto era giusto, e necessario, perché l’erba mossa dal vento, anche sotto nottate fredde come questa, stava maturando il suo verde per noi. (31 Dicembre 2009-26 gennaio 2011)



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Taking The Midnight Train
 

Jack Bruce e Leslie West

Theme For An Imaginary Western
    



B.W. Stevenson

 My Maria





Claudio Di Scalzo: Esclamativo racconto melodrammatico in aerosol. Buck Eden e l'amore on line.


                   
Cds: "OH AH " - Spray su carta - 1974 - Per la rivista francese Aerosol




Claudio Di scalzo  

ESCLAMATIVO 
RACCONTO MELODRAMMATICO 
IN AEROSOL

OH Amore che s'insinua in ogni parola, apostrofo, accento. Amore colorato di tinte nuove e sfolgoranti nei prati di giugno. Amore che parla di notte, nel buio e nel mistero. Amore in volo nel vento che unisce fiumi e montagne. Amore di poesia, di mani, di morsi, di apnee. Amore disordinato, caparbio, spietato. Amore senza sipari, senza ritegno. Amore smodato per te Buck Eden.

AH sei diventata poetessa su quello che non c’è stando, di striscio, con me sulla pista… di quello che non ci sarà; ma cantarlo è già averlo avuto - se ti accontenti - se getterai via quello che volevi scrivere, quello che hai scritto… questa è la saggezza della pista che puoi custodire. Che insegna Buck Eden. Non dimenticarlo. Non mi tradire diventando una mestierante delle parole per celebrare un privato che ti rinchiude. Vorrei dirti arrivederci, *****, ma è un addio. Lo sai vero? Vado a suonare il tamburo nell'orizzonte che ti indico, da qui; mi batterò il petto in perfetta solitudine, e apparirà la Morte tutta Nera da averla alle porte. Appartamento vasto come il sogno che ebbi di me stesso felice… Sarà la mia poesia senza eredi né testimoni.

OH allora non mi porti con te! Non posso seguirti! Non mi resta che raggiungere in agosto il mio fidanzato che suona in un orchestra a Bruxelles, che mi darà un figlio, che mi darà una famiglia.

AH questo è un destino che ti metterà al sicuro. La sistemazione giusta per non trovarsi soltanto con la cenere di qualche bivacco all’aperto.


La maestria del trapper, Buck Eden sulla pista, quando l’amore diventa un embolia per scritture da gettare via, sta nel lasciare con la bomboletta spray sui tronchi di alberi secolari, che incontra, un segno che schiuda ad aleatorie spiegazioni sulla sua solitudine,... grande come la pianura che ha davanti che porta alle montagne e dopo le montagne al deserto e dopo il deserto all’oceano dell’Ovest. Solitudine che il Fato gli impone come ad altri i reumatismi o la tosse ai polmoni. Gli OH gli AH (aerosol) lasceranno cicatrici accanto ad altre in una geografia presto dimenticata, perché non c’è tempo nemmeno per rimpiangere una stagione, una fra le tante, che ti ha trovato Buck, nel bivacco, sotto stelle sempre uguali, sempre distanti. La "saggezza della pista" impone alla tua leggenda questo melodramma selvatico. Ne sai la ragione. La natura della colpa da scontare.

Chi scrive sul tuo svagante essere anche spray è l’amica che ti conosce come nessun altra, che se ti aiutasse, adesso, occhi ti chiuderebbe sulla prateria più chiusi di due ricci di castagne,… sono Nera e bellissima donna come non ne hai visto mai. Verrò da te quando l’ultimo fuoco d’amore accenderai sapendo che spegnendosi imporrà calore alla mia lama… 16 Giugno 2009/26 gennaio 2010



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Tony Joe White 
 Conjure Woman



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Outlaws
(A Western Song)





martedì 25 gennaio 2011

Claudio Di Scalzo: Giro pesca con Vecchiano. E “Il Paese” di Augusto Daolio Nomadi

            
                                              Cds, "Giro pesca con Vecchiano per il ritorno a casa"


GIRO PESCA CON VECCHIANO. E "PAESE" DI AUGUSTO DAOLIO NOMADI

La fotografia la scattai a fine anni Novanta. Dalla strada che porta al santuario dedicato alla Madonna di Castello a Vecchiano. Con la gentile collaborazione di una signora che tornava dalla ricerca di asparagi selvatici. E che prestò la sua mano. Mi è tornata alla mente perché in questo gennaio ho pensato alla mia  crescita nel paese dove nacqui, dove ho casa e alla valle del Serchio che arriva al mare. Coriandolo nel mondo a cui sono tornato dopo un “lungo giropesca”. Ho aggiunto due frecce: una sopra la mia casa e l’altra verso il mare. Il frutto copre l’intravista Torre Pendente di Pisa che appare come la lamella di un’unghia. Altro luogo, importante per me, nascosto dalla balza rocciosa è un campo in località La Barra (anche in "Vecchiano, un paese. Lettere a Antonio Tabucchi". Feltrinelli, 1997) sulla strada sterrata bianca che porta al lago di Puccini. Giropesca per me oggi festa anche esca dell’amore sbriciolato in ore con i calzoncini corti.
Automatico è venuto l'abbinamento alla canzone "Il paese" di Augusto Daolio dei Nomadi.

Claudio Di Scalzo



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AUGUSTO DAOLIO

IL PAESE




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DIREZIONE MB/CDS

L'azienda Retesì sta terminando lavorando alle nuove nuove implementazioni
appena pronte saremo on line...



sabato 22 gennaio 2011

Claudio Di Scalzo: "Cuore italiano in amore vano" da Tellus 29 "Febbre d'Amore"

                                                         
                              Cds, "Cuore italiano in amore vano". 1978.  100 x 80.  Copertina Tellus 29, "Febbre d'amore" 2008
  

    

 Storia di Cardiodramma
e
“Cuore italiano in amore vano”


Quest’opera visuale, su tela 100 x 80, in pittura acrilica, del 1978, da me chiamata “Cuore italiano in amore vano” ma anche in un primo tempo “Cuore negletto d’amore scendiletto”, è quasi una sintesi del mio interesse per l’avanguardia novecentesca. Ora svolge il ruolo di copertina sull’annuario Tellus 29, "Febbre d'Amore" perché Liliana Ebalginelli mi ha chiesto notizie sulla poesia visiva che un tempo praticai avendone trovato traccia in un Doc(K)s di Julian Blaine del 1981.

"Cuore italiano in amore vano" sta in cantina, e nel Libro Undicesimo del Canzoniere in vita e in morte di Karoline Knabberchen che comprende opere visuali, con il titolo di “Cardiodramma”. Dall’inizio degli anni Settanta ho prodotto alcune opere visuali tutte dedicate al CUORE, icona-simbolo-luogo poetico per eccellenza. La maggior parte delle opere, fedele alla lezione di Marcel Duchamp le ho semplicemente descritte. Con misure, tecniche, e possibili esiti. Altre sono in bozzetti e disegni di piccolo formato. Altre, la minor parte, le ho prodotte. “Cuore italiano in amore vano” appartiene a questo gruppo. Però non è stata esposta. I rimandi sono all’ironia dadaista, al Ready made, e come sempre nelle mie opere sia in arte che in scrittura, a lacerti di biografia o meglio al racconto su quanto la biografia tace.
Ricapitolo.

Mia madre, Nada Pardini in Di Scalzo, acquistò uno zerbino per il bagno. Un cuore rosso. Da tenere vicino al lavandino. Mi piacque per la sua temerarietà anche Kitsch. Lo adottai come scendiletto. Anche di amori vissuti in modo caotico che di una camera di studente avevano bisogno. Nei primi anni Ottanta, in partenza per la Valtellina, ho preso il foglietto che avevo nello studio e ho seguito le indicazioni, la data era del 1978: “Prendere il cuore zerbino-tappetino, incollarlo su di una tela bianca e bordarlo con del verde bandiera. Perfetto “Cuore italiano in amore vano”. Così feci. E in cantina lo posi. Fino al 2008. Per diventare copertina dell'annuario Tellus da me diretto. (Fino al numero 30, nel 2009, poi l'annuario ha chiuso NdC)

C’è altro da aggiungere? Forse che col tempo, con gli amori che si elidono, questo cuore che sopportò piedi e altre pressioni, e le dinamiche dell’assoluto e del relativo in amore, dell’eros e del sublime, del detto e non detto, del segreto e della rivelazione, è l’opera che in Cardiodramma più mi diverte. E inquieta. Per la vanità ghignante che racconta. Per la giovinezza amorosa che adombra – e ogni amore è sempre giovane per chi lo vive – destinata allo scendiletto del ricordo. Probabile che oltre a Duchamp mi sia rammentato anche di Palazzeschi, del Palazzeschi di “Cuor mio”. Anzi, è quasi certo.



L’ABC (alto basso cuore) di Cardiodramma



“Penso di cominciare Il mio cuore messo a nudo non importa dove, non importa come, e di continuarlo giorno per giorno, seguendo l’ispirazione del giorno e dell’occasione, purché l’ispirazione sia viva”. Baudelaire , dai “Diari intimi”

“Se a qualche uomo ambizioso venisse il capriccio di rivoluzionare d’un sol colpo l’universo del pensiero umano, dell’opinione umana, del sentimento umano, ne ha un mezzo semplicissimo. La via alla gloria eterna èa perta, diritta e senza ostacoli inannzi a lui. Ha solo da scrivere e da pubblicare un piccolissimo libro. Il titolo sarebbe semplice – poche parole, chiare – “Il mio cuore messo a nudo”. Ma bisognerebbe che questo titolo mantenesse fedelmente le promesse del titolo”. Edgar Allan Poe, da “Marginalia”

CARDIODRAMMA è, nell’ordine, A) Titolo storpiato da Cardiogramma, di una work in progress, iniziata nei primi anni Settanta, come seguito, del “Cuore messo a nudo” di Poe e Baudelaire. B) Opera d’amore e journal, composto di Poesia visiva, Narrative art, Scrittura visuale, Mail Art, Body Art, e via via con i tanti cascami poveri e nobili dell’avanguardia. Scherzo anche al significante Cuore. Opera rimasta assolutamente inedita, mai esposta, salvo due opere, accolte in catalogo negli anni Ottanta. Da Campanotto editore. Per scelta, contro la mercificazione dell’io artistico, l’autore ha evitato mostre e pubblicazioni per centinaia di invenzioni artistiche, realizzate e accantonate, e la maggior parte semplicemente progettate (lezione di Marcel Duchamp) come idea d’arte e non realizzate. Però realizzabili da qualsiasi tecnico. In questo modo ha evitato di diventare il pubblicitario del proprio io, e tale arte, rivoluzionaria nelle tecniche usate e per l’utopia della liberazione estetica comunista-situazionista che suggeriva, non si è ridotta a vetrina comprata oggetto dopo oggetto. L’attesa rivoluzione nell’estetica e l’utopia libertaria non si è realizzata, né in amore né in politica, e la cantina a Vecchiano custodisce “Cardiodramma”. Senza l’epoca del web, senza Tellusfolio, lì sarebbe rimasta per sempre. C) Cardiodramma è il Libro Undicesimo “Tavolozza per Gaudio e Requiem” del Canzoniere d’amore in vita e in morte dedicato a Karoline Knabberchen



CLAUDIO DI SCALZO 
 dall’annuario TELLUS 29 “Febbre d’amore”, 2008





martedì 18 gennaio 2011

Claudio Di Scalzo detto Accio: In memoria di Jimi Hendrix. Decalcomania 2

                                

                                                         Cds: "Gli occhi musicali di Jimi Hendrix". 
Acquarello, 18 gennaio 2010





IN MEMORIA DEL PIU’ GRANDE CHITARRISTA ROCK
(A Sara Esserino, alla Memoria di Fatticcioni Paolo - 1949/2005)



Il corpo di Jim Hendrix materializzò con sudore e musica una presenza che riguardava anche chi ascoltava soltanto Bach; oggi le sue spoglie in video continuano a secernere note e sudore per il nostro immaginario. Verso i corpi dei martiri del rock il vero tributo al loro passaggio è, ancora, intercettare l’afrore selvaggio che sparsero e spargono.

Delle molte interpretazioni di “Hey Joe” spiccano quelle dei dionisiaci Led Zeppelin, dei ghignanti Deep Purple e del pirata Willy DeWille.

                  
 ACCIO
di Vecchiano



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JIMI HENDRIX

HEY JOE - Monterey


LED ZEPPELIN 
HEY JOE - LIVE 1974-
The Hendrix tribute

WILLY DEWILLE
HEY JOE



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lunedì 17 gennaio 2011

Karoline Knabberchen. Dopo l’ascolto della Bohème di Puccini. Con QUATTRO FACILI REGOLETTE

                            
Scenografia di Salvadori III atto de La Bohème
 


DOPO L'ASCOLTO DELLA BOHE'ME DI PUCCINI

… La casa di Puccini sul lago di Massaciuccoli, proprio sulla sponda, da dove poi lui andava in barca a caccia di folaghe, la si raggiunge traversando lo specchio d’acqua da Vecchiano dove abito, eppure non ero mai stato ad ascoltare e vedere alcuna opera del Maestro. Mi ci portò per la prima volta Karoline Knabberchen e la rappresentazione di una delle opere, che ogni anno in estate viene allestita anche adesso nello scenario lacustre, era La Bohème. Ne ricevetti un incanto che non mi ha più lasciato.
Il giorno seguente abbracciando Karoline sulla banchina della stazione di Pisa, dato che tornava in Svizzera, ricevetti un foglietto nel taschino. L'aveva scritto, ne sono convinto, sotto l'influsso della Bohème ed ora so che era una scheggia del "melodramma" che pure avremmo vissuto. "Leggilo se ascolti l’opera in disco. E’ la mia prima lezione". C’era scritto questo:

QUATTRO FACILI REGOLETTE

Riguardo alla musica come alla letteratura e alla pittura, per chi la produce per la loro conoscenza,... ti prego, Fabio, di considerare queste quattro facili regolette: Le idee sono sempre più importanti delle persone che le rappresentano; le parole il colore le note sono più importanti delle cose; l’astratto o spirito, è più importante del concreto e del reale; gli archetipi, ma puoi riassumerli se credi in  Dio, sono più importanti del mondo dove viviamo. Non prenderle come "regolette" soltanto, sono il mio abbraccio senza tempo.

                                                            Tua Karoline Knabberchen



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GIACOMO PUCCINI

MARIA CALLAS

Si, mi chiamano Mimì...