giovedì 28 novembre 2019

Claudio Di Scalzo detto Accio sul copyright in rete, sulla vicenda dell'Olandese Volante (2012 - 9 gennaio 2017) le cui vele sono usate altrove.




Accio e Sara Cardellino





PREFAZIONE IN COPPIA 


ovvero RIASSUNTINO 

CON LA BENEDIZIONE DI SARA CARDELLINO


Utilizzo il titolo del film di Sergio Leone con picciola rettificazion situazionista.

Se “BUONO” è il comunismo anarchico e marxista eterodosso o quello di Che Guevara di Mao; se “CATTIVO” è il comunismo staliniano e dei vari PC europei al tempo dell’URSS degli stati cosiddetti socialisti dell’Albania della Corea della Cambogia… ovvio che il modello è il Comunismo BELLO. Ideale e da fare.


SARA CARDELLINO  
sull’aeroplanino che vola via dal web 
ha detto “Sì” a questa dichiarazione 
nel mattino settembrino.

-“Questa è la sintesi migliore delle tue inutili perdute ore in necessario valore ”, dice facendomi il verso in rima.
-“Se son ore di vita inutilmente spese dove sta il loro valore?, Sara, non capisco?”

-“Perché sei zuccone. Hai buttato via tanto tempo in maneggi estetici e creativi ma era necessario accadesse per ritrovarmi perché io tornassi perché vivessimo assieme. Hai inteso ora?


Eccome se ho inteso! Mi garba pensare che questa è una piccola rivoluzione dialettica riuscita per il comunista che fui e che sono.





Sara Cardellino a Marina di Vecchiano - Agosto 2019





CLAUDIO DI SCALZO DETTO ACCIO 

ABC SUL COPYRIGHT IN RETE

SULLA VICENDA DELL'OLANDESE VOLANTE 
(2012-9 GENNAIO 2017)


LE CUI VELE SONO USATE ALTROVE



Il copyright on line impossibile esista. Anche se qualche Legge c’è. Italiana pure europea. Ne ho fatto le spese anch’io. Stando dal 2000 in rete con siti e blog ideati. Seguendo matrice anarco-libertaria, e non avendoli registrati, se ne sono appropriati usando per anni miei testi e immagini. Ad esempio TELLUS annuario su carta con TELLUSfolio Giornale Telematico Glocale. L’OLANDESE VOLANTE TRANSMODERNO (2012 – 9 gennaio 2017) l’ho registrato a mio nome, però mi han preso personaggi generi temi per portarli su altri blog e siti culturali al cubo.

Agisco pertanto al contrario di quanto, in genere operano autori in rete per tutelarsi, con vari richiami al copyright ecc ecc

A) Non scambio miei testi altrove on line per pubblicazioni o commenti. Evito ogni ricerca di entrature relazioni; evito gerarchie e mandarinati non interessandomi nessuna vita intellettuale né di altri né tantomeno mia; sono pescatore di orate a Bocca di Serchio, camionista e bancarellista episodico per arrotondare pensione magra di ex-insegnante in istituti tecnici; evito di pubblicare su carta stampata e potevo farlo presso grandi editori (sono stato nel catalogo Feltrinelli, ebbi ottimi rapporti con Elvira Sellerio).

La grande editoria e chi vi è ammesso, che chiamo Gerarchia Vassallatica Imperiale, ha le stesse Miserie della Gerarchia Vassallatica Sottoproletaria, ma non i medesimi Splendori. 

Contrariamente a quanto scrivono o pensano gli esclusi dall’Imperiale – al vigente profitto dei nomi ideologie biografie poco cale – chi vale in questa editoria v’è ammesso portato sull’ale. Quest’ultimi, secondo logica editoriale, di ieri di oggi, scrivono non solo libri validi stilisticamente ma anche “necessari” per il tempo presente. Per il mercato. Per l’università. Per le arti e media in possibili collegamenti e intrecci. Ai milioni di poeti scrittori artisti teorici ciò non riesce. E non sono scelti. Tutto qui!

Io fui scelto nel 1997 – forse scrivevo roba necessaria forse stilisticamente valida, chissà! – e me ne sono venuto via. Non volendo appartenere a nessuna gerarchia. La mia utopia per un web libertario si è rivelata fallace, fonte di amare delusioni alti dolori subite codardie. Sono uomo semplice e questo scritto lo dimostra; anche se “crudele in tutta bontà”. Come i miei maestri di riferimento Jesse James, Wild Bill Hickok, Billy the Kid, Cyrano, Heathcliff, Modigliani, Capa, Durruti, Majakovskij, Boine, Puccini, mi’ pà Lalo, ir mi’ amio barbiere detto Il Pazzo. Ma valeva la pena tentare. Senza rivoluzione politica comunista non ci può essere cambiamento estetico. Chi si dedica alla cultura, all’estetica nel duemila-web sta a pari di chi gioca a pallavolo si dedica al giardinaggio alla cucina rustica, è il massimo di comunismo prodotto dal capitalismo. Devono farsene una ragione intellettuali donne e uomini che tentano la carriera letteraria o estetica. Seppure avessero successo durano il tempo di uno scudetto nel calcio, di una medaglia nel salto in alto. Il rapporto di produzione, gli strumenti di produzione, l’immaginario ideologico borghese o reazionario schiantano tutto. Per uscire da questo Inferno, o Paradiso?, bascullante tra reale e virtuale, ci vorrebbe il massimo di comunismo estetico soppiantando, per tappe, il capitalismo. Intellettuali, artisti, poeti, scrittori, seppur definendosi di sinistra o addirittura comunisti han dato nel novecento e nel web duemila spettacoli pietosi e miserandi. Più seri operai impiegati gente senza vita trasposta in estetica. Mia madre per esempio. Nada Pardini, quinta elementare. I miei amici pescatori. Gente di costa e di montagna che frequento. E di cui mi fido.

Dunque non ho più tempo per tentare altro. “Aggeggio estetia” pe’ ir mi’ privato e stirpe e viaggi. Game Over.

il personaggio Buck Eden, trapper, lotta contro ogni gerarchia vassallatica e si collega a quanto scritto sopra.




B) Sul Social Facebook, con “Claudio Accio Di Scalzo” (ho 23 “amici”, uno degli ultimi Ennio Abate. M’è garbato scoprì un omo artista e comunista coerente. Lui da giovane in Avanguardia Operaia io in Lotta Continua. Estremismo comunista. Tradotto alla western ricordiamo “Il Buono il Brutto il Cattivo”: lui Buono, paziente e fermo nel suo ragionare, il Brutto ovvio è il Comunismo, il cattivo io Accio) son presente per narrare le avventure di “ACCIO E SARA CARDELLINO” (anche su Tellusfoglio e L’Olandese Volante) che rimandano al legame con l’amata musicista. Però me ne sto andando via dal web. Il portale, non ottimizzato oggi per i.Phone, L’OLANDESE VOLANTE (2012 – 9 gennaio 2017) basato anche sull’estetica transmoderna diffusa da Rosa María Rodríguez, rimane on line come antologia dopo il disalberamento; sarà affondato, sparendo dall’acquoreo web, una volta pagati i debiti che mi son rimasti sul groppone.

C) Se mi accorgo che traslocano miei scritti (generi temi personaggi titoli); miei dipinti (son finiti persino in studi serissimi milanesi di designer per interni da affrescare, sic!); mie fotografie… semplicemente RENDO QUANTO PRESO A MIA INSAPUTA, MAGARI MODIFICATO, (che lo subisca uno cresciuto a capelli lunghi e Duchamp ha qualcosa di divertente, neh!)… ANCORA MEGLIO. Miglioro cioè scritti disegni immagini!

IL CALCO NON PUÒ SUPERARE L’ORIGINALE

Tutelo in questa maniera i personaggi da me inventati. Diventare autori è facile, creare personaggi è difficile. Bisogna imparare dalla narrativa popolare, dal fumetto, dal melodramma, dalle serie TV, dai games. Certi miei personaggi sono molto conosciuti. Io preferisco di no.

L’ABC si completa con l’unica difesa possibile… bisogna avere uno STILE… e lo stile non si può copiare, ed io lo stile ce l’ho.

ARTISTI SI NASCE ED IO MODESTAMENTE LO NACQUI.



Accio Corsaro



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lunedì 18 novembre 2019

Claudio Di Scalzo detto Accio: Wild Accio Hickok nella neve e corsaro per Sara Cardellino


Jesse Accio James - Ottobre 2014




Claudio Di Scalzo detto Accio 

WILD ACCIO HICKOK NELLA NEVE E CORSARO PER SARA CARDELLINO



A volte, come in questo ritratto fotografico dell’autunno 2014, mi raggiungevi per e.mail.

Non rispondevo.

Non potevo rispondere.

Rimanevo turbata. Turbatissima.

Prima di addormentarmi mi dedicavo a decifrare cosa volevi rivelarmi.

Alle spalle di Jesse Accio James appare parte di un dipinto che è il Campo della Barra a Vecchiano. Equivalente di quello abitato dal pistolero Jesse James, nella Contea di Clay Missouri, tentato di cessare la sua folle lotta banditesca, nella pellicola “L’assassino di Jesse James per mano del codardo Robert Ford”, del 2007. Film diretto da Andrew Dominik, tratto dal romanzo omonimo di Ron Hansen. 

Cappello e fazzoletto al collo come da recita western. Il messaggio segreto, per me, da decifrare, stava nelle due spille sulla giacca.

Una riprende “Cacciatori nella neve” di Bruegel. Datato 1565. Conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. Dipinto della serie “I Mesi”.

Mi dici che stai vivendo l’inverno. Mese perenne senza me. Che sei cacciato. Dalla muta dei cani rimorsi dai cacciatori che hanno come rimedio verso la tua presenza, nel bosco, di ucciderti ma non di te cibarsi. Come gli uccelli che portano seco. Perché sei un predatore. Non commestibile. Lupo o falco non addomesticabile. Tu, però Accio, che nella foresta stai, hai nostalgia della vita di paese, di te bambino, nei giochi invernali, sul ghiaccio con lo slittino. Ghiaccio complice nella gioia non nel gelo che vivi nel bosco fitto o in qualche cielo corrusco di nuvolaglia nevischio.

Ma ciò che mi riveli non può attenere soltanto al tragico o al sublime, vuoi essere eroicomico; come nel fumetto, e, dunque, dal mondo alpino, dove vivi insegnando al professionale, ti sposti sulla costa sul mare.

Scegli la serie fumetto manga di One Piece. E non puoi che essere Monkey Rufy nel fumetto nel cartone animato. Cappello, di paglia, corsaro; camicia rossa; monello adolescente pirata. Ingenuo, spensierato, temerario. Come il Bambino Accio sull’argine del Serchio. Però con qualche potere speciale. Che gli eviti la sconfitta esiziale e di salvarsi in condizioni pure disperate. A patto di stare, per te, metà nell’età reale metà in quella di bambino-adolescente.

Cosa non puoi prevedere, però, me lo riveli col richiamo a Jesse Accio James, come del resto farai come Wild Accio Hickok come Billy Accio the Kid: che un Robert Ford un McCall un Garret, quando accadrà che ti sparino a tradimento nella testa nel petto.
Nel 2014, intuivi, immaginavi, il destino tuo il 9 gennaio 2017 con L’Olandese Volante. Sarebbe accaduto. Ti sarei venuta a salvare ferito mortalmente.


QUI CLIKKA


Ma non non sai, neppure, che allora, nel sonno, accanto a Linton, mio marito, io più Sara Earnshaw in quel momento che Zerelda Zee Cardellino, profferii nel sogno incubo le parole: “Accio non farti uccidere. Ti scongiuro! Non voglio!”.

Avevo rifiutato ancora una volta di fare l’amore con lui pure bruscamente (clikka: Il segreto di Fiesole). Irritato non si era addormentato. Sentendo le mie parole andò in biblioteca. Aprì il cassetto vide la tua foto. Richiuse. La sera dopo, sintonizzandosi in tv sopra un film western, degli anni Cinquanta, se ne uscì dicendo faceto: “Prediligo, Sara, i film western dove i ruoli sono ben definiti tra buoni onesti e cattivi disonesti. Oggi nella vita reale, nei sentimenti, nei film, i cattivi sono presentati come eroi, e poi accade che nella vita reale nella finzione storica rovesciata a questi pessimi soggetti qualcuno creda e persino che vi si innamori. Però è una malattia! Non credi sia così!?”.
Tacqui. Capii che aveva scoperto la tua foto.

Provai un brivido tremendo.

Pensai avesse ragione. Sperai non mi raggiungessi più con alcuna foto. Nascosi però la tua faccia da bandito che oggi ti mostro e non l’ho più riguardata fino al 2017. Quando seppi che il 9 gennaio 2017 la rivoltellata l’avevi presa per davvero, scoprii quanto t'avevo sempre amato da grande da piccolo. Perché a volte i banditi sono meglio degli uomini della legge poetica e dell’etica nominata giusta e perfetta. Però non dovrebbero, come tu mi imponevi nel 2011, di seguirli a forza nella foresta a vivere senza regole la vita sbilanciata nella finzione estetica. Che porta dolore smarrimento pericolo all’amore al bene con qualche piombo metaforico da ricevere o da dare.

mercoledì 6 novembre 2019

Claudio Di Scalzo detto Accio: L’ultima volta con Paolo Fatticcioni detto "Il Pazzo" sulle Mura di Lucca. Ho bisogno di te.



                                                 Cds: "Accio e il Pazzo sulle Mura di Lucca" - 7.IV.2010
      





Claudio Di Scalzo detto Accio

L'ULTIMA VOLTA CON IL PAZZO 
SULLE MURA DI LUCCA



   -Accio, Accio!… sono Il Pazzo.
   -Dimmi.
   -Ho bisogno di te.
   -Arrivo.
   -Quanto ci metti.
   -Da Chiavenna a Pisa Nord, quattro ore. Circa.
   -Ti aspetto a Nodica, in barberia. Poi si va a cena assieme.
   -Cos’è successo.
   -Te lo dico dopo. C’è una novità. Grande.
   -Grande quanto?
   -Per me decisiva.

Esisteva un patto, tra Accio e il Pazzo. Tra Claudio e Paolo. Amici. E compagni. In qualsiasi momento uno chiamasse dicendo: “Ho bisogno di te”, partivamo. Senza tante spiegazioni, senza indugi. Era successo altre volte. Accadeva nel 2005, quasi primavera.


("Ho bisogno di Te", doveva valere anche in amore. Se la donna che diceva di amarti, sentendo dirsi: "Ho bisogno di te", non arrivava, cavandosela col solito "Ti sono accanto", ma da lontano, quell'amore non valeva nulla! Quando siamo in pericolo, chi ci ama deve arrivare. Prendere un'auto, un treno, un bus e arrivare... per stare accanto realmente a chi ama. Braccio accanto a braccio. Occhi accanto a occhi. Voce, da vicino, accanto  a voce.)

-Hai viaggiato bene, mi sembra. Ceniamo a Lucca. Fuori Lucca.
-Qual è la novità, Paolo?
-Eh, Accio, Accio. Prima si mangia, si brinda, si passeggia sulle Mura, e dopo ti dico perché ti ho chiamato.

Andammo a cena da un amico che aveva aperto un ristorante a Ponte a Moriano. Pochi chilometri dopo Lucca sulla via dell'Abetone. Prima teneva l’Oliveta nel paese di Avane sul Serchio. Cenammo con appetito. Raggiungemmo, dopo, le Mura a Porta Elisa. Salimmo per passeggiare.

-Qual è la novità, Paolo?

-Sto morendo…. Non è grande come novita? Che ne dici?

-.......... un...un tumore?

-Sì, alla gola. Magari anche da qualche altra parte.
-Come posso aiutarti? Dai chiedimi qualcosa…
-Con il tuo mestiere. Raccontando. Che è anche il mio di barbiere. Però sarei bugiardo con me stesso. Ho bisogno di uno sguardo diverso. Magari bugiardo anch’esso ma che sa e ha visto altro.

-Cosa devo raccontarti! In questa nottata di buiore.

-Parlami di Lei. Della donna che ho amato. L’unica. Non faccio il nome. Lo sai.

Raccontai al Pazzo di questa donna. Come l’avevo vista. Come pensavo fosse. Come camminava. Come sapeva ballare. Come erano felici. Come si erano separati. E persi l’uno all’altro. E’ stato il mio racconto più intenso e bello. Che in omaggio all’amico mai ho scritto. E che ora non sarei più in grado di scrivere. O di raccontare ancora.

-Sono stato un buon narratore, eh Paolo?

-Ho fatto bene a fidarmi del mio Accio. O devo chiamarti Butch Cassidy. Abbracciami.

-… e se te lo chiedessi io, Sundance Kid, di raccontarmi la donna da me amata? Lo faresti?

-Non posso farlo Accio! dovresti essere anche te vicino a perdere la vita. Sei sano, meglio così, credimi. Fra l’altro si digerisce anche meglio!



°°°


Sono diventato artista, detto meglio con un certo mestiere estetico, a scuola, nella bottega di un barbiere: da Paolo Fatticcioni detto il Pazzo (1949-2005). E la vita che facemmo, che contemplava anche la discendenza da Don Giovanni, e quella dai rivoluzionari spagnoli di Bonaventura Durruti, non era di certo un tran tran da letterati. Esistenza a volte con prove aspre e dure. Che sappiano ciò chi mi avvicina pensandomi uno dei soliti letterati in circolo tra carta stampata e Web... ci tengo a rivelarlo. Rimarrebbero delusi. Quella notte, di quasi primavera, fui e fummo dentro la verità dell'amicizia, "Ho bisogno di te!", e insieme legati alla splendida follia dell'amore. Difficilmente sarò ancora scrittore o poeta così. Impossibile trovare un'altra amicizia simile. Un uomo così coraggioso accosto alla propria morte! 



     Claudio Di Scalzo detto Accio 




(Scelta di narrazioni dedicate al Pazzo)

L'ULTIMA VOLTA...
  

                                     
LA RADIO LIBERA CON IL PAZZO E WILLY DEWILLE
                                                


TORNANDO DA VIAREGGIO

http://claudiodiscalzotellusfoglio.blogspot.com/2010/04/tornando-da-viareggio-con-immigrant-son.html


IL PAZZO E ACCIO E SILVIA COMOGLIO A CACCIA DELCINGHIALE








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VINICIO CAPOSSELA

OVUNQUE PROTEGGI









martedì 5 novembre 2019

Ennio Abate su Poliscritture pubblica due interventi sulla N.O.E. Nuova Ontologia Estetica e Disfania di Giorgio Linguaglossa Steven Grieco Rathgeb Letizia Leone. Claudio Di Scalzo ripubblica il dittico del critico e poeta Ennio Abate con noterelle.



Ennio Abate - Pittura




ENNIO ABATE 
POLISCRITTURE
28 OTTOBRE 2019

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Claudio Di Scalzo detto Accio

L’ARCA DI NOÈ VALE PER I GENI FAI-DA-TE!

Divulgo questo articolo di ENNIO ABATE. In forma di dialogo, con personaggi, sulla cosiddetta Nuova Ontologia Estetica.

Ennio Abate con il blog POLISCRITTURE e la sua riflessione, marxista, approfondendo la lezione di Franco Fortini, sui MOLTINPOESIA, affronta la questione del Mestiere di Poeta oggi, dell’Accesso a questo mestiere, nell’epoca del web. In maniera efficace, con proposte, e smontando ogni meccanismo idealistico (dagli strumenti di produzione poesia occultati compreso il lavoro intellettuale distorto dal capitalismo) oppure mirante al servaggio in qualche gerarchia con sacerdoti e sacerdotesse.

Personalmente niente sapevo fino al 9 gennaio 2017 di cosa fosse la N.O.E.

Conoscevo La N.O.E. dei carabinieri: Nucleo Operativo Ecologico. Pensavo bastasse. Macché!

Mi si disvelò invece un esiguo gruppo di poeti e poetesse, alle quali aveva aderito come Redattrice chi curava con me l’Olandese Volante dal 2012. Lo seppi dal Comunicato il 9 gennaio 2017 diffuso su Facebook dal direttore della rivista L’Ombra delle Parole Giorgio Linguaglossa. Mai ho potuto scambiarmi sul perché di questa adesione né di persona né a voce in un cellulare con la poetessa.

Scorrendo un paio di volte il blog, e uno dei duecento e più post (come scrive Abate) sulla NOE, seppi subito che Buck Eden dal 2005 in rete avversava simili posizioni. (clikka in calce)

Questa vicenda triste, cioè di come si possa cambiare rivista come taxi per destinazione ritenuta in centro anziché in periferia senza neppure farne parola con l'altro scemo che son io che scrivo, trova spazio in forma di Western sull’Olandese Volante. E su Tellusfoglio con “Il Pianetino delle rane ontologiche” (clikka in calce). Discorso chiuso.

Al di là delle teorie costì espresse - poetology come scientology? - che sono guazzabuglio di citazioni pretenzioso e assurdo: fuori i capolavori redattori redattrici che siete convinti che la poesia degli ultimi 50 anni sia una nullità. Da Sereni a Giudici a Caproni a Zanzotto a Magrelli a Cucchi a De Angelis a Rosselli Valduga Cavalli... fino ai tanti autori e autrici in rete in questo momento. Alcune poetesse e poeti son tra i miei amici qui. Tutti senza importanza? Ma come si fa a stare in una consorteria simile? Quale Presunzione (rifondare e guidare la poesia del 21° secolo con la Diafania e nel contempo vedersi rifiutato da Wikipedia il termine come insulso. Clikka in calce) e Disperazione (bisogno di vivere in gerarchia di pubblicare avere carriera vita poetica riconosciuta intellettuale inimitabile per viaggi libri letti citati) può condurre a questo?

Insomma se definisci il romanzo superato e sei Joyce e Woolf scrivi L'Ulisse e Gita al Faro; se definisci la poesia superata e sei Eliot scrivi "La terra desolata"... o Le Occasioni di Montale... se sei un critico che porta i cognomi di Momigliano Binni Bo Contini Baldacci Mengaldo Fortini Garboli scrivi i relativi saggi... ma se sei un Pinco Palla... Diafania e Ontologia si rivela una balla!

I bambini giocano a calcio e poi gridano "ecco Messi"! oppure "ecco Ronaldo che stoppa tira all'ncrocio dei pali!!"...GoooLL goolllL" poi finito il gioco si rendon conto di essere bambini che sognano di somigliare ai grandi centravanti... questi della N.O.E., in pari genere uomini e donne, son convinti di essere campioni in grande squadra internazionale e giocano al massimo nel Fucecchio della Poesia... o nella parrocchietta poetica.

In ogni caso, come ebbi a scrivere a chi lasciava senza degnarmi di una risposta l’Olandese Volante (9 gennaio 2017), che passava "da Corsara ad Ancella rara", e per questo son bloccato ovunque!, con i suoi TRE "geni" (Giorgio Linguaglossa e Steven Grieco Rathgeb e Gino Rago) ispiratori e critici al di là della loro Ontologia Diafania Indicenza... non mi sarei mai scambiato per i mestieri che avevano svolto e che contrastavano con la mia vita di rivoluzionario in politica e nei segni. Rispettivamente direttore di carceri anche speciali per detenuti politici; curatore della rivista estetica della multinazionale SMI del Rame; professore in pensione di chimica che disprezza, e prende in giro, il proprio barbiere poeta.

Perché ho avuto amici politici in galera e so come lì vivevano; perché ho avuto amici operai lucchesi che han tribolato ammalandosi, esteticamente? e io stesso son stato rincorso dai custodi della fabbrica distribuendo volantini nel 1972; perché ho avuto un fraterno amico nel barbiere Paolo Fatticcioni (1949-2005) che valeva e per me vale più un suo motto in barberia dei versi sterminati, e necessitanti la Treccani filosofia per intenderli, di questi poeti e poetesse in superbia di sicuro unici!

Da Lucca Comis and Games, a breve aperta, saluti alla penna di questo Abate che sotto la Restaurazione Perenne smonta stendalianamente i meccanismi ridicoli di queste parrucche sapienziali con arca mistica al cubo. Che rima con Tubo.



Ritratto





ENNIO ABATE 
POLISCRITTURE 
29 OTTOBRE 2019

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 Claudio Di Scalzo detto Accio

BRECHTIANO 
CONTRO IL RIDICOLO DISUMANO 
OVVERO L’ONTOLOGIA CHE COSÌ L'INTENDE PURE MIA ZIA

Boia deh! Che lecca! Nella 'otenna che assesti con la Br(ontologia)... gattata satiria rollata nel sacco e buttata in ghigna agli ontologici poeti e poetesse... gatto fradicio artigliante con parole scritte dai protagonisti che quasi uno stenta a crederci siano giunti a questa 'ondizione ego-cosmica!!

Dunque scopro che questo Steven Grieco Rathgeb (dopo aver coltivato olio ed erbe aromatiche in Chianti con snobistica elevazione come le Marie Antoniette un tempo in Arcadia) a partire dalla conoscenza di (urca!) 7 lingue (girando lo munno intiero dal Chianti all'Ellade al Giappone con sosta in India) non trova un solo poeta-poetessa degno/a in ciascuna lingua. Ma son ‘ose da scrivisi?!... (forse questa Uscita sdegnosa la sentenzia perché ha scritto il suo unico libro di poesia "Entrò in una perla" dove sbaraglia i "dinosauri", li definisce con sicumera, come Eliot e Montale e pure ahimé Elytis e anco Severino filosofo)... (forse è per questo che lui e i suoi amici e amiche ontologiche quando si presentano dietro targhette han davanti vote stanzette con sola ancella a riprender celebrate ghette per video ove sentirsi benedette).

"Il pètent plus haut que leur cul", (si può dire alla franciosa per far contenti questi emuli incipriati). "Scoreggiano più in alto del loro culo". Si pronuncia: "il pèet plü ó che lör cú" in dialetto valtellinese - "Scoreggiano più su’ der su' buo", in vernacolo pisano! Tutta questa vicenda della Nuova Ontologia Estetica è semplicemente una Bêtise, una Stronzata o Sciocchezza (casomai Griecò e Culasson franciosi faran traduzione più pertinente), detta alla Flaubert; roba da Salon Caricatural, direbbe Baudelaire. Amen.
Un paio di anni fa lessi sul Blog Internazionale che questo Grieco omaggiava Linguaglossa dicendogli che se lui aveva letto tanti libri non aveva il record del suo amico con cui fondava la Nuova Ontologia Estetica: lettore di ben 10000 libri di poesia e mille di filosofia. Che tempo buttato via! Come se fassi tante seghe t’allungasse l’uccello...

Mi garba scoprì ‘ose come la tu' critia disvelante usando logia e dialettia rovesciante quanto nell'homini vanesi è ridicolo insultante. Anco se contano come il 2 di briscola nel gioco della poesia. E pubblicano da "editore da incubo" (dopo le cucine questa sarebbe un'interessante trasmissione TV, "ipermoderna"?

Accio per Ennio Abate da Lucca Comics and Games 2019. Il posto adatto dove scrivere sul "comico" che vòle apparì sublime inimitabile e guida poetica interplanetaria.




Ennio Abate Pittura




Claudio Di Scalzo

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sabato 19 ottobre 2019

Claudio Di Scalzo: Il Pianetino delle Rane Ontologiche - Accluso il "Pianetino dei Furbetti del Pensierino" ovvero ristretto ontologico quartierino.



Ranocchio ontologico strizza l'occhio citaziologico - I





ACCIO

 QUASI QUASI PROPONGO UN GAME SULLA POESIA… 

(Dalla mia Bacheca Facebook 
“Claudio Accio Di Scalzo”)



In tempi a breve, in LUCCA, di fumetto, di comics, dunque anche di illustrazioni comiche, riversabili pure in Games, divulgo un testo umoristico sulla prassi di certi poeti e poetesse on line che si ritengono la salvezza della poesia mondiale adatta al XXI secolo. Sarebbe divertente un Game dove i Poeti Rana aspiranti gonfiandosi a Tori combattono contro i Poeti Dinosauri carnivori ed erbivori del XX secolo. E scoprire chi vince.

Secondo me avrebbe un successo incredibile. Nel gioco ognuno dovrebbe abbattere i poeti che ostacolano la Nuova Poesia. E Tenzoni nazionali e internazionali riversati in video e festival come oggi accade per i giochi ricavati dalle serie Netflix o come The Expanse per Ruolimpiadi.

Tra virtuale e reale, digitale e analogico, esaltazione e illusione, carne ed erba, silicio e carbonio... la battaglia delle Rane Ontologiche contro i Dinosauri Erbivori e Carnivori sarebbe fulminante. Anche perché inserirei nel Game l’arrivo degli Uomini e Donne Sapiens che dalla Preistoria della Poesia lottano per entrare nella Storia comunista della Poesia. Dove a praticarla sono in Molti-Tanti-Quasi Tutti-Tutti.



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Claudio Di Scalzo detto Accio

IL PIANETINO DELLE RANE ONTOLOGICHE

(2017)



PREFAZIONE


Questa favola crudele è un esercizio di fantasia - quindi non ci sono rimandi a persone o attività culturali on line e su carta stampata; e se ciò avvenisse è del tutto casuale - e attiene al genere dell'umorismo, anche nero, o se vogliamo della satira. Il cui esercizio rientra nella libertà di stampa riconosciuta dalla Costituzione repubblicana e antifascista. Ho letto molto, ritenendomi un umorista, Swift, il Marx de "La Sacra famiglia", il Gadda delle favole. E sulla critica della cultura, come si produce si realizza si veicola, insuperabile è il "Salon caricatural" di Baudelaire e la mappatura-elenco che ne fece Flaubert con lo "Sciocchezzaio" e la Bêtise (Stronzata), senza dimenticare Breton e la sua antologia umoristicamente nera.

Sull'Olandese Volante (2011-2017) ci sono molti esempi di critica umoristica. Nelle sezioni "C'era una volta la poesia" o in "Umorismo Transmoderno".


Che riprendono la mia prassi, umoristica e satirica, divulgata anche nel 1977, all'interno dei movimenti politici e marxisticamente eretici, allora diffusi tra artisti militanti e rivoluzionari. Surrealismo, Situazionismo, Lettrismo, Poesia visiva, Mail Art. 

ULTIM-HATU-M AI POETI FOSSILI (1977)
ripubblicato nel 2017



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C’era una volta un pianetino dell’universo dove vivevano Rane poeticamente ontologiche, così si definivano, che pretendevano gracidando i loro versi, le loro teorie ego-cosmiche, di dare rotazione e giustificazione e interpretazione a tutto quanto l’universo poetico ed estetico (arti, musica, teatro, arredamento, architettura ecc ecc) dalla sua nascita al presente, anche alle galassie più lontane, addirittura ai buchi neri poetici. Nei quali era adatto finisse la poesia mediocre e l'estetica scritta senza la loro teoria e supremazia ontologica.

Ogni giorno nel loro pianetino, minuscolo Padule Paludato, si gonfiavano per somigliare ai Tori della poesia universale alle Vitelle della poesia del passato dei quali si sentivano gli unici eredi e gli unici interpreti adatti, di più!, la loro stessa gracidante ed enfiata e gonfiante poesia li superava con chiazzata - scopiazzata cioè qua e là - ontologia! E qualche Rana snob in massima gracidante enfasi giungeva a definire la poesia del XX secolo prodotta addirittura da dinosauri carnivori estinti come Eliot Pound Ritsos Elytis Montale Ungaretti al massimo meritevoli d'esporne le ossa dopo averne rivelato il corpaccione inutile scomparso!  





Raganella ontologica ancella - II






Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani nel pianetino ci entravano a malapena i componenti della redazione, una manciata di rane, e raganelle con funzione d'ancelle, col Gran Rana Modulatore, che tutte le aveva scelte con "Lettera calorosa" indirizzata agli asteroidi dove vivevano, solitarie, ansiose di diventare rane ontologiche conosciute e ammirate.

Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani - in missione per riformare rimodulare rifare di sana anfibia pianta la Poesia per il XXI Secolo soppiantando la superata  poesia stolta del XX secolo come gli antichi dinosauri sopra ricordati unitamente ai dinosauri poverelli erbivori degli ultimi 50 anni cibatisi, da Magrelli alla Cavalli, di erba non ontologica ranante - la vita per loro era stretta nel pianetino, ma così stavano accosti, intimi in poesia e altri maneggi giornalieri e notturni, dalle cene ai risvegli guardando l’universo che avrebbero conquistato con la fama e le pubblicazioni finalmente con lettori che non fossero loro stessi ogni dì.


Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani insistevano seriosi nella loro ridicola impresa interpretandosi dandosi voti scambiandosi versi citandosi fotografandosi dietro targhette con scrivania mentre gracidavano versi verso l'universo che manco sapeva esistessero e se li scoprivano con potenti telescopi li ammiccavano un attimo sorridendo e scuotendo la testa.

Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani... BUM! BUM! BUM! Scoppiarono insieme le rane gracidanti ontologia, come una vera famiglia, una dopo l'altra - con gerarchica scaletta a partire dal Gran Rana Modulatore seguito dal Rana Carbone Dorato e dal Ranocchio Caporalmaggiore seguiti dalle raganelle volenterose ancelle - come un fuoco d'artificio bagnato e loffio e nessuno nell'universo poetico se ne accorse. 







IL PIANETINO DEI FURBETTI DEL PENSIERINO

ovvero ristretto ontologico quartierino.









Il pianetino della Rane Ontologiche ha come satellite un pianetino ancora più piccolino, dove abitano i Furbetti del Pensierino ovvero ristretto Ontologico Quartierino.

Qui vivono non anfibie Rane Ontologiche bensì Mammiferi alti un mignolo e anche meno. Senza forma che non sia quella di una citazione filosofica da Aristotele a Heidegger a Derrida. Citandosi addosso, scatenando il loro eros in questa maniera, proseguono la specie accoppiandosi.

Insomma senza citazione i loro cazzettini le loro fighette non si drizzerebbero non si bagnerebbero generando l'atto sessuale che loro ritengono mistico mitico ontologico. E invece è un fatto di strofinamento e sperma come per tutti. Ovviamente la tempistica del loro fottere è minuscola, pochi minuti, come conigli, però figliano, come conigli, tante citazioni. In questo sta il loro godimento! 

Qui sono alti pensatori e pensatrici, si fa per dire, che chiavandosi citandosi sperano di, pagina dopo pagina, scrivere il loro libro ontologico, singolo e in gruppo, per salvare, con la poesia, tutta la razza dei mammiferi nell'universo. Ammesso ce ne siano, roteanti, in giro, altri, oltre agli impoetici terrestri.

Nel Pianetino dei Furbetti del Pensierino c'è il mammiferino, vero e proprio sacerdotino, che teorizza la ristrettezza dei corpi nella punizione ed estasi di cotanto coriandolo come necessario pertugio verso l'immensità; c'è il professorino di fisica mitica che disprezza i farmacisti (e non si sa perché!); c'è il sincretista snob che s'ubriacò sulla terra con una goccia di champagne in Provenza pescando trote con la lenza, che filosofeggia come una foca minuscola sulla pallina plastichina; c'è la filosofa neo-convertita sulla via damascata della poesia furbetta ontologica dopo esser caduta, non da cavallo, ma aver picchiato una musata nella plastichina roteata dal sincretista minuscolo snob, tanto da convertirsi e scoprire il gioco della citazione con annessi e connessi. 

Insomma il Pianetino dei Furbetti sibila a denti stretti che, assieme alle ontologiche rane, cambieranno la poesia galattica dall'oggi al dimane.

Per scoprire intercettare, il Pianetino dei Furbetti del Pensierino, scoprire la sua esistenza, non basta un telescopio terrestre o spaziale potente come nel caso di quello delle Rane Ontologiche, esso è un satellite, pertanto lo si scopre, dove e come sia posizionato, soltanto con complessi calcoli matematici riuscendo a decifrare almeno qualche parola rilucente citata od eroticizzata... e ovviamente nessuno ha interesse per questi buffi e disperati mammiferi, che, sembra, nonostante i loro accoppiamenti, ogni dì, siano destinati ad un'estinzione rapida.