domenica 20 maggio 2018

Claudio Di Scalzo: Il Convegno per il centenario della morte di Giovanni Boine a Imperia nell'interpretazione del pescatore Bargi Pietro detto Pietrino Malatesta (con la Boutique del Pesce e della Poesia Ontologica)









Claudio Di Scalzo

IL CONVEGNO PER IL CENTENARIO DI BOINE A IMPERIA NELL’INTERPRETAZIONE 
DEL PESCATORE BARGI PIETRO DETTO PIETRINO MALATESTA. 

(con la Boutique del Pesce e della Poesia Ontologica)


Sono a Marina Vecchiano. 14 dicembre 2017. Siamo mézzi dall’acqua. Sciaborda nelle ciocie a camminà senza stivali. Sono a casa di Pietro Bargi, detto Pietrino Malatesta. Appena ‘operti dalla pineta. Riparo dal libeccio che frusa l’orecchie e ti sbarba i ‘olletti della ‘amicia.  Nel fienile riadattato a officina per le barche e le reti. Lo chiamiamo Pietrino ma è un omome della mia età, un paio d’anni meno, e Malatesta perché è anarchio e la 'apoccia  a vorte gli butta a cattiveria e a fumate. Mi dice che il brutto tempo à fatto sfracelli per tutta la nostra ‘osta fino a Imperia. Aggiungo che lì ci dovevo esse oggi e domani per un 'onvegno su di un poeta morto cent’anni fa. Giovanni Boine. E chi gliera? Glielo spiego a braccio. Pietrino m’ascolta. E scote ir capo. Scommetto che c’ài scritto  disegnato sopra, eh accio? Annuisco. Scommetto che àn detto anche stravorta ch’è meglio perditi che trovatti lì con loro? Son io che non ò voglia d’andacci Pietrino! Accio Accio! a mé un la dai a bé. A te o non t’invitano o se ci vai ti fanno sentì come un trapper smotrigliato di merda di ‘astori tra chi s’è messo la cravattina la vestitina la targhettina per aver  manfrina! Annuisco. Scommetto che ciai tribolato per anni su questo poeta… ‘ome se ti vedessi… e scritti  e disegni  fotografie… e gingilli e requiem… e zuccherini e amari per foderatti lo stomao nell’angosce di trattà gente morta male e nel male! C’indovino? Annuisco. O come mai sei fatto ‘osì, compagno?











Parto in quarta a spiegare la genesi del libro scritto a quattro mani con una poetessa, sui “Discorsi Militari” di Giovanni Boine  pubblicato a Trento nei primi mesi del 2017,  proseguo esemplificando  la mia lotta contro le gerarchie vassallatiche letterarie, gli antichi regimi dei colti, le accademie, la necessità di una cultura che sia transmoderma nei linguaggi  oltre i cenacoli proprio per via di “intenette” come la chiama lui! per trovare "accesso" per tutti al mestiere della poesia delle arti come sosteneva György Lukács.

Pietrino scote la testa e cuce la rete. E sputa un paio di vorte la cicca del sigaro a dieci metri fori della volta del fienile. Poi dice: Seondo me te non ài inteso la questione! Se voi Accio te la spiego. Annuisco. E mi verso un cicchetto di rosso.

-Tu Accio la butti sull’idealismo, sulle parole, sulla tua lotta d’una vita verso certa gente che te ài scelto di scansà!  Ma ‘osì non intendi ‘osa t’è successo.

-E ‘osa dovrei fa’ per intendilo più che esse rimasto dell’idee che avevo su come ricordare un poeta morto tisio e osteggiato da tutti.

-Devi esse anarchio fino all’estremo. Lascia perde le pissiologie. Di pensà all’ubbie dei letterati e delle letterati e dei loro vizi che ce n’ànno, parecchi, più dell’anguille attorcigliate sulle foglie di fio. Pensa te come operaio come lavoratore e com’è finito ir tu’ lavoro.

-Non intendo Pietrino. E’ finito che scritti e cento disegni per i cento anni sono nel cascinale della Nada e in decine di files sul pc! ‘osì è finito tutto. E le pagine del libro son come morte e io non esisto interprete di nulla.

-Sei duro! Tu pa’, Lalo, avrebbe già inteso. Ti ci porto per mano. Pensati come lavoratore. Se non lo fai in questo groviglio dove ti fregano ci riaschi! Tu hai lavorato per anni, giorni ore e ore, per scrive e disegna e fotografà. Questo lavoro non è stato pagato. Sei stato sfruttato. Non nella cultura nel tempo che ciai messo. Che potevi usà in artro modo s e tu avessi saputo quest’esito. Che potevi prevedé t’è già successo coi filosofi di Morbegno i radiali di Sondrio e artri più indietro ner tempo.  Purtropo, non t’incazzà se te lo dio, tu sei covato poo! hai 60 anni  e più e sei a volte incauto come un uccellino da nido. E se stavi coi tu figlioli, con la Nada, se viaggiavi, se trovavi una bella donna per andà a pesca o per gioiacci ai cento baci, invece che alle cento poesie, era meglio. Qualche vorta puoi anche dir sbrigatevela da soli!  Allora questo lavoro ora lo rionosci come forza lavoro che non ha avuto salario?!

-Sì, è andata ‘osì. E  a te non succede?

-No. Perché io son anarchio come te ma tengo il timone della materialità della vita non quello della cultura seppure ‘omunista  e degli ideali che poi come bandiere in tanti cambiano. Anch’io ho fatto società con una pescatrice. Più giovane d’una ventina d’anni. E l’ò detto. Tu mi garbi. Mi garbi come peschi e la passione che ci metti. Mi chiedi di fa’ società e a me sta bene. Io sono anarchio e la barca che vedi è anche tua. Riordati che m’è costata fatia e dolori avella. Le reti puoi usalle come vuoi e io userò le tue. Se tu hai passione io ho esperienza. So dove il mare è più pescoso e so portare la barca in porto con la burrasca. Quanto impari da me quanto imparo da te nun si po’ portà da altri pescatori e cambiagli nome. Quanto peschiamo si divide a metà e insieme lo vendiamo. E si divide il ricavato. E gli acquisti si fanno assieme. Hai inteso Accio?

-Eccome. Avrei dovuto a muso duro, trattare i tanti scritti e dipinti come i pesci. Son stati pescati e assieme devono essere venduti.  E le conoscenze del mare non si vanno  a portare ad altre barche perché son costate fatia e tragedie. E poi è giusto che il mio lavoro sia riconosciuto.

-Bravo. Accio! Questo è comunismo. Quando pesco io guardo l’acqua e il cielo. Ma i pesci son nell’acqua. E altri pescatori e anche chi  a volte mi sta accanto sono animali come i pesci. E a volte vorrebbero mangiammi. Io non imbelletto come te fai le loro moine fatte di tanta poesia che nascondono l’istinto: gli dio se tenti d’affogammi o di sfondammi la barca o di tradimmi io t’affogo te per primo. E’ una legge di natura.

-Lo dice anche  Sitka Charley nel racconto di Jack London la “Saggezza della pista”

-Questo lo conosco.

L’hai letto?

Me lo facesti legge te a vent’anni. Quelli sul Grande Nord l’ò letti tutti.  Allora io l’ho capito London  e te no. O almeno non t’ha dato gli attrezzi per difenditi. Dai andiamo a vende questo pesce a Viareggio.

-Lo porti dal solito.

-Sì  è onesto. Ha la mia età. Un po’ di roba la do ai ristoranti. Ma c’è la 'oncorrenza anche per il mi’ negoziante.

-E qual è.
Quella  che aprono le Boutique del pesce. Come fossero negozi come si dice… ah sì… fescion…

-e poi come va a finì?

Va  a fini che i gonzi sono tanti pensano che il pesce sia più bòno nella boutique che non ella pescheria con le mattonelle bianche di 50 anni fa e la segatura per tèra e l’odore di lische e di sbudellamenti…

-E non è più buono meglio servito…

- Come no?! per mantenere  l’abbellimento i pesci li ‘ondiscono coi 'onservanti l’imbelliscono con lo spray 'ome si fa per i mobili li profumano… e i fessi lo ‘omprano. E ir mi negoziante all’antia fallisce. Quer pesce è marcio!!  E’ la morte del pescatore della pesca e di chi lo vende di chi lo mangia. E’ il capitalismo caro Accio la legge del profitto e dell’alienazione dei cervelli… lo dice il Marx e il Bakuninne e Malatesta…





Claudio Di Scalzo dicembre 2017) 
"Giovanni Boine amareggiato 
per come Papini e prezzolini
si comportano con lui"





Lo abbraccio ir mi’ pietrimo e andiamo al Ford Transit scorniciato per carià ir pesce. La Boutiqe del pesce. Per analogia mi sembra la boutique dove il tonno Giovanni Boine lo stanno aprendo per ricavarne ognuno una fetta  come pare ai colte e alle colte presenti al Convegno d’Imperia per il Centenario (vedi il manifesto in esergo). Poi con una gioia crudele tanto che Pietrino ride ai sotto ai baffi, dimmela la battuta Accio. Compagno ma lo sai che forse ci sono  anche le Boutique dei poeti ontologici… poesia ontologica… cos’è?…  è come il pesce marcio venduto fresco. Accio Accio… devi venì più spesso a trovammi. Verò verrò eccome!




   


domenica 13 maggio 2018

Rina Rètis Comunista: Questa è Religione, questo è Comunismo. Al compagno Fosco Neri, la sua vedova. Con ricordo di Giovanni Boine e Amedeo Modigliani.









Rina Rètis Comunista

QUESTA È RELIGIONE, QUESTO È COMUNISMO

al compagno Fosco Neri, la sua vedova




Questa è Religione!, questo è Comunismo!... così scrissi al mio Fosco Neri, leggendolo accostandovi le mie parole!



Eravamo a Marina di Pisa. Gli dissi che l'avrei preso per sempre intero. Anche col buio e la crudeltà che a volte aveva addosso.



Perché quando AMO e SCELGO, e AMO PER SEMPRE, l'Amato lo prendo intero col suo essere. Mio compagno!



Per questo non l'ho mai tradito.

Né mai lo tradirò neppure ora da vedova.

Sono Rina Rètis

sono fatta così!



Una volta gli dissi che somigliava a GIOVANNI BOINE negli impeti. Come a Modigliani. E che ci eravamo già incontrati. In altre vite. E dopo questa in altra vita ci rincontreremo. Perché io sono fedele e il mio amore è per sempre!









CDS: Rina Rètis vedova di Fosco Neri con mano rossa








IL MIO NOME È RINA RÈTIS

Il nome è Rina Rètis. Sono comunista eterodossa. Trotskista. In passato ho scritto, senza mai stampare un rigo, sulla vicenda del mio legame con Fosco Neri. Il mio amato compagno. Anche pittore. Morto in oscuro incidente stradale, e penso me l’abbiano ammazzato per certe sue inchieste politiche, il 10 febbraio del 2017. Ebbe, Fosco,  vita politica turbolenta negli anni settanta. Un rivoluzionario coerente come pochi.

Mi sono interessata, episodicamente, a un poeta ligure che tribolò in vita con l’immobile tomba del nome, ma da alcuni anni sono soprattutto donna malata. 
Una rara e poco conosciuta malattia alle ossa ai muscoli mi danno spossatezza, dolori costanti, rinuncia a stare sveglia. Fosco ha scritto sul mio dolore con una tenerezza che a rileggerne gli episodi, o soltanto a pensarci, mi viene da piangere. Perché non è più con me.  
Malattia organica  che m'azzanna la psiche. 

La morte di Fosco però m'ha dato un’energia che prima non conoscevo. Devo proseguire il romanzo comunista, il feuilleton tragico, che tanto lo coinvolgeva con ricerche sul movimento operaio e rivoluzionario, nell'epoca in cui questi accadimenti rivoluzionari hanno occultato sotto menzogne, tradimenti, vendette. I più collaborativi, a questo scempio, son stati artisti-artiste letterati-letterate intellettuali. 

Per questo quasi tutti li disprezzo. 
Per questo voglio ancora scrivere da comunista qualche frammento. 
Per questo Rina la rossa appare su certe pagine elettroniche. E Fosco è con me anche se gli altri non lo vedono.




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sabato 12 maggio 2018

Rina Rètis: Lunga lettera alla Poetessa Ontologica Chiara Catapano perché non usi mai più il mio personaggio per pubblicare suoi versi dedicati a Giovanni Boine. E per conoscenza a Claudio Di Scalzo. Di striscio sulla N.O.E. Nuova Ontologia Estetica. Con 5 ritratti di Rina Rètis



CDS: Rina Rètis comunista trotskista - Settembre 2016






RINA RÈTIS

LUNGA LETTERA 
  ALLA POETESSA ONTOLOGICA CHIARA CATAPANO 
PERCHÉ NON USI MAI PIÙ IL MIO PERSONAGGIO 
PER PUBBLICARE SUOI VERSI 
DEDICATI A GIOVANNI BOINE
E.P.C.
A CLAUDIO DI SCALZO

(di striscio sulla N.O.E. Nuova Ontologia Estetica)

(con 5 Ritratti per Rina Rètis di CDS)



CDS: Rina Rètis contrasta Chiara Catapano





Signora poetessa ontologica Chiara Catapano,… con la presente lettera la informo che io, Rina Rètis, personaggio, non voglio più avere alcun rapporto con lei qualora pubblicasse ancora versi legati a Giovanni Boine. Non mi "usi" per firmare sue raccolte a stampa sue pubblicazioni on line. 

Intanto perché lei è solita "usare" e poi "ripudiare", e poi "ancora usare" in altri siti le persone e i personaggi; l'ha fatto con chi ideò un tempo L'Olandese Volante (2011-2017) e anche con Karoline Knabberchen; intanto perché il mio personaggio non l’ha inventato lei, bensì Claudio Di Scalzo, che pure, incautamente, anni fa, dopo il vostro viaggio a Imperia, nel 2014, in visita alle case e alla tomba del poeta, caldeggiò che con il mio nome e cognome, lei, pubblicasse una raccolta dedicata a Giovanni Boine.

Non voglio più avere rapporti con lei perché considero il suo comportamento, sia riguardo a Giovanni Boine, per come si è appropriata di quanto nato in studio e creazione comune con Claudio Di Scalzo riducendolo a ciondolo ontologico per critici  e poeti mediocri; sia riguardo a come ha abbandonato l’avventura dell’Olandese Volante il 9 gennaio 2017,... eticamente riprovevole, indecente; e, essendo io comunista trotskista, lo ritengo pure fascistoide e attinente a modalità reazionarie. 

Perché lei sapeva della vita, tragica, di Claudio Di Scalzo, fin da bambino, e cosa ha passato, tragica ripeto!, e non per scriverci poemetti consolatori, che lo hanno spesso devastato dandogli dolori infiniti. E lei, la ragazza che gli confidò come "saltasse i fossi" a Pisino-Trieste, altrettanto con una infanzia difficile, dove anche per la Prima Comunione era preda d'angosce, non doveva lasciarlo solo sull'Olandese Volante affondandone la navigazione; aveva soltanto lei nella lotta che vi eravate ripromessi di condurre. Ma su ciò ha sorvolato con una superficialità sciagurata e ciò dopo che, sulla rivista transmoderna L’Olandese Volante, si era definita anarchica e libertaria. 

I compagni non si abbandonano nel pericolo. Tanto più quando devono andare nei tribunali per difendere il vessillo dell'Olandese Volante e la libertà di critica e satira; quando sono negli ospedali con un genitore quasi morente, quando le botte prese da piccino si sommano con le botte prese da grande nell'antifascismo militante e con quelle, più pesanti, ancora di perdite tragiche che portano a traballare nei porti dove nacque L'Olandese Volante, perdendo sangue dal naso come Boine lo spargeva tossendo.

Non le perdonerò mai, Chiara!, io personaggio, io Rina, quanto ha fatto a Claudio, per una miseranda carriera tra letterati che, da giovani, come poi da anziani, erano e sono dei servi della macchina oppressiva e ideologica borghese. Volgarmente, a volte, camuffata come di sinistra, o alternativa al sistema che han servito. Così la "presa per il culo" di compagni rivoluzionari come Accio è doppia. Che lei ha imbastito sottoscrivendo queste menzogne detta nuova poesia nuova cultura - che poi è vecchia e rancida! - o come cazzo la definite! tra voi eletti! 

Non voglio più avere rapporti con lei!, perché intendo proseguire on line la mia avventura di poetessa comunista trotskista e ricordare il mio compagno morto nel febbraio 2017 Fosco Neri. 

Per comodità lascio un comodo ABC per la poetessa Chiara Cì. Rima di Rina. Così intende meglio, perché temo lei non si sia resa conto della squallida superficiale violenza con cui ha agito. E della quale deve prendersi responsabilità. Gliela rammento.




CDS: la Morte bacia Giovanni Boine
aprile 2018





A-Il 28 dicembre 2016, ancora direttrice con Claudio Di Scalzo dell’Olandese Volante, ha pubblicato, a sua firma, sulla rivista on line “L’Ombra delle Parole” un’antologia dedicata a Giovanni Boine, titolata “Poesie scelte. La punta dell’iceberg”. Di questa pubblicazione a cui si dedicava non ha minimamente informato Di Scalzo (se medesima proposta avessero fatto a CDS di sicuro si sarebbe precipitato a proporle di farla assieme, sennò non avrebbe accettato) se non con vaghi accenni  a dei poeti romani "curiosi" della sua poesia; né ricorda, in essa, antologia, quanto pubblicato sull’Olandese Volante riguardante, ampiamente, Giovanni Boine, in testi e illustrazioni, sia di CDS che suoi che in coppia.

Se poi come lei afferma, in un trafiletto-mail, che, questi poeti romani, volevano presentare il libro che avevate organizzato sui "Discorsi Militari" per la Fondazione del Museo Storico di Trento, doveva entrare nello specifico con l'altro direttore dell'Olandese Volante. Quando si dirige assieme una rivista l'altro deve essere informato di quanto concerne la rivista e le attività in comune. O no?

Abbastanza disvelante anche se poco chiaro tutto ciò. Del suo animo. Ha mai sentito parlare di Freud? di scissioni? Lei è da se stessa un personaggio, mi creda, non necessita del mio, glielo suggerisco: La Grande Psicotica

Scriva sulla doppiezza del suo inconscio e psiche rispetto a Claudio Di Scalzo a Fabio Nardi, e scriverà il suo poema capolavoro: con ogni sincerità: e non con le mascherine iperboliche che le passano i suoi teorici pacchiani ancorché elegantissimi grafomani di riferimento: Giorgio Linguaglossa + Stevan Grieco. (Dalle loro penne, accetta, addirittura le correggano pubblicamente i suoi versi con la gomma per inchiostri ontologica! che fine patetica e miseranda per una che si definì corsara e rivoluzionaria!).

Mediocrità sommata a mediocrità non crea opere poetiche bensì baggianate pseudo-mitologiche sterminate e loffie usate per celebrazioni da soli o in gruppo con sbrodolate rugginose misto citazioni rivestite di patina dorata. Quasi ridicola e perversa recita onanistica ed orgiastica.
La Grande Psicotica. Beh... ne tenga conto! Gliela regalo gratis questa idea... questa non avrà bisogno di fregarla all'Olandese.  

Ritorno a come si è nominata iper-interprete di Boine, portandolo dagli eredi di chi lo fece tribolare: dei Papini e dei Prezzolini delle Aleramo in sedicesimo, per qualche clap clap clap! E intemerata e impunita prosegue: di recente accosta Giovanni Boine a Pavel Florensky... ah ah... ahi ahi... deve avere un meccanismo di rimozione occultamento che funziona con la pala carbone: ha rimosso che quando Marzia Dorigatti, filosofa trentina, portò sull'Olandese Volante, inizio 2011, e nei siti di CDS questo autore... lei ne chiese l'allontanamento!... e ora lo cita come se l'avesse scoperto lei o qualche maggiordomo sincretista con la sciarpetta e la targhetta ontologetta da scrivanietta per fotetta.  

Io c’ero, sa, lo ricorda?, le rinfresco il "vero" per dirla con Machiavelli e Leopardi: addirittura le opere di Giovanni Boine nell’edizione Garzanti, più altri testi, lei li ha trovati a Lucca grazie allo scalzo pisano. Legame celatissimo: per sua gloria in solitaria: infatti ricorda soltanto, nell’antologia del 28 dicembre 2016, che pubblicherete assieme al docente universitario Andrea Aveto un libro, per i tipi della Fondazione del Museo della Storia di Trento, sui "Discorsi militari e altri scritti". L’antologia a sua cura, sulla fenomenaleee rivistaaa, insomma, rivela anche la punta dell’iceberg della sua scarsa correttezza e astutissima letterarietà. (Confermata nel 2017 riguardo  a come si è ficcata nel centenario di Giovanni Boine usando il libro dei "Discorsi Militari", per presentazioni, e rendendolo tassello ontologico con i suoi saccenti sodali. Che si sono intestati ogni poeta dall'800 in avanti. Tutti ontologici senza saperlo. Compreso il povero Boine evocato come ectoplasma per fargli recitar messa ontologica). 
Il resto del post su Boine inaugura le sue risposte servizievoli, ruffiane direi, che già fanno intuire che la corsara si trasformerà a breve in ancella rara. Dei vari Rago Linguaglossa Grieco. Anche nelle risposte, ai commenti dei volenterosi neo-adepti al club-Boine-ontologico, ogni accenno ai testi pubblicati sull’Olandese Volante è taciuto. Così come l'interpretazione rivoluzionaria transmoderna elaborata assieme a Di Scalzo. Anni di pubblicazioni occultati. Da lei. CDS non avrebbe mai agito così!  


Il candido, o se vogliamo ingenuo, o se vogliamo grullo!, Olandese se ne stava, a Vecchiano, nel 2016!, estivo e poi natalizio, a disegnare me, e Giovanni Boine per il centenario da svolgere con lei nel maggio 2017, vaticinando altre avventure rivoluzionarie transmoderne con la Corsara Transmoderna che invece trafficava con gli spagnoli di Maracaibo. Contro il corsaro indomito da tradire. Tradito e preso in giro!

Perché aveva iniziato - mi perdoni la battuta! - nell'Ombra  a non mantenere la Parola data. E gli scambi, ovviamente, tra lei e la rivista “internazionale” (sic) di poesia, andavano avanti, senza che lui sapesse niente fin dall’estate! Dietro le sue spalle, nell'Ombra che, larghe, rilasciano. Non si è rivoluzionari in arte per caso.  

Come rivelo nel punto B. Il suo "capolavoro" di donna e di poetessa e di saggista. Questo lavorìo dietro le spalle. In Ombra. Lei dovrebbe interpretare a teatro il ruolo della "doppiogiochista". Sarebbe una perfetta agente segreta doppiogiochista. L'agente segreto ontologica Chiara Catapano! Ed ovviamente ci vuole molta scissione molta psicosi. E si torna alla Grande Psicotica!

Ma così facendo, che gioco del rovescio incredibile!, lei, poetessa ontologica Chiara Catapano, ha creato una variante alla mitologia contemporanea, che non si basa sui personaggi della Grecia (anch'essi se fosse stata meno sprovveduta l'avrebbe portati nella transmodernità altro che in poemi troppo imitanti altri poeti inarrivabili come le suggerisce la strampalata teoria, detta pomposamente Nuova Ontologia Estetica, elaborata da maschietti attempati egolatri a cui si è convertita), bensì sull'immaginario del fumetto del feuilleton del western del vangelo popolare delle serie Tv del cinema della musica wagneriana del melodramma... per Claudio Di Scalzo. Una perfetta cornice transmoderna. Per un eroe da libro senza libro. Che grazie al suo "Tradimento" risalta autore e personaggio come mai era stato prima!

A Claudio Di Scalzo, autore e personaggio mancava, appunto, il TRADIMENTO. Per completare il suo romanzo esistenziale transmoderno. E smettere di scrivere e cessare ogni estetica. E lei, poetessa ontologica, ha ottemperato a questa bisogna. Entrando, così, poetessa reale e personaggio, nel romanzo transmoderno di chi pensava di fregare. E credo anche di dimenticare. Perché come tutti i traditori lei ama il tradito. L'uccisore, Robert Ford, ama Jesse Accio James. Questa sarà la sua disperazione. E rimpianto. Anche perché, adesso, quest'uomo, reale e personaggio, ha ritrovato Sara Cardellino. L'unico amore che sta a pari con quello che Fabio Nardi prova per Karoline Knabberchen. 

Che vicenda, eh, poetessa ontologica Catapano! Può leggere e vivere! Chi poteva aspettarselo che da un tradimento, da una sciagura, da un inabissamento di veliero, L'Olandese avrebbe trovato la sua Senta Cardellino! Non certo lei l'auspicava! Ma, vede, poetessa, la letteratura e la vita, a volte procedono in questa maniera. È sorprendente. E magari questa vicenda rimarrà. Sarà letta conosciuta custodita pubblicata. C'è sempre qualcuno o qualcuna che salvano gli artisti come Claudio Di Scalzo con i suoi personaggi dall'oblio. E chi voleva, come lui, che si perdesse ogni suo scritto e dipinto memoria, forse avrà in sorte di avere chi lo legge lo apprezza ne prosegue il romanzo.
Io voglio che ciò accada!


(riprendendo la filosofia di Rosa María Rodríguez Magda, sul TRANSMODERNO, che stimava L'Olandese Volante tanto da ospitarla con cds, in coppia, nel suo libro sul Transmoderno: "La condicion Transmoderna". 2015. Anthropos Editorial. L'unica volta, poetessa Chiara Catapano, che è stata  "internazionale", buffo vero?, accade nel Transmoderno sull'Olandese Volante, e dentro una teoria, questa sì veramente di filosofia, altro che la Bêtise (stronzata, da Flaubert) della N.O.E., che non valica il vostro sitino autocompiaciuto galattico e invece da appartamento del poeta-critico-onnipotente frustrato, con lei e voi statuine sulla mensola dei libri che cita. Comicità, insomma! E se esce da questo appartamento ha pure l'ombelico del fachiro sincretista cosmopolita, in diafania?, porosità?, ecchevordì!, che le snocciola perle di rame con cui giocare la poesia coltissima e da buca in qualche mai scoperto, Hic Et Nunc, biliardo linguistico dove lei recita la parte del birillo e l'altro della stecca. Il suo enfatismo, signora poetessa ontologica Catapano, tanto patetico e buffo sarebbe adatto all'umorismo di un Gadda o di un Campanile! Speriamo un umorista vi intercetti e vi descriva! così sarete famosi!

Lei, poetessa ontologica, non sa vivere alla pari con un uomo. È il suo rimosso dramma. Probabilmente nasce con un padre autoritario. L'unica volta che le è stato proposto di vivere alla pari è stato con L'Olandese, in vita in arte. Ma per vivere alla pari fondamenta di ogni anarchia di ogni comunismo di ogni cristianesimo, io ne so qualcosa, bisogna lottare bisogna emanciparsi anche dalle parole maschili oltre che dal loro cazzo, e poi creare insieme intanto la vita reale nella rivoluzione nella religione e poi se capita nelle arti, nell'estetica che lei ha tanto cara. Ma partendo dall'estetica si finisce come lei è finita, statuina o birillo, di maschi che si ritengono intelligentissimi e invece sono dei poveri dementi. Macchiette citazioniste. Che la gestiscono indorandola. Mentre prova vergogna di non essere tanto colta. Tanto "brava" come loro. Riducendosi a enfatica ancella perché da questi tromboni ridicoli riceve l'investitura di brava e intelligente poetessa. Il viatico a libretto da pubblicare presso editore da incubo! "Poesie scelte 2012-2016" (fra l'altro nate sull'Olandese Volante su temi generi personaggi svolti con Claudio Di Scalzo. Lui però espunto. Ripudiato. Nascosto) per bollino premio carriera letteraria in atto!  

Altri, ad altre latitudini del DOMINIO dell'uomo sulla donna, lo fanno con le pedate e gli schiaffi e gli urli. Ma il risultato è lo stesso. La dipendenza. La mancanza di autonomia di libertà. Il parlare e scrivere con le parole del maschio colto e padrone. Anche se stolto  e trombone! (Linguaglossa e Stevan Grieco sono due poveracci, due casi umani, senza arte né parte anche se credon d'essere poeti di Marte venuti in Terra per salvare il genere poetico universale!) 

CDS quando lei lo imitava in scrittura e temi ne penava, lo rifiutava, quel Verbo che lei in lui scopriva (si rilegga l'epistolario, rammenti le conversazioni, le conversazioni nelle città italiane che raggiungevate assieme) era dipendenza era nervo  e nerbo che la rendeva malata. Il Povero candido di Vecchiano questo non lo accettava, e voleva con lei, lui liberarsi dalle sue tragedie, che pure visse. E la sua scrittura, poetessa Catapano, era diventata autonoma e originale: senza necessità di alcuna ontologia: perché lo sboccio del frutto non necessita di veleni teorici né di giardinieri. L'Olandese era felice di questa libertà creativa che lei viveva. Felicissimo. Ma poi l'ha tradito un uomo così! Lei è proprio una cieca disgraziata! Se mai lo capirà cambi vita. Piuttosto che vivere con il giardiniere, lei ne ha due o tre?, che la potano! Cambi vita, non conduca un'esistenza tanto miseranda! Glielo consiglia Rina Rètis.)





CDS: Rina Rètis nell'estate rossa 2016







B-Il 9 gennaio 2017 Claudio Di Scalzo, ed io, apprendiamo, da Facebook, che lei adesso è inserita nella Redazione de L’Ombra delle Parole. Rivista di Poesia Internazionale Mondialissima Interplanetaria!

CDS, sconcertato e stravolto, incredulo e ferito, le scrive per chiedere chiarimenti. Lei risponde dicendo che è stata inserita a sua insaputa. Ammesso sia vero, il Di Scalzo con me, ci chiediamo perché scoperto l’inserimento a sua insaputa, lei non sia subito intervenuta per redarguire chi si era permesso, il direttore Giorgio Linguaglossa, di iscrivere la sua persona in questa maniera senza averne l'autorizzazione. Forse i frequenti segreti scambi che teneva l'hanno autorizzato a farle questo dono? Probabile. E in ogni caso, io e Di Scalzo, ci domandiamo perché l’abbia rilanciato, condividendolo, con i suoi amici su Facebook, tanto che così l’abbiamo saputo. Lei risponderà, in un trafiletto e-mail, a CDS che l’aveva fatto "per gentilezza". Gentilezza verso chi strumentalizza a fini culturali le persone a loro insaputa? E, a come poteva rimanerci schiacciato leggendo la sua adesione redazionale l'uomo con cui dirigeva L'Olandese Volante non ci ha pensato? Era gentile tutto ciò verso di lui! Ma che maniera è questa di comportarsi!!! Se ne è resa conto un anno e mezzo dopo?!

Io e Di Scalzo, pur stravolti!!, ne sorridemmo, siamo ironici, pensando che a Roma, dopo Scajola, il ministro di Berlusconi che ricevette in dono un attico a sua insaputa, il 9 gennaio 2017, sempre a Roma, anche una poetessa, lei Chiara Catapano, aveva ricevuto un dono editoriale a sua insaputa. Ma ben accetto, caldeggiato, auspicato. 

(Ontologia alla Scajola, si direbbe. Fra l'altro nato a Imperia. Come Boine. Ma il poeta non avrebbe mai accettato simili mercanteggiamenti. Preferiva non pubblicare alcunché prima di concedersi alle ambiguità, ai sotterfugi, non accettando mai teorie a indirizzarlo come uno scolaro. Era uno capace di mandare a fare in culo Benedetto Croce!) 

Nel trafiletto e-mail dove accenna alla sua scelta di rilancio su Facebook "per gentilezza" della sua presenza nella Rivista in Ombra, afferma pure che aveva già rifiutato due volte l’adesione alla Redazione. 

Io e Di Scalzo afflitti e sbalorditi ci guardiamo, e ci diciamo che non ne sapevamo assolutamente niente! Non doveva forse fin dalla prima volta (e poi quando questa richiesta?, nell’estate 2016? nell’autunno? nel dicembre?) informare il direttore CDS con cui dirigeva L’Olandese Volante? Com'è possibile dirigere con un'altra persona, cinque anni, una rivista on line, e non comunicargli che lei aveva ricevuto, per DUE VOLTE invito ad entrare in un'altra Redazione, e che, per l'intanto aveva rifiutato. Fra l'altro in una rivista che, anche un bambino, avrebbe capito che proponeva una prassi assolutamente contraria a quella dell'Olandese Volante. Gerarchia e teoria per pochi poeti eletti. Ombra per tutti. Luce per pochi! 

Insomma lei si scambiava con gli spagnoli di Maracaibo  e non informa il corsaro che questa gente ha sempre combattuto per una vita. E che non ci metterà molto a scoprire e a dirle che Giorgio Linguaglossa è l'ex direttore - fra l'altro compiaciuto del suo servizio per lo Stato - del carcere speciale di Pianosa per detenuti politici comunisti  altri carceri, e Stevan Grieco uno sul libro paga di una Multinazionale tra le più inquinanti e distruttive del Rame, come curatore di rivista estetica. Saranno stati contenti gli operai morti in fabbrica a sapere come il Rame diventa base di poesia e opere d'arte. 

Secondo lei Claudio Di Scalzo, con la sua storia comunista, poteva scambiarsi con gente simile poi diventati per caso poeti  e critici illuminati!?!

Ci sono anche uomini che sono coerenti con le loro idee e scelte, come Di Scalzo e Karoline Knabberchen! Lo sappia! Impari!




Il suo comportamento è veramente pazzesco! Ma dove alloggia l’etica? Lei tanto dedita ai maestri dell’etica greca antica e contemporanea? Lei la cicuta la fa bere a chi non si unge l'anima con l'ontologia!

Addirittura le pubblicazioni, argomentate, da CDS sull'Olandese Volante, ribadendo le posizioni anti-gerarchia dell'Olandese Volante le definisce "mostruosità". E mostro chi le scrive. 

Complimenti, Catapano! 

Siamo al rovesciamento classico ideologico borghese e anticomunista contro la mostruosità rivoluzionaria. Probabilmente Marx e Foucault e Deleuze le tornerebbero utili. Ovviamente interpretati in modo comunista per la rivoluzione per la classe proletaria e non ridotti a fronzoli di vanesia pseudo-sinistra come son usi a compiere Giorgio Linguaglossa e Steven Grieco. Un ex-direttore poi di carceri speciali e un servo di multinazionale del Rame che citano marxisti fanno vomitare! 

Caduta in questo groviglio di contraddizioni scrive a Di Scalzo che si farà togliere dalla Redazione. Ma non andrà così!

In una successiva lettera informa che rimane nella Redazione dopo una “Lettera calorosa” del Direttore. Non ci vuol molto a leggere da lontano cosa può esserci scritto in quella "lettera calorosa": impegno a presentare quanto lei ha scritto dal potente ermeneuta, blandizie sul suo "genio poetico"; promesse di pubblicazioni, carriera letteraria, visibilità, traduzioni, laboratori poetici, guida addirittura al femminile dell'ontologia poetica!... tutto ciò è alla sua portata.

Basta fare il passo successivo... "ripudiare" la sua passata esistenza di cinque anni sull'Olandese Volante - basta far passare il periodo come incubazione in lei dell'ontologia poetica poi rivelata dall'incontro con Linguaglossa e Grieco... dalle musate che picchia nei versi di quest'ultimo - e soprattutto, ripudiare, quel povero Cristo di Claudio! Lo farà!... 

Perché scopre quanto scomoda sia l'esistenza on line senza seguaci senza commenti senza pubblicazioni conferenze "dialogo" con altri in carriera, senza complimenti esaltati da dare e da ricevere... ha condotto veramente, signora poetessa ontologica Chiara Catapano, finora, una "vita inutile" sull'Olandese Volante... accanto a un matto anarchico... che ha persino a inizio duemila lasciato Feltrinelli e rinunciato a pubblicare da Sellerio... per seguire l'utopia di siti  e comunità libertarie nelle arti on line sull'oceano web!... il ripudio questo povero illuso anche parecchio fesso... che perde sempre... con la sua avventura che allontana pubblicazioni... se lo merita! senza indugio! Lo farà! 

CDS le comunica, ovviamente oscillando scrivendo tra sentimenti contrastanti, lei si è resa non raggiungibile telefonicamente, tra lo sbigottimento e l’irritazione,… che l’Olandese Volante non può scambiarsi con una rivista che propone una confusa e scopiazzata (l'ideatore si ritiene una specie di Kant e Nietzsche e Husserl redivivo!) teoria vassallatica e un’estetica assolutamente in contrasto con quella libertaria e anarchica dell’OV. A cui lei, signora poetessa ontologica Chiara Catapano ha collaborato nell’elaborarla, per cinque anni, come testimoniano testi pubblicati anche su carta, e nella diffusissima opera di Buck Eden e Cha’ Risa su Tellusfoglio. Quando combatteva i poeti e i critici che "scoreggiano più in alto del proprio buco del culo", che "tosano i poeti pecore per ricavarne materasso alle loro teorie". Lo ricorda? Lo vede che il personaggio de La Grande psicotica è adatto alla sua biografia reale e poetica?

Lei non mostra, mostrò, alcun senso della coerenza. E intanto mette la segreteria telefonica.  Dunque non solo non comunica di persona a CDS le sue scelte, e attività, (senza guardarlo negli occhi!! e lei sapeva quanto Claudio per la sua vicenda biografica e familiare, tragica, ci tenesse a che ogni bellezza o dramma avvenisse da vicino, viso nel viso)  dopo che per 5 anni, ripeto, giornalmente, ha organizzato l’OV e l’opera su Boine, ma neppure gli parlerà mai a voce a Di Scalzo. Sulla sua scelta "ontologica". Né risponde alle sue lettere molto argomentate. Cestinate. Tutto ciò a mio avviso non solo è osceno e inammissibile eticamente ma lo ritengo un dileggio una presa per il naso un farsi beffe un prendere per i fondelli tale, verso una persona che si occupava di letteratura e arti e comunismo, che di simile non ho notizia! La sua signora poetessa Catapano è un'opera capolavoro!







Lei che si sente così legata alla Grecia, ai suoi poeti e scrittori, le voglio ricordare cosa dissero i partigiani greci, comunisti, a Libertario detto Lalo mio padre, disertore antifascista e partigiano: "STESSO VISO STESSA PAROLA DA VICINO GUARDANDOCI NEGLI OCCHI!"

Ecco, poetessa ontologica Chiara Catapano, tutto ciò viene prima di ogni poesia e teoria e cultura da intellettuali. Qui c'è il mito che conta!

Guardare negli occhi per la politica l'amore il bene e anche per le separazioni e gli addii.
Questo mi aspettavo facesse con Claudio, questo io avrei fatto come personaggio, questo lui si aspettava. Non l'ha fatto! E può scrivere cento poemi del mondo, con mille teorie, ma non varranno nulla!,... perché un solo atto, come quello di non guardare negli occhi un compagno d'avventura di non parlargli a voce, ne svilirà la portata. 

La poesia necessita degli occhi da vicino così come la rivoluzione!  

Intanto lei si "scatena" sulla nuova rivista in cui è giunta. Novella poetessa ontologica: in dediche ai geni e alle geniesse e a quanto scrissero per una vita per emergere, pellegrinaggi sui luoghi dove sorse la chiesa poetica, foto di gruppo a tutti denti, esaltata adesione ai teorici spropositatamente incontinenti nei post dove scambia i filosofi di noartri per capezzoli da cui puppare sapienza di cui si sentiva priva, fino  a vergognarsene, e musata dopo musata nei versi di un mediocre poeta fachireggiante cosmopolita si convince, con gli altri fedeli di Linguastroppia, che  la poesia italiana è da cambiare in toto perché, ahinoi!, per 50 anni non c’è stata poesia nello stivale stava tutta nelle scarpe dei dementi che la battezzano ontologica sopraffina. Nessun poeta italiano, a parte voi, è degno di essere considerato! Voi i geni cambierete epocalmente la miseria in giro. 

Mai vista una teoria letteraria tanto esaltata simile alle sette come Scientology. Lei adorante l'ontologia è assolutamente comica. Mai visto un trasformismo simile al suo. Neppure tra i voltagabbana politici più volenterosi in cerca di sistemazione.


Il Fondatore, Giorgio Linguaglossa, sorta di Noè, appunto, porta le bestie in Arca verso la Salvezza poetica. Il tutto con serietà da Grand Guignol e grandi pose dei vice-fondatori alla Capitan Fracassa (egolatri pur'essi, dei vari Tipino vago e Grieco-Rattogèb-Ramè cosmopolita indefesso) nei vanesi e illeggibili post ognidì spalmati su pagine elettroniche e da nessuno letti. Salvo i fedeli con il peana autoreferenziale.

L'importante, da bravi frustrati, è SPUTTANARE chi ha avuto successo in letteratura-Poesia e che appartiene alla Gerarchia Vassallatica Imperiale. E non alla stracciona, come gli ontologici, Gerarchia Vassallatica Sottoproletaria. Vile astiosa rancorosa in lotta con la GVI perché vorrebbe sostituirsi ad essa. Ma non ne ha i mezzi né il talento.

A nessuno degli ontologici, neppure a lei ontologica Chiara Catapano, in esaltata schiera, viene in mente che il Fondatore Noè è da decenni e decenni che non indovina un poeta una poetessa di talento, dei migliaia di migliaia su cui scrive, e che non vengono mai pubblicati da editori di rilievo (non gli editori da incubo! di cui vi servite) né considerati dalla critica... (nonostante Noè l'umbratile si arruffiani ogni libro pubblicato e vari capibastone di varie sfere d'autori e della critica. Quando si dice la coerenza neh! Smerda e incensa! eh beh!) per poi essere inghiottiti dall'oblio. Tanta fatica per nulla.

Ovviamente voi seguaci... maledite la corrotta editoria, la malafede della critica, la vigliaccheria di altri poeti... che non capiscono la vostra missione genio poetico che salverebbe l'estetica mondiale!

Se continuate scriverete in gruppo un capolavoro, ma del grottesco!

E se trovate attori come Ciccio Ingrassia o registi come Verdone - già perché non lo interpellate? è di Roma - vien fuori un film comico che sbanca al botteghino. 

I tipi capocomici, cara poetessa ontologica Chiara catapano, ci son tutti: Linguastroppia alias Giorgio Linguaglossa, Tipino Vago alias Gino Rago, Rattogèb Ramè fachiro alias Steven Grieco Rathgeb.

Quest'ultimo, che maneggia a volte il marxismo come le puttane i preservativi nei bordelli di lusso, a suo tempo esteta della multinazione SMI Rame, è il più fascistello col gilet bello. Teorizza la poesia, tipo caste indiane?, che non sia per tutti come nei tempi barbari che gli tocca vivere (web compreso), talmente alta che per scriverla e leggerla ci siano,  a gestirla, sacerdoti come lui ontologici e con chi s'accoppia esteticamente. 

Rattogèb-Ramè è veramente un illuminato-imbellettato di misticismo paraculo. Nel trio oligarchico dei cani ontologici, se Linguastroppia dirige il branco, se Tipino Vago annusa nel prato dei supposti linguaggi rari indicando la tana supposta poetica, Steven Grieco Rathgeb è il cane da riporto che scodinzolando porta la poesia catturata (la sua versificazione poetessa Catapano come si è trovata tra quei portentosi denti cosmopoliti?) al Padrone-Totem Fascio Misticismo. 

Mai visto un gruppo di poeti  e poetesse che gracidano ogni giorno - rane ontologiche! - che spunta sulla terra - ma non avete altro da fare? possibile viviate di questa coazione a ripetere? - gonfiandosi di parole per somigliare ai tori della poesia. Prima o poi, poetessa ontologica Chiara Catapano, scoppierete, BUM BUM, fate attenzione. 





Mai visto un "male" di tale portata buttato addosso a un compagno un comunista un artista - che per certi versi è anche poco raccomandabile e sciagurato ma non lo nasconde. Dunque la somiglianza con Jesse James bandito ammazzato a tradimento dal codardo Robert Ford ci sta tutta. Lei è un Robert Ford in replica, invece della Remington fumante ha usato il comunicato Facebook esaltante - che tutto ma proprio tutto le aveva messo a disposizione dopo che era giunta su suggerimento di Beppe Costa... da "l'estremista più estremo più folle nelle arti di tutto il web" che lei cercava. Per vivere nel reale e nelle arti fuori da "ogni commercio ogni carriera letteraria".

Mai conosciuta una tale anaffettività scostante come la sua. Perché almeno una telefonata a Di Scalzo, in quei mesi e giorni, sapendo che se ne stava in ospedale al capezzale della madre a rischio di morte, poteva pur farla. Questa anziana signora l'aveva ospitata per giorni nel cascinale vecchianese nel 2012. Accolta con ogni bontà, con la sua quinta elementare di sarta le aveva espresso ogni confidenza. E donato i limoni e i "cicalini" in partenza. I dolcetti.

Le confesso che questa sua noncuranza, indifferenza, a me, a Claudio, ha portato la nausea più tremenda. Evidentemente valevano molto di più in quei momenti i commenti sulla sua nuova rivista da pubblicare discettando di ontologia poetica.
In meno di un mese era passata ad esaltare la Nuova Ontologia Estetica dopo cinque anni di teoria opposta sull'Olandese Volante. Quando si dice il relativismo etico culturale, neh! Non pensa poetessa ontologica Chiara Catapano che sia anche questo cambiar culture come i maglioni al cambio di stagione che danni la poesia che voi, e lei, volete far risorgere?! Lei non è mica un buon esempio sa?

Secondo me, invece, la vera ontologia stava in un letto d'ospedale, nel respiro singhiozzante, nella spalle piegate di un uomo che accudiva disperato la madre,  e che in quei giorni, viveva l'affondamento della sola cosa che possedeva nelle arti: L'Olandese Volante! Rimanendo con debiti alti per il portale! (avendo rinunciato ad ogni pubblicità anche di libri ed a recensioni), querele da sostenere in tribunale! e assistendo agli erbari traslocati in una stenta aiuola ontologica venendo lui espunto.

Non usi più il mio personaggio, signora poetessa Chiara Catapano, lei non sa cos'è la solidarietà umana. Meglio si occupi dei cani e dei gatti. E  d'animali di razza in poesia. Ma le ricordo che ci sono anche le persone normali. Gli ultimi. Ai quali, vivi o morti, bisogna portare rispetto.

La Nada aveva un marito partigiano, si chiamava e si chiama Libertario detto Lalo, lei volle addirittura andare nel Campo alla Barra, di Vecchiano, dove era morto, raccontato da Antonio Tabucchi; è mia convinzione, ed anche di Claudio, che lei abbia mancato di rispetto a questa figura, perché alla sua tomba arborea, lei lo salutò a pugno chiuso e così suo figlio.  Questa era ed è l'ontologia che conta. Lei ha preso in giro un padre nobile, un comunista coerente, e l'epica, la povera epica di suo figlio alla quale lei aveva chiesto dia ccostarsi. Non glielo perdonerò mai! Lo sappia!

Ben altro atteggiamento, tenne Karoline Knabberchen, quando il critico Gualtieri a Pisa, le offrì di entrare in una prestigiosa rivista di letteratura molto diffusa. Rispose al vanitoso intellettuale facendogli la proposta, a lui, ai suoi redattori, di collaborare con "Il Foglio di Lalo" ciclostilato che stampava con Fabio Nardi.

Avrebbe potuto fare lo stesso la poetessa Chiara Catapano rispondendo all'invito di Linguaglossa (che nel cognome ha già il suo destino di glossatore di testi altrui. Linguastroppia?) rivoltole per ben due volte. Più la terza a sua insaputa (sic!). Invitandolo, lui e i suoi ontologici e ontologiche, a collaborare all'Olandese Volante. E, ovviamente, avremmo chiesto una poesia sui detenuti politici comunisti (dopo che Linguaglossa ontologico fondatore ebbe a scrivere un delicato poemetto sulla bianca sabbia di Pianosa. Dimenticando che le bianche celle portavano sulla calce segno del sangue di comunisti) e una sugli operai morti in fabbrica sulle perle di sudore dello sfruttamento bestiale al fachiro Steven Grieco che porta l'estrazione del rame in Lucchesia, a lui che dirigeva la rivista di estetica della multinazionale. Che bel rovescio sarebbe stato vero Catapano?! Se era quello che aveva affermato di essere, cioè anarchica e rivoluzionaria, così avrebbe agito!

E Claudio Di Scalzo, L'Olandese, avrebbe potuto raccontarle, non una stronzata di teoria vanesia egolatrica, di questi bellimbusti dell'ideologia repressiva e capitalistica, ma vicende di comunisti dannati e travolti di operai morti abbandonati in corsie d'ospedale con magrissimo stipendio. 
L'ontologia della classe sfruttata e di chi vi perse la vita.

In un trafiletto lei scrisse a CDS che avrebbe dovuto vergognarsi per come "attaccava" i due celebri soggetti sopra ricordati ontologici, diventati suoi maestri,... credo invece che la vergogna sia tutta sua. Per come ha messo da parte il "comunismo" con cui volle vivere sull'Olandese Volante con un uomo che, se ha pur mille difetti, di certo è sempre stato coerente con l'idea alla quale ha dedicato la sua esistenza.

L'abiura e la vergogna per mestieri anticomunisti, lo ripeto indignata!,riguarda lei e i sommi servitori dello stato e del capitale feroce. Ad altri possono darla  a bere con le loro smancerie letterarie ma non a me! Io ricordo i passati mestieri dei nemici di classe oggi poeti e saggisti mediocri!




(...) Neppure se m’offrissero la direzione del New York Times lascerei la cura con te del nostro ciclostilato “Foglio di Lalo”! sapendo di perderti, di darti ferita che non si rimarginerebbe più! (...)

Questa era Karoline Knabberchen (1959-1984). Ne custodisco la memoria l'esempio. Mi commuovo leggendo i suoi inediti. La sua tragedia. Imito la sua etica il suo coraggio.


Poetessa ontologica Chiara Catapano un esempio ce l'aveva, pure lei. Da seguire. Ha preferito altro. Nel momento decisivo. Libera di farlo. Ma lasci in pace Karoline Knabberchen! Glielo consiglio!
Che non è mai stata un canovaccio, canovaccio? già definire canovaccio quanto rimanda a questa figura è una bestemmia oscena!, e nessuno l'ha mai chiamata  a interpretarlo, fu lei a proporsi! Ma per questo compito ci vuole un'etica una religione un comunismo che lei non possiede. 

Lasci in pace Karoline Knabberchen, e non ne discetti con gli ontologici succhiasangue, non è corpo e parola per voi.
Porti rispetto per il tragico che riguarda KK, che non è la barzelletta citazionista che si scambia con i suoi redattori!

Quanto attiene a KK starà, per sempre, sull'Olandese Volante inabissato nel 2017. E poi nella sua scomparsa dal web nel 2019. E poi, per sempre, nei manoscritti e files custoditi a Vecchiano. Il Canzoniere di Karoline Knabberchen non è stato scritto per ricavarne carriera letteraria. Che lei disperatamente cerca. E, poi, Claudio Di Scalzo ha cessato ogni attività in scrittura ed estetica per vivere altro. Nell'amore, nel bene, nella lotta ancora per il comunismo.

Io, Rina Rètis, come altri personaggi vegliamo che non ci siano altri scempi, violenze, inganni, verso quanto inventò in modo libertario! Se lo ricordi... sennò la LOTTA CONTINUA... nostra continuerà contro la sua banda di debosciati ontologici che mettono le mani, con lei apripista, dove non devono!

Scriva e scrivete i vostri "capolavori ontologici"... e non rompete le palle a chi con voi non vuole avere niente a che fare! 
Se è così brava... se ha raggiunto tale potenza nel dettato poetico, come scrive il fenomenale Ermeneuta Linguastroppia! di lei,... dopo che questo commentatore bulimico egolatra e il fachiro Rattogèb Ramè le hanno corretto le poesie che scrisse e scrive (usano matita rossa e blu?)... lasci perdere quanto pubblicò sull'Olandese Volante con Di Scalzo. Che, senza ontologia nuova, è certamente caduco, limitato, poco presentabile.

Sennò confermerete che L'Olandese Volante, e CDS stesso, era ontologico trenta e passa anni fa, prima di lei, prima di voi!
L'avrà mica inventata lui la Nuova Ontologia estetica senza saperlo?! Ah ah ah!

Lo vede, poetessa ontologica Chiara Catapano, quanto è buffa e siete buffi... se v'arrampicate se s'arrampica su quanto non è suo, quanto non è vostro. Suvvia... stupite il mondo letterario... e toglietevi di torno!
Fiori ed erba dell'erbario lo dia, datelo, ad un cavallo ontologico cresciuto nel vostro mitologico prato!
Stupiteci! 





CDS: Rina Rètis trotskista con guanto giallo  e rosa rossa
estate 2016 






C-Il 20 gennaio 2017, gli scambi inaugurati con il fenomenale Tipetto Vago sull’Ombra delle Parole e con il geniale direttore ego-cosmico, la portano  a recensire, con slancio ancillare,  affettazione,  e linguaggio enfatico pregno di ogni letterarietà, una mediocre poesia: “le sonagliere dei mirti”; poeta a sua volta genuflesso verso l’ideatore della strampalata teoria vassallatica. Tale Nuova Ontologia Estetica. Imbarazzante leggerla in questa recensione signora poetessa Chiara Catapano. Come del resto in tante altre, successive, che rivelano come lei sia una donna in perenne adorazione del maschio colto ed intellettuale ancorché in similoro. Una pena una tristezza per me scoprirla così al guinzaglio. Per una comunista e femminista come me.

Nella sua dedizione da neo-convertita all’ontologia… celebra i “luminosi pertugi heideggeriani” aperti con la N.O.E., obliando che definiva gli heideggeriani con queste parole: "Da un pelo del culo di Heidegger ci ricavano una parrucca e se la mettono in capo per apparire colti". Si spinge, devota, fino a picchiare “musate” nei versi di un poeta sincretista vanesiamente cosmopolita affettato, definendo i suoi versi il verbo poetico che tutti aspettavano, sasso che cadendo nell’acqua allarga i cerchi, dimenticando che tale lessico sta anche in una lettera a fine 2011 a CDS.  
L’Olandese le rispose che lui cercava una poesia alla pari, anarchica, e che era soltanto un povero artista scemo poco uso al Verbo. Perché d’esso c’è solo il Vangelo. Si rilegga l’epistolario. Poetessa incauta replicante.
Questa storia del Verbo la ricordo per la seconda volta perché è proprio la spia della sua condizione spirituale e materiale. Che pena mi fa!

Aggiungo, e qui termino questa lunga lettera, che CDS, la informò che mai lui avrebbe potuto scambiarsi con i suoi dei d'Olimpo protettori … perché, giustamente un rivoluzionario, come Di Scalzo, con la sua storia veramente tragica e non inventata di sana pianta per scriverci sopra poemi sconfinati e sgonfi, non si scambia con ex direttori di carceri speciali né con curatori di rivista estetica di multinazionale del rame come il provetto sincretista fachiro intento a spiegare come si devono alzare le parole serpenti adatte dal cesto creativo per scrivere una poesia fascinosa.  

Di Scalzo ha avuto compagni imprigionati e torturati. E operai morti in Lucchesia grazie al rame che esteticamente brucia uccide le fibre operaie. Glielo ricordi al suo traduttore finissimo giramondo attorno all'ombelico della sua immensa cultura incentrata sulla conoscenza di ogni lingua! Gli ricordi la lingua operaia che gonfia in gola di chi muore di sfruttamento nella fabbriche! Anche questa è ontologia. Li inviti, poetessa Chiara Catapano, lo ripeto!, a scrivere, almeno una poesia, della loro sterminata inutile vanesia produzione, su di un detenuto politico comunista a Pianosa su di un operaio morto, in Lucchesia come nel mondo, sfruttato dalla Multinazionale SMI settore estrazione rame!

Su tutto questo, lei ex anarchica e finta ribelle sorvola. Sono particolari che non considera.

Venga in villeggiatura in Lucchesia, a Barga, cara poetessa ontologica Chiara Catapano col suo traduttore e istruttore ontologico poroso, che vi porto da ex operai della SMI Rame. E poi vediamo come vi ringraziano per la vostra estetica!

Claudio Di scalzo piuttosto che dirigere un carcere speciale o una rivista di estetica di multinazionale che sfrutta il proletariato sarebbe andato a lavorare in una miniera in Belgio o avrebbe fatto la fame. E lo sa, signora poetessa ontologica Chiara Catapano, perché i suoi teorici  e poeti di riferimento l'hanno fatto?... perché sono degli ometti. Come li definiva Lalo partigiano. Se lo ricorda Lalo che omaggiava in scritti e lettere e pubblicazioni? E così li ritengo io. Ometti che vivono di citazioni e spropositata auto-considerazione, in carriera perenne per sembrare grand'uomini della cultura  della poesia. Ma sono ometti. Macchiette. E attirano chi li somiglia.   

Lei è stata attirata dalla lampadina ontologica macchiettistica. Che lumeggia pensandosi faro! 

(Addirittura in un trafiletto, lo ripeto perché ciò è avvilente oltremisura!, scrive a Di Scalzo che ha provato vergogna, dinanzi a tutto quel sapere che scopriva, trovandosi poco teorica ontologica! Povera poetessa Catapano.

Ha incontrato la limatura la morchia citazionista e l'ha scambiata per oro! Allora se incontrava i Cacciari i Tabucchi i Giudici gli Zanzotto i Garboli le Lalla Romano le Amelia Rosselli i Cucchi i Pratt in casa Tabucchi, come è capitato al Di Scalzo, che faceva? si ammazzava!! Perché questi sono e sono stati veramente dei grandi! ma avrebbe scoperto la simpatica maniera, anche scherzosa, di essere veramente intellettuali filosofi artisti poeti. Persone che non si sbrodolavano addosso ognidì i loro saperi. Li tacevano. Umili come i grandi autori. Lei ha conosciuto delle caricature. S'è affidata a dei tromboni senza spessore e stonati. Che le rovineranno quanto aveva di più genuino. La spontaneità poetica che non va mai ingessata in teorie. Povera poetessa ontologica bisognosa di giardinieri che la potano che la modellano!) 

E appena un mese dopo compare con il viso che usava come logo fotografico sull’OV sull'internazionalissima rivista e annuncia le sue poesie scelte, battezzate N.O.E., presto in pubblicazione. 

(Teoria che nessuno considera né on line né su carta stampata. Tanto è autoreferenziale, demente, rancorosa verso 50 anni di poesia e di poeti tutti da buttare salvo la vostra combriccola esaltata). 

Poesie 2011-2016. (da pubblicare presso un editore da incubo, inesistente. Dopo le cucine da incubo urge un servizio televisivo sugli editori da incubo e su chi vi si affida). Nate sull’Olandese Volante e ora portate sull’altare della teoria che adora! con CDS espunto nei generi nei temi nei dittici, negli erbari, c'è anche un erbario pisano, lo occulta! nei personaggi. Anche Karoline Knabberchen (si ricorda come nel 2012 volle raggiungere l'Engadina? alcuni luoghi di KK han subito la stessa sorte di Lalo al Campo della Barra) subisce, questa nefanda operazione. Dopo aver promesso nel 2011 ogni rispetto verso questa drammatica eroina. Che tanto sta nel cuore del nostro Claudio. Di Fabio Nardi.

A prefare le sue poesie a tradurre i suoi capolavori i protettori geni (Linguaglossa + Steven Grieco, ovvero scemo e più scemo ontologico!, meglio del film per le baggianate che scrivono in poesia e saggistica) per la sua piccola genialità di neoconvertita smemorata e feroce. Che usò e ripudiò un compagno. Un comunista nelle arti che della carriera letteraria non gli è mai importato alcunché!

E, sappia, ma lo sa, eccome se lo sa, che neppure se lei, e i suoi sodali esaltati, mangiaste quintali di pane ontologico,... non riuscirete mai a scrivere con la libertà creativa e inventiva del folle di Vecchiano. 


PERTANTO STIA ALLA LARGA DAL MIO NOME E COGNOME E DA OGNI PERSONAGGIO NATO SULL’OLANDESE VOLANTE. CHE CON DI SCALZO EBBE VELATURA LIBERTARIA E COMUNISTA. 

La sua avventura ontologica è una schifezza, mi creda. Oltre che miseranda sul piano umano e poetico. Se non ricorre a quanto un tempo scrisse sull’Olandese Volante. Ma quella grazia che ebbe era dovuta al veliero libertario. Che lei ha contribuito ad affondare. Come in ogni vicenda sordida e insieme ridicola chi tradisce per il nulla essendo divorata da ambizione per vaticinata carriera letteraria ottiene il nulla. Mediti sulla sua viltà. Del resto è l'ontologia del suo essere. Addio povera disperata poetessa ontologica


Rina Rètis





CDS: Rina Rètis vedova di Fosco Neri con mano rossa







IL MIO NOME È RINA RÈTIS

Il nome è Rina Rètis. Sono comunista eterodossa. Trotskista. In passato ho scritto, senza mai stampare un rigo, sulla vicenda del mio legame con Fosco Neri. Il mio amato compagno. Anche pittore. Morto in oscuro incidente stradale, e penso me l’abbiano ammazzato per certe sue inchieste politiche, nel febbraio del 2017. Ebbe, Fosco,  vita politica turbolenta negli anni settanta. Un rivoluzionario coerente come pochi.

Mi sono interessata, episodicamente, a un poeta ligure che tribolò in vita con l’immobile tomba del nome, ma da alcuni anni sono soprattutto donna malata. 
Una rara e poco conosciuta malattia alle ossa ai muscoli mi danno spossatezza, dolori costanti, rinuncia a stare sveglia. Fosco ha scritto sul mio dolore con una tenerezza che a rileggerne gli episodi, o soltanto a pensarci, mi viene da piangere. Perché non è più con me.  
Malattia organica  che m'azzanna la psiche. 

La morte di Fosco però m'ha dato un’energia che prima non conoscevo. Devo proseguire il romanzo comunista, il feuilleton tragico, che tanto lo coinvolgeva con ricerche sul movimento operaio e rivoluzionario, nell'epoca in cui questi accadimenti rivoluzionari hanno occultato sotto menzogne, tradimenti, vendette. I più collaborativi, a questo scempio, son stati artisti-artiste letterati-letterate intellettuali. 

Per questo quasi tutti li disprezzo. 
Per questo voglio ancora scrivere da comunista qualche frammento. 
Per questo Rina la rossa appare su certe pagine elettroniche. E Fosco è con me anche se gli altri non lo vedono.




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