domenica 28 ottobre 2018

Claudio Di Scalzo: Lettera a Chiara Catapano in merito al "Rapporto umano e di lavoro" sull'Olandese Volante (2011-2017). Ovvero Indecenza prima dell'Indicenza.


CDS: L'OLANDESE


Illustrazione per il volume di Rosa Maria Rodriguez Magda

Che cos'è il Transmoderno






LETTERA A CHIARA CATAPANO

IN MERITO AL "RAPPORTO UMANO E DI LAVORO"

SULL'OLANDESE VOLANTE (2011-2017).

OVVERO INDECENZA PRIMA DELL'INDICENZA.


Signora poetessa Chiara Catapano come lei sa ho appreso, perché lei lo ha rilanciato su Facebook, la sua adesione come redattrice al blog di Poesia Internazionale (sic!) L’Ombra delle Parole, il 9 gennaio 2017; comunicato ciò dal Direttore al Web tutto. Così come ho appreso, da un altro trafiletto, che lei, essendo ancora direttrice con me de L’Olandese Volante, aveva nel semestre precedente, il 2016, rifiutato altre due volte la medesima offerta. Alla terza dunque i contatti e scambi, dei quali niente sapevo!, per adesione sua redazionale, recensioni di libri e preparazione financo di antologia-web su Giovanni Boine, del quale stavamo correggendo le bozze di un libro assieme sui “Discorsi militari” per il Museo di Trento, ha avuto buon esito. Tutto a mia insaputa!

Ovviamente essendo lei direttrice, con me, per 5 anni, della rivista transmoderna L’Olandese Volante, curata quotidianamente in scambi telefonici e via web e da vicino in incontri in diverse città italiane, la sua nascosta prassi ha generato in me dolore sconcerto stupore.

Non avendo potuto nel gennaio 2017 né incontrarla di persona, lei ha negato ciò avvenisse; né parlarle al telefono, perché anche ciò lei non lo ha permesso; le chiesi, con e-mail, nel mese successivo di togliere dalle sue note biografiche i riferimenti alla mia persona e all’Olandese Volante. Perché questo comportamento mi apparve, e mi appare, osceno e grottesco insieme! C'è l'uso e il ripudio. Di un'avventura libertaria. E il tentato ancora uso a fini di carriera personale in altra rivista.

Rivista alla quale avrebbe potuto, eventualmente, collaborare ma non entrare di soppiatto ed a mia insaputa in una Redazione che, lo capirebbe una bambina, ha una prassi totalmente opposta a quella dell'Olandese Volante. Evidentemente aveva maturato da tempo una scelta che MAI mi ha illustrato come e perché! E le erano state fatte, con "lettera calorosa" del direttore Ego-Cosmico consistenti promesse. Di pubblicazioni, recensioni, traduzioni, sistemazioni della sua produzione 2012-2016 (ahinoi) pubblicata sull'Olandese Volante, in generi creati con il sottoscritto, da "battezzare ontologica".

Insomma un bell'esproprio da parte di tipetti un tempo al servizio del "sorvegliare e punire" verso il proletario Di Scalzo e L'Olandese Volante,... con la sua attivissima complicità da neoconvertita alla gerarchia poetica di squinternati riformatori della poesia mondiale. Tanto ridicoli quanto mediocri tromboni convinti di aver scritto capolavori poetici fondamentali. Un po' come i poveri dementi schizoidi in manicomio che si credono Napoleone. Lì, nell'ombra del delirio narcisistico che vi possiede, vi ritenete Saffo o Pessoa o Husserl. Centinaia di maestri tutti "ontologici" senza saperlo in vita, e che voi, guidati dal Noè secondino, dal fachiro indiano ramato, con sussiego e tracotanza lo comunicate loro in una sorta di seduta spiritica-web dagli esisti grotteschi e perversi.


Essendo un umorista, le rimarco, che teorizzando "L'Indicenza" ontologica col suo teorico di riferimento, tal Steven Griego-Rathgeb, sull'internazionale sito, quanto ha compiuto di nascosto verso L'Olandese Volante e me, è Indecente. Come, secondo me, è indecente, che chi era al soldo di una multinazionale del rame si gingilli, indecentemente, con il filosofo, Gilles Deleuze, che ha combattuto il capitalismo schizoide. Forse lei e il teorico perla d'uomo, siete un po' schizoidi o psicotici, ovviamente ontologici! Ma anche il capo-tribù Noè, qualche problemino di scissione deve averlo, che come ex direttore di carceri speciali per comunisti cita a ogni piè sospinto Fortini e Adorno e Sartre. Tutta gente che nei carceri speciali ci avrebbe messo i servitori dello stato capitalista. E avrebbero buttato via la chiave. Come ex-anarchica, se mai lo è stata, è in buona compagnia!


Ma proseguiamo la trafila. Sconcerto ulteriore, mio, nello scoprire che appena un mese dopo, la sua adesione alla redazione della suddetta rivista, lei già annunciava il suo libro di “Poesie scelte 2012-2016”, con sigillo NOE Nuova Ontologia Estetica (elaborata dai “teorici” suoi di riferimento (e per il resto del mondo da compatimento): GL, Giorgio Linguastroppia, e SG, Steven Grieco Rattogèb Ramè). 

Sorprendente per me, scoprire, che generi temi personaggi erbari ornitologia Boine nati sull’Olandese Volante, in dialogo dittico (nel senso della filosofia Transmoderna di Rosa Maria Rodriguez Magda) con me, venissero pubblicati sul sito per suffragare la teoria ontologica salva umanità poetica in arca di pochi esseri carca; e che gli stessi teorici internazionali si esercitassero su di essi, dando loro il sigillo di “ontologici”. E che lei accettasse, senza battere ciglio, che quanto pubblicato sul sito L’Ombra delle Parole, strappate vele dell'Olandese Volante, fosse vivificato dal vento floscio della teoria che aveva abbracciato. Detta Nuova Ontologia Estetica. Tra gli encomi solenni per la sua postura poetica. E sbrodolate Onto più lunghe d'un ponte sull'Ellesponto. Tanto per rimaner nel mito!






Evidentemente, mi permetto una battuta pisana... ero stato ontologico senza che me ne fossi accorto. 

Indubbiamente ridurre generi temi personaggi, dell'OLANDESE VOLANTE, a supporto di una teoria costì in uso, (teoria che ritengo, alla Flaubert, una Stronzata-Bêtises) è stata un’operazione che mi ha generato una certa nausea. E pure un certo furore comunista perché non ho passato una vita di lotte per finire preso in giro dal vostro terzetto ontologico!


Due poesie di Chiara Catapano e una poesia di Steven Grieco-Rathgeb – La porosità dell’opera artistica” - 12 gennaio 2018 L’Ombra delle Parole.

Anche perché non è che, come afferma in un commento, poroso-peloso?, "dialogando" coi suoi redattori dall'ego-galattico, io  “l’avessi chiamata” a sviluppare un progetto su alcuni personaggi presenti nell’Olandese Volante. Lei si era profferta di averne cura. E per fortuna il “progetto”, come banalmente afferma, non ha avuto seguito. 

In ogni caso non era un “progetto”, come lei scrive in termini aziendali, elaborato da un “poeta geniale” (non lo sono, non ci tengo ad esserlo, sono un comunista anarco-cristiano che gli è capitato di “aggeggiare” da scemo nelle arti. Punto. Geniali, ohibò!, stando ai loro curricoli sterminati sono Linguastroppia e Rattogèb Ramé), ma un Romanzo Transmoderno su figure che il dolore l’hanno conosciuto non con la finzione letteraria, enfatica al cubo, tra l'altro simile agli orgasmi sui porno di Youtube! con tutto quel citazionismo-priapismo-grillettismo a cui vi dedicate, ma nel reale della vita. E saperle e scoprirle così trattate certe figure a me tanto legate m’indigna. Ancora oggi. E ancora mi nausea. Siano palpeggiate ontologicamente dai teorici suoi di riferimento e discernimento! 

Non permetterò che, ancora!, cambiando qualche nome e luogo vengano di nuovo suppliziate. Mi sembra ciò somigli a chi ruba oro alle dita dei morti nelle tombe patrizie.


Scriva i suoi capolavori ontologici, signora poetessa Chiara Catapano, lasciando perdere la vicenda dell’Olandese Volante! Che è inabissato. E lì staranno testi e immagini! e generi e temi e personaggi e invenzioni. Che neppure se mangiate quintali di pane ontologico riuscirete mai ad imitarne un centimetro. 


Ecco perché le CHIEDO, di nuovo, a quasi due anni di distanza dal 9 gennaio 2017, che sia tolto ogni riferimento alla mia persona nelle sue note biografiche. Di ieri di oggi del futuro! Non voglio far da base a carriera SUA organizzata in questa maniera a me ostile. Anche perché, sia detto, rispetto ai suoi teorici e redattori, io ho avuto pubblicazione presso editori non da incubo (come quelli in auge nel suo sito) ma da Feltrinelli. E per vocazione libertaria, e anarchica, scelsi a fine anni Novanta 2000 il web e di “cessare” questo tipo di rapporto con la grande editoria e connessi quotidiani e riviste e relazioni. E nel 2010 ideai dopo altri siti L’OV. E’ una differenza non da poco. Rispetto ai MORTI DI FAMA che frequenta redazionalmente e in laboratori poetici vassallatici per inginocchiati alla Scentology. Poetology! Ovvero Grand Guignol poetico e cabaret di terz'ordine. Con targhette dove Linguastroppia e Rattogèb Ramé mostran sciarpette e ghette!

Inoltre, e ciò per me è fondamentale, non voglio essere “pescato” on line dai motori di ricerca come oggi accade, e accostato al suo nome ed a quello dei suoi teorici pensionati ontologici porosi e indicibilmente colti... di riferimento sopracitati qui siglati: GL e SG.

Anche, e soprattutto perché, la mia storia, vicenda politica, m’impone di non avere niente a che fare con chi, seppur oggi poeti e teorici altisonanti, diressero carceri speciali per detenuti politici ed elaborarono la teoria estetica, felici del ruolo, di una multinazionale del rame. Ho avuto amici e compagni che han conosciuto il carcere speciale per comunisti e il lavoro in Garfagnana per ammalarsi in tal fabbriche… e dunque scelgo di stare con loro e non con queste persone accosto anche se soltanto via web. 

Ciò ebbi a scriverle, signora poetessa Chiara Catapano, senza risposta come tutte le mie lettere, i giorni successivi al 9 gennaio 2017; e ancora mi meraviglio che lei definitasi per 5 anni sull’OV anarchica e anti-gerarchia poi abbia scelto tale destino; da Corsara ad Ancella Rara!, ma è, ovviamente, libera di fare cosa desidera. Soltanto doveva parlarmene. Questo sta scritto anche nel codice etico borghese! 

Per quanto riguarda, quello a cui mi riferisco di codice, e cioè rivoluzionario, il suo comportamento è per me alienato. Come se un aderente al Soviet di Pietroburgo passasse con gli zaristi e diventasse addetta alla polizia segreta Ochrana. Lei conosceva la mia storia. Non ho mai cercato un’entratura, una recensione, conoscenze, pubblicazioni su carta e in rete… e mi sbatte in faccia un sito che di questo vive! Di vassallaggio con menti che vogliono riformare (ridicolmente ma prendendosi sul serio) l’estetica mondiale! Considerando, da biliosi frustrati rancorosi, la poesia italiana, ed autori ed autrici, degli ultimi 60 anni, sessanta!, inutile, malscritta, da gettare nel cestino!

Obliando, con superficialità, quanto sapeva a proposito dei sacrifici miei per tenere in vita, senza pubblicità, e con magro salario il portale, e dei guai e insulti e vessazioni a me rivolti, da persone che si sono approfittate dalla mia prassi anarchica di non prendere proprietà dei siti da me ideati. Fino ad essere spogliato per ben due volte, con Tellus e Tellusfolio, di ogni mio testo e immagine. Lei ha proseguito questa violenza.

Che distratto!, sopra ho scritto che lei, cara Catapano, non ha mai risposto alle mie argomentate lettere: preciso che due trafiletti me l'ha spediti. 

In uno mi scrisse che dovevo vergognarmi per quanto a lei scrivevo contro cotanti intellettuali, dai quali molto imparava, senza che li conoscessi! 

Qui, di nuovo, ribadisco che devono vergognarsi chi diresse carceri per comunisti e celebrò multinazionali e che io piuttosto che svolgere questo "servizio" sarei andato in miniera in Belgio. 

Ma quelli come me, cara Poetessa Catapano, il potere non li chiama a servizio. Li perseguita! In ogni caso quando i suoi eletti poeti ontologici scriveranno, una, almeno una poesia, delle mille scritte e commentate, su di un detenuto massacrato di botte (per i fedeli alla NOE e lei l'avrà sicuramente letto c'è un libretto del suo direttore sulle bianche spiagge sabbiose di Pianosa. Una giapponeseria elegante: peccato che nelle celle schizzasse il sangue sulla calce bianca! Siete tutti molto cosmopoliti voi umbratili ontologici, spaziate dal Giappone all'India alle isolette mitiche di qualche Egeo che esiste soltanto nella vostra enfatica e balorda letterarietà. Vivete di citazioni. Forse anche quando scoreggiate o trombate usate Lacan o Heidegger come fantasma o l'Esserci per i guai corporali e le mancate erezioni e le frigidità nelle fiche di legno) e su di un operaio morto per cancro nelle fabbriche del rame, prenderò in considerazione che esistono come poeti e letterati! e questo glielo scrive il figlio di un partigiano, di cui ha scritto Tabucchi in "Piazza d'Italia" e "Campane del mio villaggio", e che ebbe il nonno a Livorno nel 1921 quando fondavano il PCd'I poi ucciso dai fascisti... 

io con gente come Linguaglossa e Steven Griego-Rathgeb non voglio avere niente a che fare e neppure che tengano il mio nome, grazie a lei, nel vostro sitino ego-cosmico
Veda di intendere le ragioni di un comunista! le stesse che le scrissi quando vaticinò uno scambio dell'Olandese Volante con queste perle del pensiero ontologico spingendola a definirmi mostro!


Nel secondo trafiletto arrogante, signora poetessa ontologica Catapano, m'informava che nel gennaio 2017, si era concluso “un rapporto umano e di lavoro”. 

Non sono un ermeneuta né un perlaceo fachiro esistenzialista, ma le posso garantire che l’esito da lei dato a questo "rapporto", per quanto rivelato sopra, è per me disumano e tale disumanità getta e rende anche poco umano, quanto accaduto prima. O quantomeno rendendolo soltanto finzione letteraria. Della quale a me poco importa. E poco è importato, glielo garantisco, un attimo dopo aver scoperto il suo comportamento nel gennaio del 2017. Che contempla la presa in giro, anche politica, della mia persona, della mia fede anarco-cristiana Non è questo l’umano che ho cercato in 40 anni! 











Quanto al rapporto di lavoro per me non è mai stato un rapporto di lavoro per come lei lo intende. L’estetica e le letterature per me sono valore d’uso comunistico-libertario, non valore di scambio mercificato per ricavarne libri soldi carriera cattedra fama (ammesso ciò nell’epoca web dal 2000 sia possibile. Ma non lo è. Quindi ha gettato la sua rivendicata un tempo anarchia alle ortiche per nulla) bensì valore d’uso comunitario in amore e rivoluzione.


Questo le dissi a fine 2011 quanto venne a cercare l’OV e la mia persona. Non ha rispettato il Patto.


E ciò, con questa lettera, lo rendo pubblico. 
Intanto perché non devo seguire alcun bon ton intellettuale o culturale. Non son mai stato un colto intellettuale né ho ambito a diventare un autore nelle varie arti. Bensì un rivoluzionario nelle arti per un fine politico. Il che è diverso. L'accesso ontologico all'estetica per le classi sfruttate, e non per pochi autonominatisi sapienti illuminati sacerdoti sacerdotesse in ontologiche giornaliere messe. 

Scrivendo questa lettera compio un atto politico di autodifesa,  e di lotta comunista, contro la sua prassi e quella dei suoi sodali.

Pertanto, adesso, anche perché non mi voglio più occupare di lei!, mi esaudisca. Tolga, lo ripeto!, per le Leggi sull’Oblio ogni riferimento nelle sue note biografiche (per carriera letteraria) alla mia persona e all’Olandese Volante, e similmente in ogni commento nella rivista pubblicato che mi riguarda.

Unitamente le faccio i migliori auguri per la sua carriera estetica, in minuscola bica, le sue pubblicazioni ontologiche, e la sua vita familiare e di relazione.

Però accetti, finalmente, il fatto, evidente, che lei era capitata nella "relazione umana" sbagliata e in un “lavoro” non adatto a lei. Che questo equivoco durato cinque anni si sia concluso, consentendo a lei di vivere il ruolo di poetessa che cercava pubblicata prefata portata ad esempio letterario; ed a me di cessare ogni attività, ancorché in rete, di autore, perché di ogni carriera letteraria non me ne è mai importato un fico secco!, e di vivere con la signora detta Sara Cardellino, è un bel risultato dialettico.

La mia sintesi la tengo cara anche se mi è costata tanto, per la sua se la veda da sé! Senza di me e senza, soprattutto, l’uso e consumo, di un’avventura sull’Olandese Volante che lei, lo ribadisco!, ha usato e poi ripudiato. Cessando di utilizzarne parti in modo sconveniente e poco “umano”. 

Se adesso ha una formidabile teoria, legami con intellettuali ontologici (che però la mia semplice abilitazione all'insegnamento della filosofia nei licei e nelle accademie musicale, mi dice che spacciano manualistica scopiazzata come propria: tipo la "porosità"... già teorizzata dal Collettivo 33 di compagni legati a Deleuze un decennio fa!) e colmi d’ogni sapere e tecnica poetica da suggerirle, può lasciare in pace, lo ripeto!, quanto sta sul veliero inabissato d’un gentiluomo di ventura come me che mai vassallaggio visse e ne scrisse perché altri e altre non lo subissero.

  Addio poetessa ed ex compagna Chiara Catapano!

sabato 27 ottobre 2018

Claudio Di Scalzo: La Tana nell'Iceberg di Giovanni Boine. Conversione e Codice. Indice e Indicenza e Indecenza. La morte di Desirée Mariottini a Roma in San Lorenzo


CDS: "Boine legge un libro in Tana nell'Iceberg" - Ottobre 2018




Su L'OLANDESE VOLANTE 





Claudio Di Scalzo 

LA TANA NELL'ICEBERG DI GIOVANNI BOINE

Conversione e Codice. Indice e Indicenza e Indecenza

La morte di Desirée Mariottini a Roma in San Lorenzo


Nella tana iceberg Boine fresco di gelo caldo di tisi, compie performance di rosso sangue sul nevischio che sono dei dripping memorabili, mi racconta la sua Conversione al Codice. Fra l’altro suo testo basilare, come remare ridacchia, altro che amare la Gorliero che d’ogni veleno mi diede siero, ah ah sembro Palazzeschi vero?... la sua teoria, aristocratica, si snoda, in gola, così: se il mondo, questo mi sembra d’aver capito mentre lo seguo tra tosse e sua posse, e vedendo il presente del mondo 2018 con le sue fosse, ogni dì, anche in rete, sul web, ci mostra il suo indice di tormenti dolori di tutti i colori, continua a fare il palazzeschiano per me pisan-fiorentino, da questo INDICE dobbiamo, provo a comporre qualche contrazione, come d’intestino o di glottide, una INDICENZA, un indice cioè con ogni licenza di morte e spettacolo, e  possiamo comporlo soltanto d’elenchi: del grottesco del volgare del brutto ma se vogliamo anche di qualche scaglia di sublime, ma la morte ci sta a pennello come il mio sangue rosso e nero sul ghiaccio.

Un ultimo esempio di INDICENZA è l’omicidio della sedicenne a Roma, Disirée Mariottini, drogata e stuprata in gruppo e uccisa da quattro spacciatori nigeriani.

Annunciata questa INDICENZA accosto il lettore tradurrà INDECENZA.

Quindi propongo Un’INDICENZA-INDECENZA… come libro di frammenti e conversione al reale volgare in atto.

Che ne dici mio compagno nella tana? Meditaci e fammi sapere.

Le idee di Boine son da scrittore geniale. Il rapporto umano e di lavoro che ha con me è perfettamente intriso di valore d’uso e mai alienato dal rendersi merce. Come faremmo qui nel Polo Nord iceberg poi lo sa solo iddio. Al massimo conversiamo con orsi e foche.

Medito. Boine con C e C;  stramba questa abbreviazione:  Conversione e Codice.

A suo tempo. Negli anni dieci. Diede frullo, e io grullo così lo interpreto, al suo scontro interiore. Anima palestra a rivelarlo l’ampiezza resta. Mi dico ridacchiando. Scontro rimbalzo ping pong tos tossse tos tra termini opposti condotto fino all’estremo della malattia della sorte ria.

Crudeltà di un gioco sempre al rovescio. Verso la società le ideologie financo l’amore. BOINE conosce anche qui l’INDICE poi INDECENZA. Poi INDICENZA.

Con amori che lo tradiscono persino lui malato sanguinante dalla bocca dal naso sangue. TI SONO VICINO, scrive lei, si si... ma gli schizzi di sangue ce l’ha lui sulla camicia, bianca… lei, la bellina stava in cenacoli intellettuali a farsi solleticare gonne e manto  dell’ombelico poetico.
Che presa per il naso caro Boine…

Per l’INDICENZA anche ciò nella sua indecenza accoglie. C’è l’aristocrazia nicciana in ciò. In questo Boine. Adattissima allo ieri al presente. Anche del povero corpo morticino in capannone di tossici e spaccio.

Perché Boine, mentre medito, e gli dirò le mie riflessioni sull’INDICENTE-INDECENZA… mi dice, che un tempo scrisse… “La Civiltà con la pietà non la fabbrichi. Questa dottrina non è mia un tale la diceva”.

Quel tale era Nietzsche!

Tradotto all’oggi indicenza-INDECENZA… tutti colori che on line, o appoggiano il ministro dai modi bruschi o le lotte del rimanente progressismo pseudo-comunista… son lì a fabbricare pietà… a buone fette un tanto chilo ma ciò non serve a nulla.

È spettacolo accosto al fresco cadavere della sedicenne Desidée Mariottini. Son tutti sciacalli.









Perché accettano, nell’INDICENZA-INDECENZA lo spettacolo che, con parole di Boine… in una società dove la proporzione è (in sua citazione) “La civiltà” dell’amore del bene della giustizia non si fabbrica col corpo esposto, neppure quello poetico aggiungo ogni momento-on-line versificante, cio è INDICENZA-INDECENZA.

Ma se questa è la realtà io con Boine in tana dico: allora convertiamo tutto al Codice alla legge spietata della legge. Siano cose e persone sol giuridiche.

Sarebbe un bel pezzo quanto pensi e quanto mi dici .. un DISCORSO MILITARE. Aggiunge Boine.

Lo abbraccio mi macchio di sangue che anch’io perdo dal naso. Sanguiniamo e insieme speriamo d’arrivar a domani ancora lucidi  e col cervello sottozero ma che del mondo rivela il nero. APPUNTO L’INDICENZA.-INDECENZA.



...CONTINUA







venerdì 19 ottobre 2018

Claudio Di Scalzo: Il Pianetino delle Rane Ontologiche. Dedicato a Chiara Catapano - Giorgio Linguaglossa - Steven Grieco Rathgeb. Alla N.O.E. Nuova Ontologia Estetica L'Ombra delle Parole - Accluso il "Pianetino dei Furbetti del Pensierino" ovvero ristretto ontologico quartierino.


Rana Ontologica il 9 gennaio 2018 - I






Claudio Di Scalzo detto Accio

IL PIANETINO DELLE RANE ONTOLOGICHE

(Esopo aggiornato – Dedicato a Chiara Catapano - Giorgio Linguaglossa - Steven Grieco Rathgeb)

(Alla N.O.E. Nuova Ontologia Estetica)

Alla Rivista di Poesia Internazionale Egocosmica L'OMBRA DELLE PAROLE


C’era una volta un pianetino dell’universo dove vivevano Rane poeticamente ontologiche, così si definivano, che pretendevano gracidando i loro versi, le loro teorie ego-cosmiche, di dare rotazione e giustificazione e interpretazione a tutto quanto l’universo poetico ed estetico (arti, musica, teatro, arredamento, architettura ecc ecc) dalla sua nascita al presente, anche alle galassie più lontane, addirittura ai buchi neri poetici. Nei quali era adatto finisse la poesia mediocre e l'estetica scritta senza la loro teoria e supremazia ontologica.

Ogni giorno nel loro pianetino, Padule Paludato, si gonfiavano per somigliare ai Tori della poesia universale alle Vitelle della poesia del passato dei quali si sentivano gli unici eredi e gli unici interpreti adatti, di più!, la loro stessa gracidante ed enfiata e gonfiante poesia li superava con chiazzata - scopiazzata cioè qua e là - ontologia!




Raganella ontologica ancella il 9 gennaio 2018 - II




Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani nel pianetino ci entravano a malapena i componenti della redazione, una manciata di rane, e raganelle con funzione d'ancelle, col Fondatore Gran Rana Modulatore, che tutte le aveva scelte con "Lettera calorosa" indirizzata agli asteroidi dove vivevano, solitarie, ansiose di diventare rane ontologiche conosciute e ammirate.

Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani la vita per loro era stretta nel pianetino, ma così stavano accosti, intimi in poesia e altri maneggi giornalieri e notturni, dalle cene ai risvegli guardando l’universo che avrebbero conquistato con la fama e le pubblicazioni finalmente con lettori che non fossero loro stessi ognidì.


Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani insistevano seriosi nella loro ridicola impresa interpretandosi dandosi voti scambiandosi versi citandosi fotografandosi dietro targhette con scrivania mentre gracidavano versi verso l'universo che manco sapeva esistessero e se li scoprivano con potenti telescopi li ammiccavano un attimo sorridendo e scuotendo la testa.

Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani... BUM! BUM! BUM! Scoppiarono insieme le rane gracidanti ontologia, come una vera famiglia, una dopo l'altra - con gerarchica scaletta a partire dal Gran Rana Fondatore seguito dal Rana Perla Ramè (vice teorico cosmopolita multinazionale) e dal Ranocchio Vago d'inginocchiarsi mai pago seguiti dalle raganelle volenterose ancelle - come un fuoco d'artificio bagnato e loffio e nessuno nell'universo poetico se ne accorse. 













IL PIANETINO DEI FURBETTI DEL PENSIERINO
ovvero ristretto ontologico quartierino.


Il pianetino della Rane Ontologiche ha come satellite un pianetino ancora più piccolino, dove abitano i Furbetti del Pensierino ovvero ristretto Ontologico Quartierino.

Qui vivono non anfibie Rane Ontologiche bensì Mammiferi alti un mignolo e anche meno. Senza forma che non sia quella di una citazione filosofica da Aristotele a Heidegger a Deleuze. Citandosi addosso, scatenando il loro eros in questa maniera, proseguono la specie accoppiandosi.

Insomma senza citazione i loro cazzettini le loro fighette non si drizzerebbero non si bagnerebbero generando l'atto sessuale che loro ritengono mistico mitico ontologico. E invece è un fatto di strofinamento e sperma come per tutti. Ovviamente la tempistica del loro fottere è minuscola, pochi minuti, come conigli, però figliano, come conigli, tante citazioni. In questo sta il loro godimento! 

Qui sono alti pensatori e pensatrici, si fa per dire, che chiavandosi citandosi sperano di, pagina dopo pagina, scrivere il loro libro ontologico, singolo e in gruppo, per salvare, con la poesia, tutta la razza dei mammiferi nell'universo. Ammesso ce ne siano, roteanti, in giro, altri, oltre agli impoetici terrestri.

Nel Pianetino dei Furbetti del Pensierino c'è il mammiferino, vero e proprio sacerdotino, che teorizza la ristrettezza dei corpi nella punizione nel carcere di cotanto coriandolo come necessario pertugio verso l'immensità; c'è il professorino di chimica mitica che disprezza i barbieri terrestri (e non si sa perché!); c'è il sincretista snob che s'ubriacò sulla terra con una goccia di Chianti in cascinale e rintontì fumando la pipetta sulle rive del Gange, che filosofeggia come una foca minuscola sulla pallina perlina; c'è la filosofa neo-convertita sulla via damascata della poesia furbetta ontologica dopo esser caduta, non da cavallo, ma aver picchiato una musata nella perlina roteata dal sincretista minuscolo snob, tanto da convertirsi e scoprire il gioco della citazione con annessi e connessi. 

Poesia detta da lor filosofi ontologici INDICENZA... ed invece è semplicemente un'indecenza! da antico regime paludato ranente gre gre gre il niente! INDECENTE!

La chiamano arte porosa che sistema ogni cosa, copiando il povero Gilles Deleuze,... finito tra le mani di questi deliranti Furbetti del Pensierino dando "piega" ridicola e da mini-bordello al suo pensiero!

Ma stesso destino tocca un po' a tutti i filosofi dell'umanità, perché il vecchino sacerdotino Linguastroppia li ha tutti irregimentati per rapido uso furbetto in laboratorio. Così come il suo parente Rana compie sui poeti nell'altro pianetino ontologico padulato!

Insomma il Pianetino dei furbetti sibila a denti stretti che, assieme alle ontologiche rane, cambieranno la poesia galattica dall'oggi al dimane.









Per scoprire intercettare, il Pianetino dei Furbetti del Pensierino, scoprire la sua esistenza, non basta un telescopio terrestre o spaziale potente come nel caso di quello delle Rane ontologiche, esso è un satellite, pertanto lo si scopre, dove e come sia posizionato, soltanto con complessi calcoli matematici riuscendo a decifrare almeno qualche parola in ombra citata od eroticizzata... ed ovviamente nessuno ha interesse per questi buffi e disperati mammiferi, che, sembra, nonostante i loro accoppiamenti ognidì, siano destinati ad un'estinzione rapida. 





mercoledì 5 settembre 2018

Claudio Di Scalzo: L'amore assoluto spiegato dalla Nada al su' figliolo Accio. Bozzetto sentimentale dedicato a Sara Cardellino




Accio





Sara... son qui che ti scrivo e son commosso parecchio a rileggere quanto ho scritto. Perché è bello scoprire cos’è l’amore che vale Tutto e dà significato alla vita Tutta. A ogni vita. Anche a quelle di un’umile sarta e del su’ figliolo parecchio scemo e che chiamarono Accio per disprezzarlo!





Sara Cardellino





Claudio Di Scalzo

L’AMORE ASSOLUTO SPIEGATO DALLA NADA AL SU’ FIGLIOLO ACCIO

(Questo bozzetto campagnolo e sentimentale 
lo dedico a Sara cardellino
 che tutto capirà di me)



Nada Pardini quand'era fidanzata con Libertario detto Lalo




Mi-mà ha ottantanove anni. È vedova dal 1995. Quando morì il su’ Libertario detto Lalo. Vive da sola in un cascinale a Vecchiano, vicino alla chiesa di Sant’Alessandro e alla torre campanaria ghibellina del XII secolo. La ‘asa è malmessa, come il mi’ ‘ore, dice a me, Accio, che son su’ figliolo. Lontano tra le Alpi per lavoro. Resisti mamma che presto arrivo e sto lì con te senza partì più. E se c’è umidità nella ‘amera dove dormi sul di dietro, vai a dormì nel salotto davanti, a sud, che c’è più caldo. Però non mi dà retta.  Allora stasera le ho chiesto perché non intende ir mi’ ‘onsiglio.

Sto qui, starò sempre qui, tra queste mura della mi’ ‘amera, perché qui dormiva con me Lalo. Ir tu’ babbo. Ed è come se fosse sempre accanto  a me. A vorte ci parlo anco. Nun me lo chiede più di spostammi. Le mi ossa son vecchie ma qui mi scardo meglio. Non so spiegatti perché ma succede. E te che ‘ai letto tanti libri di poesia dovresti ‘apì perché.

I libri mi son serviti a pòo, se devo esse sincero. La poesia non si studia casomai la si vive. E questa sta anco nella ‘adente casa di ‘ampagna dove crebbi. E l’amore adatto a me, nella sua fedeltà, pure. La Nada, una sarta con la quinta elementare, in questo settembre, m’à insegnato come dev’esse per dirsi senza tempo e oltre la morte.






lunedì 20 agosto 2018

Sara Cardellino e Accio: Mozart e Brahms e Kierkegaard il 20 agosto 2018 per Karoline Knabberchen



Karoline Knabberchen alle Lofoten - cds

(dal'annuario TELLUS, 2003,  "Scritture celesti. Poesie in cerca di Dio" 








SARA CARDELLINO E ACCIO


MOZART E BRAHMS E KIERKEGAARD
IL 20 AGOSTO 2018
PER KAROLINE KNABBERCHEN



1

Nel 20 agosto 2018, Claudio, per la nostra Karoline Knabberchen (Guarda/Engadina 17 aprile 1959 - 20 agosto 1984 Lofoten/Norvegia), m’è venuta fantasia elegiaca di proporti l’ascolto del Quintetto per clarinetto K 581 di Mozart, e in intuito rapporto dialettico quello di Brahms op. 115. 

Venga a noi la verità portata dalla Croce. Nel rivelato suo sprofondamento, più alto in questa data, gorgo dolente che porti sullo sterno assieme a Fabio Nardi. “Esercizio estremo del cristianesimo”, scrive Kierkegaard! Mai per te, per voi due, è stato un "Esercizio letterario"! Le parole e le immagini per l’Angelo d’Engadina che erano necessarie, in religione in socialismo, le hai scritte e dipinte e fotografate nei decenni passati… adesso, serve la musica adatta. La riflessione sul dolore e la salvezza. A me starti accanto, nel silenzio, nel suono.

Il clarinetto e gli archi allontaneranno, sapendo che sono tuo ulteriore tremendo dolore dal 2017, le parole rivelatisi sacrileghe, vero e proprio aceto, che le labbra dell’angelo d’Engadina han ricevuto da chi usa parole per carriera letteraria. Sei stato incauto a portare sotto la vostra Croce chi “utilizza” il Tragico per scriverne con empia teoria virente nella demoniaca colta vanità,… ma adesso basta soffrirne! Come potevi immaginare si rivelasse un trucco culturale (uno tra i tanti possibili) la manifestata dedizione, impegno di cura, alla tragedia che tu e Fabio avete vissuto accanto all’Angelo suicida di Guarda? 

Ascolta i due quintetti, mio capitano, ricevine benedizione e comprensione, da me che oggi son Senta assieme a Karoline Knabberchen.




Sara Cardellino il 20 agosto 2018





W. A. MOZART

Quintetto per clarinetto K. 581


J. BRAHMS

Quintetto per clarinetto op 115






Sara Cardellino il 20 agosto 2018
legge un manoscritto di Karoline Knabberchen






2

Ascolto come pregassi. Oggi 20 agosto 2018. La tua delicatezza verso l’Angelo d’Engadina Karoline mi commuove Sara. È simbolico per me scrivere come ultimo mio timone sull’Olandese Volante di questa giovane donna. Morta drammaticamente a 25 anni all’isola Austvågøy delle Lofoten. Il tuo dono musicale, che qui interpreto, grazie a Kierkegaard, sana, salva, mette al sicuro i due protagonisti: Knabberchen e Nardi e quanto per loro venne scritto e affidato alle immagini. Proteggerò con tutte le mie forze quello che per me è come il tabernacolo in chiesa cristiana come lo straccetto rosso della rivoluzione a cui appartengo per stirpe e scelta. Con tutto me stesso fino all’estremo.

Kierkegaard ritiene la presenza del divino, nella propria vita, una priorità, un rapporto esclusivo. Questa “esclusività” o “esclusiva” provoca, afferma, collisioni con altri rapporti. Non accade questo con l’amore che KK vive verso Fabio Nardi? Quanto il suo affidarsi al sacro la porterà a collidere con l’uomo che ama? Possono i due Quintetti di Mozart e Brahms (Quintetto per clarinetto K 581, quintetto per clarinetto op. 115)  che mi suggerisci all’ascolto oggi, 20 agosto, aiutarmi nella risposta? Penso di sì Sara mia.
E dopo questa risposta che assieme a te troverò, è giusto, mi riguardi ogni “taciturnità”, silenzio, scomparsa, da ogni attività estetica e letteraria. Che la navigazione on line sia soltanto un ricordo inabissato veliero detto L’Olandese Volante.

Per la verità si può morire?, si chiede Kiekegaard? Rispondendosi Sì! Anche Karoline Knabberchen si rispose sì! La scuola della sofferenza che Kierkegaard rileva che KK prosegue nella sua breve esistenza terrena mi dicono, che questo affinamento, avendo qualcosa in comune con il suono di Mozart e Brahms, vale come  apertura verso l’eternità. Il rifiuto di ogni mondana carriera nelle verità episodiche delle  arti conduce alla salvezza. Bisogna attraversare la flagellazione e la croce. Ma l’affinamento, nell’esclusività, che può portarmi la musica oggi qual è per me? Cosa rivela di necessario, di fondamentale, sapere finalmente? E che soltanto con questi due quintetti posso scoprire!?

Penso debba insistere, scoprendo tradotto il tutto della mia esistenza e di quella di KK e FN, nel rapporto strumento, qui clarinetto ed archi, compositore e virtuoso che la musica esegue. E in aggiunta la dialettica contrappuntistica che il legato ben eseguito tempera e porta a esiti di assoluta purezza creando atmosfera di dolcezza, cristiana, e di sognante elegia. Perché la dialettica è anche pericolosa e può condurre a risultati di fredda mancata concertazione.

Entrambe le composizioni, di Mozart e Brahms, sono dedicate a due intimi amici, nonché grandi clarinettisti, dei rispettivi compositori: Anton Stadler e Mozart si incontrarono nel 1784 quando il grande virtuoso partecipò a un’esecuzione della Gran Partita K. 361. Da sempre affascinato dal clarinetto, Mozart, ne approfondì con l’amico le possibilità espressive, evidenziandole proprio con questo quintetto del 1789 che aprì la strada a un affinamento tecnico foriero della versione moderna dello strumento.

E quasi un secolo dopo, nel 1881, fu proprio l’ascolto del K. 581 a far incontrare Brahms con Richard Mühlfeld, con cui approfondì a tal punto le caratteristiche dello strumento che passato un anno scrisse il Trio con violoncello e pianoforte op 115 e il Quintetto op. 115,  e cioè le sue ultime creazioni, a parte sette Fantasie e tre Intermezzi per pianoforte dello stesso periodo.

Nel quintetto di Brahms, contrariamente a quello di Mozart, dove la fusione con gli archi è totale, qui il clarinetto ha un ruolo decisamente concertante: e proprio questo aspetto è fondamentale nel 20 agosto 1984/2018 per evocare l’amore di Karoline Knabberchen e Fabio Nardi e di Cardellino e Accio, perché proprio instaurando un dialogo serrato, ora drammatico ora luminoso, specialmente nell’Adagio, il suono rivela il pathos di straordinaria suggestione che la vicenda della morte di KK e della sua custodia da parte dei personaggi Cardellino e Accio necessita! E a lato dell’autore, che qui, un’ultima volta di loro scrive.  Annotando l’ultima rivelazione scoperta seguendo l’idea di fede di Kierkegaard e lo sviluppo del clarinetto in quintetto da Mozart a Brahms.

Pressappoco la mia scoperta è questa. 
Fabio Nardi ed io siamo stati due virtuosi che hanno necessitato nel suonare lo strumento fantasia, e perfezionarlo, della musica spirituale, del corpo respiro parola, espresso dalle donne amate: Knabberchen e Cardellino. Senza di loro, come senza Mozart e Brahms, non ci sarebbe stata esecuzione virtuosa di Shifrin e Mühlfeld.


Adesso è tempo che gli strumenti vengano riposti assieme alle partiture create. Ritirate da ogni esecuzione pubblica e concerto. Quanto doveva essere perfezionato trovato nell’amore nel bene nella fede c’è. Esiste. Suono grazia bellezza dolore cura… riguarda chi questa vicenda visse. Il suono tornerà a elevarsi per me per te Sara, per Karoline Fabio, soltanto in un cascinale vecchianese e in una casa coi gerani alle finestre in laguna, o al Campo alla Barra così come in una chiesetta d’Engadina. 

FINE