venerdì 4 settembre 2020

Claudio Di Scalzo: Lettera a Chiara Catapano perché sul blog di poesia L’Ombra delle Parole ov’è Redattrice eviti di pubblicare testi che rimandano a Karoline Knabberchen. Con corredo teorico di Giorgio Linguaglossa e Steven Grieco Rathgeb



Il 20 agosto 1984 alle Lofoten di Karoline Knabberchen" (particolare dal dittico)




Claudio Di Scalzo


LETTERA A CHIARA CATAPANO
PERCHÉ SUL BLOG DI POESIA L’OMBRA DELLE PAROLE
OV’È REDATTRICE EVITI DI PUBBLICARE TESTI CHE RIMANDANO A KAROLINE KNABBERCHEN 
CON CORREDO TEORICO 
DI GIORGIO LINGUAGLOSSA E STEVEN GRIECO RATHGEB


Il 12 gennaio 2018 la poetessa e linguista e traduttrice e saggista CHIARA CATAPANO con il critico e poeta e linguista e traduttore di lingue antiche-moderne e saggista e prosatore Steven Grieco Rathgeb e la cura del poeta e critico e saggista e scrittore e traduttore e filologo e filosofo Giorgio Linguaglossa sul blog di INTERNAZIONALE (!) POESIA (!) L’OMBRA DELLE PAROLE ha pubblicato due testi suoi e uno di Grieco, mettendoli in relazione per elevarci sopra la teoria detta Nuova Ontologia Estetica e Disfania, tutto in ia ia, si direbbe ma per me è ai ai! (mi si perdoni questa battuta umoristica), perché le due poesie qui pubblicate son nate su L'OLANDESE VOLANTE in rapporto con testi miei scritti una ventina di anni prima, come EN INN (e pubblicati anche sull’annuario TELLUS di Geofilosofia nel dicembre 2003), e,  soprattutto, ciò per me è stato fonte di dolore, perché le poesie rimandano a Karoline Knabberchen (1959-1984) alla quale ho dedicato 40 anni di mia nascosta dedizione, e qualche volta rivelata pubblicazione come punta dell'iceberg! Un evento attinente al tragico, da me trasposto con ogni accorgimento per sopportarne il dolore, anche con il doppio Fabio Nardi, lo scopro spiattellato da Catapano per ricavarci con Grieco teoria e ontologia e ogni vacanzeria in vite d'altri. Per cortesia, rima, prendano altra via. Lascino in pace la mia. (rima finale)

(Poco pertinente definire quest’opera da parte di Catapano un “canovaccio”; superficiale affermare, da parte di questa Estranea al Tragico che Karoline Knabberchen si suicida scissa tra "istinto e ragione". Corbellerie per dialogare con i colti suoi intellettuali di riferimento. Tal Steven Grieco Rathgeb (?), tal Lucio Mayor (?) e Direttore guida. Si sproloquia sul suicidio in un cenacolo di intellettualità enfatica. Ma con quale diritto questa gente mette mani e parole e teoria bric-a-brac in quanto non li riguarda? E lo USA! Nella biografia mia! Lascino in pace (i morti si rispettano) Catapano e compagnia quanto non possono intendere! abituati come sono nella ortopedia estetica sui loro vissuti, e quella di malcapitati poeti recensiti morti e vivi, scambiati come fiches per ricavarci pubblicazioni, con ingessature rutilanti mitologie camuffanti la loro ambizione ad apparire consesso poetico guida a tutti più avanti!!)




TELLUS 2003

QUI APPARE L'ERBARIO MINIMO ENGADINESE




Nei commenti di Chiara Catapano, in dialogo con aderenti la Redazione, si affermano fatti che sono imprecisi. (vedi in calce, ndc)

Non l’ho chiamata io a interessarsi del personaggio e a scriverne. Ma si è offerta lei. Giunta a scambiarsi con me su indicazione di Beppe Costa a fine 2011.

L’altra persona citata, ma non per nome cognome interessata al personaggio Knabberchen era il poeta Serse Cardellini. La sua presenza (nessun testo è stato mai pubblicato sull'Olandese Volante) non ebbe seguito perché Catapano lasciando Thauma in polemica con Cardellini ciò lo ritenne impossibile.  

Dai commenti, due, di Catapano, sembra o che fossi ontologico senza saperlo (lei pure?) o che la mia ricerca fosse una sorta di apripista, ancorché incosciente?, agli esiti poi scoperti da Linguaglossa e Grieco. A quest’ultimo bisognerebbe ricordare che di “porosità”, anticipandolo, scrive il COLLETTIVO 33 dedito all'opera di Gilles Deleuze, con relativa rivista, qualche decennio prima. 

Mi preme, poi, ribadire che non sono affatto un “poeta geniale” come mi definisce Catapano. Nel commento. Ho però nome e cognome segnato all'anagrafe e soprannome di Accio. Non sono né un poeta né uno scrittore né un pittore né un autore in qualche estetica. Ruoli che non m’interessano. Così come ogni forma di vita intellettuale. Se ho una “genialità”, letta al rovescio, come direbbe Tabucchi, sta nell’inventare siti con temi generi personaggi che poi falliscono miseramente. M’accade dal 2000 che sono in rete. L’Olandese Volante è l’ultimo definitivo episodio. Ho smesso ogni attività.

Se ritengo poi, - prendendone esempio dal fumetto dalla letteratura popolare, dal melodramma - che un personaggio possa proseguire le sue avventure e vicende anche a firma di altre mani, ciò non vuol dire che sia permesso cambiandone nome o ambiente che quanto ideato e pubblicato in altro contesto, ed a me dedicato fra l’altro, detto meglio dedicato al personaggio Fabio Nardi fidanzato di Karoline Knabberchen, possa essere trapiantato in altra rivista e sito on line di poesia; addirittura per sostenere teorie che con l’insieme, dell’opera dove i testi son germinati e relativo Olandese Volante (Transmoderno), ci stanno come “il cavolo a merenda” (Mi si perdoni questa battuta). 

Ciò vale in questo caso, ma anche per altre pubblicazioni sull’OdP, relative a personaggi di mia ideazione o a temi come Ornitologia e Erbari; oppure ad autori resi personaggi come Giovanni Boine.

Questa prassi chiedo, cortesemente, alla poetessa Chiara Catapano di cessarla. Quanto un tempo scritto o abbozzato nel nostro “rapporto umano e di lavoro” (parole sue) da fine 2011 al 9 gennaio 2017, si può anche gettar via come inutile. Soprattutto quando la letterarietà enfatica consegna tutto alla finzione irrimediabile e irredimibile, questo penso, anche sul piano stilistico, mostrandone limiti che allora non ravvisai. Perché non pensavo che per Catapano ci fosse questa rivelata dedizione alla vita come letteratura da riversare in pubblicazioni per certificarne gli esiti. Il mio distacco disaccordo verso simili scelte (confermato dal mio lasciare Feltrinelli e ogni carriera letteraria di stampo tradizionale nel 1999) l’ho sempre affermato-ribadito a chiunque si sia avvicinato all’Olandese Volante e nei precedenti siti da me inventati e ciò, sia detto, mi ha consegnato alla solitudine totale. Del quale l’episodio Catapano è l’ultimo di una serie che vide attivi con Tellus Tellusfolio le persone di Enea Sansi di Marco Baldino. Oggi direttori di Tellusfolio (giornale da me inventato) e di Kasparhauser (idem)

Ho gettato via al Campo della Barra a Vecchiano centinaia e centinaia di testi nati sull’equivoco del nostro “rapporto umano  e di lavoro”, cara Catapano, credo possa farlo anche tu.

Gradirei, dunque, che Knabberchen non fosse ulteriormente, a mio avviso, pubblicata con mutazioni come in questo caso sull’Ombra delle Parole (vedi in calce link). 

Inventa, casomai, Chiara Catapano, nel tuo nuovo “rapporto umano e di lavoro”, con queste parole lo definisti in un trafiletto del 2018 quello con me cessato (che appresi da Facebook il 9 gennaio 2017 quando Linguaglossa comunicò il tuo ingresso nella rivista l’OdP, né poi mai ho potuto parlarne con te di questa scelta neppure in un telefono), altri testi con il poeta ed ex curatore della rivista culturale della multinazionale del rame SMI… basati sulla NOE e sulla Diafania Porosità, nuovo modo d’intendere l’agire poetico (viene affermato) e ignora, lascia perdere, quanto ti suggerì l’Olandese Volante e la sua avventura ora cessata e che tu, sempre a mio avviso, hai portato dopo 5 anni al naufragio sugli scogli, mi si perdoni la battuta. Scegliendo, senza informarmene, un faro poco adatto alla chiglia del veliero corsaro. Ancora una battuta. Chiedo venia. Ma ho una vena umorista.

Fammi questa cortesia, cara Catapano, perché il personaggio e la donna che hai traslocato (avviene anche con ornitologia ed erbari) sulla rivista ove sei redattrice e autrice interpretata e pubblicata (e curata da Linguaglossa e Grieco) attiene alla mia biografia e non alla tua e come ogni aspetto del Tragico (sei studiosa di cultura greca vero?) merita rispetto e silenzio. Non è adatta questa figura femminile - morta tragicamente - a un "dialogo" tuo, coltissimo, con altri colti intellettuali, per ricavarne teoria letteraria. Ho pensato leggendoti che avvenisse una profanazione verso quanto custodisco da decenni. Ne ho molto sofferto. Ne soffro, Catapano, sapendo che questa esposizione dura. 

Per me il Tragico è stato reale vissuto, e tu lo sapevi, fin da piccolo per vicende della mia famiglia, intreccio di estremismi comunisti e fascisti. Tabucchi lo ricorda. E poi riguardo a Karoline Knabberchen a metà degli anni Ottanta. Quest'anno ricorre il trentacinquesimo della morte. Cerca di rammentarlo adesso che ti scrivo, perché mai avrei fatto qualcosa di simile verso episodi della tua vita ne avessi conosciuti di tragici.    

Mi permetto, in chiusura, di sottolineare che quanto qui pubblico, non è assolutamente né una persecuzione né una diffamazione né una calunnia, attiene alla mia libertà di chiedere, cortesemente, che quanto nacque sul piano dell’ideazione sull’Olandese Volante non abbia questo “uso”. 

Ed a ciò aggiungo che la poetessa e critica Chiara Catapano l’ultima volta che l’ho incontrata è stato nell’autunno 2014, poi, scambi esclusivamente telefonici, fino al dicembre 2016 per curare L’Olandese Volante ed il libro sui "Discorsi militari" di Giovanni Boine (che poi la poetessa e critica ha presentato da sola a Trento ed Imperia). E ciò perché una indisposizione impediva all’autrice incontri e spostamenti.

Sapendola dal gennaio 2017, dentro un’attività culturale ampia e intensa (come il blog L’OdP testimonia) e viaggi culturali verso Roma e altri lidi mitologicamente culturali (sempre il blog cit. lo rivela fotograficamente), non posso che essere felice che ogni impedimento da malattia sia stato superato. Raggiungendo guarigione.

Dunque mi auguro tu viva la tua vita in assoluta gioia con soddisfazioni personali familiari sentimentali in poesia cultura (anche se mai ho, mi riferisco al tuo commento in calce, sfiorato un sito con redazione più autoreferenziale di voi e dei critici autoreferenziali che ti curano. Siete in missione, vi sentite in missione, da LINGUAGLOSSA a STEVEN GRIECO-RATHGEB per riformare la POESIA del XXI SECOLO senza aver mai prodotto un solo libro che giustifichi questa pretesa. Vagamente ridicola nella sua seriosità assertiva. Ma se questa è la loro felicità con te in ontologia allargo la mia benedizione per una vita lieta e di successo in quanto credono-credete), epperò, cortesemente recidendo ogni nostro contatto con me (che è nelle Tue possibilità operare, come redattrice come intima dei critici e poeti citati, come co-ammistratrice dell'Ombra delle Parole lessi su Linkedin) cancellando il mio nome e cognome e quello dell’Olandese Volante dalle tue note biografiche sulla rivista ricordata (non m’interessa che i motori di ricerca accostino per questo il mio nome al sito dove operi; e sarebbe parimenti gradita la rimozione di "poeta geniale") e cancellando le foto che mi riguardano dalla tua bacheca Facebook (richiesta che formulo dal gennaio 2017, per questi spazi telematici ovvio, e non per rimbalzi su altri siti impossibili da raggiungere). 

Vivi la tua vita, ancora lo ripeto, con ogni bene e salute e gioia, Chiara Catapano, ma lascia in pace me e le mie ombre che sono state, sono, sangue e postura della mia esistenza che non ha mai necessitato di un'ombra estetica per stare nel mondo per ricevere amore e bene da chi intese, ha inteso, intende e rispetta questa mia scelta. Che è Comunismo che è Religione. Addio e saluti. 

 Claudio Di Scalzo detto Accio  





"Il 20 agosto 1984 alle Lofoten di Karoline Knabberchen" - Dittico - 160 x 80 cm -
Tecnica mista su tela - 1990





DAL SITO L’OMBRA DELLE PAROLE

(9 gennaio 2017)


(12 gennaio 2018)



COMMENTI DI CHIARA CATAPANO DAL BLOG L’OMBRA DELLE PAROLE SOPRA LINKATO

(13 gennaio 2018. Commento CC). I due testi sono estrapolati da un’opera che consta all’incirca di un centinaio di pagine. Faceva parte di un progetto artistico molto interessante, dove io ero chiamata a scrivere su due personaggi inventati da un poeta geniale, con il quale ho collaborato per alcuni anni. I personaggi attraversavano così una storia, e la storia veniva filtrata in tutte le forme poetiche raggiungibili dal racconto.
Ho dovuto qui cambiare – mi riferisco al secondo pezzo – le iniziali del nome femminile, ed il nome maschile dei due personaggi, perché poi la collaborazione si sciolse, e – benché i testi sono frutti dal mio ramo – i personaggi non lo sono, e dunque ho ritenuto più onesto qui apportare queste modifiche.

(…)

Quello che si chiede qui, è un entrare stratificato, perché la chiave è proprio nei gangli di slegatura/giuntura. Apparentemente innocui, a volte sotterranei ma sempre presenti: cifra però di quel che si voleva in nuce mostrare di quella “porosità” – espressione felicissima coniata da Steven Grieco per intendere proprio una nuova esigenza della scrittura oggi.


Benché i lavori risalgano ad un momento precedente all’incontro con la NOE, desideravo mostrare ai lettori che la ricerca era nell’aria. Ed è stato bello poi constatare che in molti erano e sono sulla stessa strada di ricerca.



(14 gennaio 2018. Chiara Catapano risponde al redattore Lucio Mayor Tosi)

(…) dovevo scrivere come da un canovaccio una sorta di “copione poetico”. Ed è stato bellissimo immergermi dentro una storia, per trarne versi. Dunque questi testi non rappresentano una biografia, o una nota biografica e lirica: appartengono ad un altro genere di esplorazione, che all’epoca affrontai con gioia e stupore. E devo dire che se i testi danno l’impressione di quell’animo diviso, (“tra istinto e ragione, tra semplice osservazione e bisogno di conoscenza, pulsioni e domande”, come giustamente appunti) questa è ulteriore conferma della riuscita della scrittura, perché il personaggio aveva esattamente questa problematica. Morirà poi suicida. (…) Era, quel progetto che fu a quattro e poi persino a sei mani, per un periodo, un tentativo di legare scritture, di mescolare esperienze. Di spezzare, per quanto mi riguarda, una serialità poetica che è poi quell’autoreferenzialità che nella NOE si cerca di abbattere.


















Claudio Di Scalzo: Il Pianetino delle Rane Ontologiche - Accluso il "Pianetino dei Furbetti del Pensierino" ovvero ristretto ontologico quartierino. 2017. Giorgio Linguaglossa, Steven Grieco Rathgeb, Chiara Catapano dell'OMBRA DELLE PAROLE rivista internazionale di poesia



Ranocchio ontologico strizza l'occhio citaziologico - I





ACCIO

 QUASI QUASI PROPONGO UN GAME SULLA POESIA… 

(Dalla mia Bacheca Facebook 
“Claudio Accio Di Scalzo”)



In tempi a breve, in LUCCA, di fumetto, di comics, dunque anche di illustrazioni comiche, riversabili pure in Games, divulgo un testo umoristico sulla prassi di certi poeti e poetesse on line che si ritengono la salvezza della poesia mondiale adatta al XXI secolo. Sarebbe divertente un Game dove i Poeti Rana aspiranti gonfiandosi a Tori combattono contro i Poeti Dinosauri carnivori ed erbivori del XX secolo. E scoprire chi vince.

Secondo me avrebbe un successo incredibile. Nel gioco ognuno dovrebbe abbattere i poeti che ostacolano la Nuova Poesia. E Tenzoni nazionali e internazionali riversati in video e festival come oggi accade per i giochi ricavati dalle serie Netflix o come The Expanse per Ruolimpiadi.

Tra virtuale e reale, digitale e analogico, esaltazione e illusione, carne ed erba, silicio e carbonio... la battaglia delle Rane Ontologiche contro i Dinosauri Erbivori e Carnivori sarebbe fulminante. Anche perché inserirei nel Game l’arrivo degli Uomini e Donne Sapiens che dalla Preistoria della Poesia lottano per entrare nella Storia comunista della Poesia. Dove a praticarla sono in Molti-Tanti-Quasi Tutti-Tutti.




°°°



Claudio Di Scalzo detto Accio

IL PIANETINO DELLE RANE ONTOLOGICHE

L'OMBRA DELLE PAROLE

(2017)

a Giorgio Linguaglossa, 
Steven Grieco Rathgeb, 
Chiara Catapano.





PREFAZIONE


Questa favola crudele è un esercizio di fantasia e attiene al genere dell'umorismo, anche nero, o se vogliamo della satira. Il cui esercizio rientra nella libertà di stampa riconosciuta dalla Costituzione repubblicana e antifascista. Ho letto molto, ritenendomi un umorista, Swift, il Marx de "La Sacra famiglia", il Gadda delle favole. E sulla critica della cultura, come si produce si realizza si veicola, insuperabile è il "Salon caricatural" di Baudelaire e la mappatura-elenco che ne fece Flaubert con lo "Sciocchezzaio" e la Bêtise (Stronzata), senza dimenticare Breton e la sua antologia umoristicamente nera.

Sull'Olandese Volante (2011-2017) ci sono molti esempi di critica umoristica. Nelle sezioni "C'era una volta la poesia" o in "Umorismo Transmoderno".


Che riprendono la mia prassi, umoristica e satirica, divulgata anche nel 1977, all'interno dei movimenti politici e marxisticamente eretici, allora diffusi tra artisti militanti e rivoluzionari. Surrealismo, Situazionismo, Lettrismo, Poesia visiva, Mail Art. 

ULTIM-HATU-M AI POETI FOSSILI (1977)
ripubblicato nel 2017



°°°


C’era una volta un pianetino dell’universo dove vivevano Rane poeticamente ontologiche, così si definivano, che pretendevano gracidando i loro versi, le loro teorie ego-cosmiche, di dare rotazione e giustificazione e interpretazione a tutto quanto l’universo poetico ed estetico (arti, musica, teatro, arredamento, architettura ecc ecc) dalla sua nascita al presente, anche alle galassie più lontane, addirittura ai buchi neri poetici. Nei quali era adatto finisse la poesia mediocre e l'estetica scritta senza la loro teoria e supremazia ontologica.

Ogni giorno nel loro pianetino, minuscolo Padule Paludato, si gonfiavano per somigliare ai Tori della poesia universale alle Vitelle della poesia del passato dei quali si sentivano gli unici eredi e gli unici interpreti adatti, di più!, la loro stessa gracidante ed enfiata e gonfiante poesia li superava con chiazzata - scopiazzata cioè qua e là - ontologia! E qualche Rana snob in massima gracidante enfasi giungeva a definire la poesia del XX secolo prodotta addirittura da dinosauri carnivori estinti come Eliot Pound Ritsos Elytis Montale Ungaretti al massimo meritevoli d'esporne le ossa dopo averne rivelato il corpaccione inutile scomparso!  





Raganella ontologica ancella - II






Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani nel pianetino ci entravano a malapena i componenti della redazione, una manciata di rane, e raganelle con funzione d'ancelle, col Gran Rana Modulatore, che tutte le aveva scelte con "Lettera calorosa" indirizzata agli asteroidi dove vivevano, solitarie, ansiose di diventare rane ontologiche conosciute e ammirate.

Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani - in missione per riformare rimodulare rifare di sana anfibia pianta la Poesia per il XXI Secolo soppiantando la superata  poesia stolta del XX secolo come gli antichi dinosauri sopra ricordati unitamente ai dinosauri poverelli erbivori degli ultimi 50 anni cibatisi, da Magrelli alla Cavalli, di erba non ontologica ranante - la vita per loro era stretta nel pianetino, ma così stavano accosti, intimi in poesia e altri maneggi giornalieri e notturni, dalle cene ai risvegli guardando l’universo che avrebbero conquistato con la fama e le pubblicazioni finalmente con lettori che non fossero loro stessi ogni dì.


Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani insistevano seriosi nella loro ridicola impresa interpretandosi dandosi voti scambiandosi versi citandosi fotografandosi dietro targhette con scrivania mentre gracidavano versi verso l'universo che manco sapeva esistessero e se li scoprivano con potenti telescopi li ammiccavano un attimo sorridendo e scuotendo la testa.

Gonfiandosi oggi gonfiandosi domani... BUM! BUM! BUM! Scoppiarono insieme le rane gracidanti ontologia, come una vera famiglia, una dopo l'altra - con gerarchica scaletta a partire dal Gran Rana Modulatore seguito dal Rana Carbone Dorato e dal Ranocchio Caporalmaggiore seguiti dalle raganelle volenterose ancelle - come un fuoco d'artificio bagnato e loffio e nessuno nell'universo poetico se ne accorse. 







IL PIANETINO DEI FURBETTI DEL PENSIERINO

ovvero ristretto ontologico quartierino.









Il pianetino della Rane Ontologiche ha come satellite un pianetino ancora più piccolino, dove abitano i Furbetti del Pensierino ovvero ristretto Ontologico Quartierino.

Qui vivono non anfibie Rane Ontologiche bensì Mammiferi alti un mignolo e anche meno. Senza forma che non sia quella di una citazione filosofica da Aristotele a Heidegger a Derrida. Citandosi addosso, scatenando il loro eros in questa maniera, proseguono la specie accoppiandosi.

Insomma senza citazione i loro cazzettini le loro fighette non si drizzerebbero non si bagnerebbero generando l'atto sessuale che loro ritengono mistico mitico ontologico. E invece è un fatto di strofinamento e sperma come per tutti. Ovviamente la tempistica del loro fottere è minuscola, pochi minuti, come conigli, però figliano, come conigli, tante citazioni. In questo sta il loro godimento! 

Qui sono alti pensatori e pensatrici, si fa per dire, che chiavandosi citandosi sperano di, pagina dopo pagina, scrivere il loro libro ontologico, singolo e in gruppo, per salvare, con la poesia, tutta la razza dei mammiferi nell'universo. Ammesso ce ne siano, roteanti, in giro, altri, oltre agli impoetici terrestri.

Nel Pianetino dei Furbetti del Pensierino c'è il mammiferino, vero e proprio sacerdotino, che teorizza la ristrettezza dei corpi nella punizione ed estasi di cotanto coriandolo come necessario pertugio verso l'immensità; c'è il professorino di fisica mitica che disprezza i farmacisti (e non si sa perché!); c'è il sincretista snob che s'ubriacò sulla terra con una goccia di champagne in Provenza pescando trote con la lenza, che filosofeggia come una foca minuscola sulla pallina plastichina; c'è la filosofa neo-convertita sulla via damascata della poesia furbetta ontologica dopo esser caduta, non da cavallo, ma aver picchiato una musata nella plastichina roteata dal sincretista minuscolo snob, tanto da convertirsi e scoprire il gioco della citazione con annessi e connessi. 

Insomma il Pianetino dei Furbetti sibila a denti stretti che, assieme alle ontologiche rane, cambieranno la poesia galattica dall'oggi al dimane.

Per scoprire intercettare, il Pianetino dei Furbetti del Pensierino, scoprire la sua esistenza, non basta un telescopio terrestre o spaziale potente come nel caso di quello delle Rane Ontologiche, esso è un satellite, pertanto lo si scopre, dove e come sia posizionato, soltanto con complessi calcoli matematici riuscendo a decifrare almeno qualche parola rilucente citata od eroticizzata... e ovviamente nessuno ha interesse per questi buffi e disperati mammiferi, che, sembra, nonostante i loro accoppiamenti, ogni dì, siano destinati ad un'estinzione rapida. 






Claudio Di Scalzo detto Accio: A Chiara Catapano sul consumo di Giovanni Boine DISCORSI MILITARI con l’uso della Disfania della Nuova Ontologia Estetica. (Pubblicato agosto 2019)




Febbraio 2017 - Euro 15,00 - Pag, 270









Claudio Di Scalzo detto Accio


A Chiara Catapano sul consumo di Giovanni Boine

DISCORSI MILITARI 

con l’uso della Disfania

della Nuova Ontologia Estetica
Piccola vicenda umoristica senza importanza.

(AGOSTO 2019)




Questa è una vicenda umoristica. Senza importanza. La racconto da bancarellista. Che coinvolge un piccolo libro e un grande poeta: GIOVANNI BOINE.



Accio


Ho cessato ogni attività estetica, se mai così potesse venir considerata, nei segni nelle scritture e immagini dopo il 9 gennaio 2017 naufragando L’Olandese Volante Transmoderno. Adesso faccio il bancarellista di libri e fumetti usati a Lucca, il lunedì,  se ne ho voglia se non sto, in viaggio o stanziale, con Sara Cardellino.

Se tiro su ancora reti, per scritti e immagini, come il Pescatore di orate che sono a Bocca di Serchio, friggo il pescio nella coppia. Non per venderlo o mostrarlo.





Accio: Giovanni Boine





Sono stato sul web 20 anni. Con blog e siti. L’ultimo L’Olandese Volante:   inverno 2011 - 9 gennaio 2017. Altri venti precedenti impegnato in vicende estetiche delle quali non conservo memoria né testi né immagini se furono pubblicati. Il resto in soffitta. Punta dell’iceberg. Se mi venisse voglia di rileggere ancora guardare cataloghi, ma non mi verrà,  chiedo a Sara Cardellino che conserva tutto; o vado dal gallerista amico di Livorno.

Non ho nemmeno il libro per il Centenario della morte di Giovanni Boine (12 IX 1887 - 16 V 1917) edito dalla Fondazione Museo Storico del Trentino: “Discorsi Militari” nella collana “Passato Presente”. Assieme a scritti semi-inediti pubblicati in obliati giornali e scelta di lettere.

Ma è proprio da questo libro che mi vengono a scadenza regolare... noie.

Qui nasce la vicenda umoristica che racconto. 



Boine apprendista scheletro moine

2013 -Illustrazione per "La storta vita.

Chiacchiera sulla tomba di Giovanni Boine
"




Rammentai, anni fa, navigando con L’Olandese Volante, a Chiara Catapano, studi e pagine dei tempi universitari su Giovanni Boine sospinto da Silvio Guarnieri. Poi come altri cessati e lasciati a metà.  Ripresi in mano quando Antonio Tabucchi insegnava all’università di Genova perché secondo lui erano degni di pubblicazione nella casa editrice ligure Costa e Nolan, discretamente diffusa, che aveva editato due volumi di “Letteratura ligure del ‘900”. Doveva scriverci una recensione non so più se per l’Indice o la Rivista dei libri o se per qualche quotidiano. Poi andammo a cena in gran ristorante a Forte dei Marmi dove tentò di convincermi a concludere il pacco dei fogli su Boine. Ebbi voglia della cena non d'apparire saggista. Non m’interessai se l’articolo l’aveva spedito. 

Ho ceduto invece all’insistenza di Chiara Catapano. Alla quale nel 2012, a Lucca in Corte del Biancone,  donai il libro Garzanti su Giovanni Boine, trovato sulla bancarella. Metà prezzo.
Senza intuire il prezzo salato che avrei pagato cinque anni dopo per il Centenario del poeta.

“Bisognerebbe inventare qualcosa su questo poeta”, disse, "tu hai scritti perché non li pubblichi?". "Troppo lunga la faccenda", risposi, "casomai rieditare i “Discorsi Militari” e dimenticati scritti apparsi su giornali del tempo. Li scriveva per mangiare ma sono fondamentali. Rivelano Boine in filosofia storia musica".

Molto determinata, Catapano, prese contatti con editori critici studiosi università Biblioteca Nazionale. Ritrovò gli scritti. Prese contatti con il Museo Storico del Trentino. Presentò schema coi titoli da ripubblicare. La Fondazione volle qualche notizia sui possibili curatori, se avessero insomma un curriculum.

I dirigenti del Museo, con i quali non mi sono mai scambiato neppure per lettera, ha fatto tutto la poetessa, diedero l’assenso leggendo che avevo pubblicato da Feltrinelli che svolsi tesi sull’Interventismo e Neutralismo nella Prima Guerra Mondiale citata, lo scoprii allora, da altri studiosi (è ospitata nella Biblioteca FRANCO SERANTINI di Pisa, anche come esempio di saggio su eventi storici visti dalla parte del proletariato e delle sue organizzazioni socialiste e anarchiche); poi che avevo pubblicato sull’arte degli anni dieci e venti, e che disponevo del portale, L’Olandese Volante, per sospingere la pubblicazione.

Il libro sarebbe uscito per il Centenario della morte di Boine nel maggio 2017. Presentato nel Museo e ad Imperia ex Porto Maurizio.  Nella città dove il poeta risiedette grazie allo studioso di Boine, Andrea Aveto, che contattato da Catapano avrebbe scritto alcune pagine di prefazione dando sigillo accademico al tutto. Ha cattedra in università a Genova, meritoriamente, perché studioso serio. Non della domenica. Accettai la prefazione anche se necessariamente vaga non dava conto dell’operazione nata sull’Olandese Volante Transmoderno. Sorvolai sull'accennata cura che non avevo avvertito.
La feci contenta. 
M'industrio a che le persone siano felici. 
Tanto a me di apparire saggista o studioso non me ne fregava nulla. 
Mi dedicai ai “Discorsi Militari” per mostrare che L’Olandese Volante poteva illustrare e scrivere in maniera transmoderna sugli autori della poesia italiana senza compiere mercificazione o consegnarsi a editori soliti. Evitando il predominio novecentesco dell'accademia dei mandarinati. Pagina elettronica e Museo. Soviet di critica libertario. Un'altra illusione che sarebbe svanita presto.




Accio: Giovanni Boine parla di Isit




Per la copertina, pur avendo (come lo si può facilmente scoprire sull’OV o in rete e qui) competenza di illustratore e pittore di Boine (riversato anche nell’espressionismo da fumetto. Discreta novità) accettai che a disegnarla fosse Stefano Parolari amico della poetessa. 
M'industrio a che le persone siano felici. 
Con questa persona non mi sono mai scambiato. Né mai ho ricevuto ringraziamento.

Il 9 gennaio 2017 seppi da Facebook che Chiara Catapano era entrata senza informarmi nella Redazione de L’Ombra delle Parole. Manco sapevo esistesse. Non avendo mai cercato connubi contatti entrature pubblicazioni recensioni in altri siti.

Navigando in Rete scopro che il 28 dicembre 2016 Catapano ha pubblicato, senza informarmi seppur accudendo con me il libro ricordato, sulla rivista L'Ombra delle Parole, l'antologia: Giovanni Boine (1887-1917). POESIE SCELTE. LA PUNTA DELL'ICEBERG, incorniciandola con una teoria che non conosco. La Nuova Ontologia estetica. Nel testo di presentazione si dimentica di dire che L'Olandese Volante che dirigeva con me ospita da anni testi di Giovanni Boine con illustrazioni e interpretazioni transmoderne. Nelle sue note biografiche afferma che sta curando i "Discorsi Militari" di G. Boine. Il mio nome e ruolo non viene ricordato. 

Un mese dopo esce il libro costo 15 euro “Giovanni Boine: Discorsi Militari”. 

Non incontravo Chiara Catapano, di persona, dall’ottobre 2014 avendo lei problemi di salute. Al telefono non è raggiungibile. Le scrivo una lettera dove trapela sconcerto e irritazione per quanto sta accadendo. Vengo bloccato su Facebook e sulla posta. Stando in ospedale per mia madre quasi morente lascio perdere la questione. Tornato a Vecchiano, in Rete, la scopro guarita, e ne sono felice, a Roma, in presentazioni di libri con Steven Grieco Rathgeb e Giorgio Linguaglossa. E spero guarisca anche mi.mà. Alla quale nel suo straniamento post operatorio dell'operazione al cuore quando mi chiederà della poetessa di Trieste tanto gentile che anni prima le aveva portato la crema per le vene varicose ospitandola nel cascinale vecchianese... dovrò dire che Chiara Catapano non è mai esistita. Che se l'era sognata. Mamma non è mai esistita sennò mi avrebbe cercato per sapere come stavi, al telefono, o addirittura sarebbe venuta per aiutarci a casa nostra ancora. Catapano non è mai esistita!
Le stavo dicendo la verità. 

Chi scrive per Giovanni Boine di Malattia Dolore Morte e non trova il tempo per informarsi almeno in un telefono della sarta che tanta simpatia le aveva mostrato donandole i dolcetti "cicalini" per il viaggio di ritorno, non esiste, per me, come persona né come poetessa. Neppure se vincesse il Nobel. 

Bisogna portare rispetto per le donne semplici con la quinta elementare e per i loro figli che le accudiscono nel pericolo. Mia madre non è un'accademica una intellettuale ontologica né ideatrice di collane editoriali né ha diretto la rivista teorica della multinazionale del rame SMI né carceri speciali per detenuti politici... ma pur'ella necessitava con me nel gennaio 2017 di almeno una parola di conforto. Giovanni Boine avrebbe saputo trovarla... per la sarta proletaria per la vedova di un partigiano. Che cucinava per miei amici sfruttati nelle fabbriche del rame per folli estremisti del comunismo! 

Non si entra nella vita delle persone come si cambia taxi. Chi ha questa postura... inutile l'abbellisca con orpelli mitologici. E comunque "chi si somiglia si piglia" dice il proverbio. La sua recita comunista anarchica era burletta ecco perché sposa l'ontologia in tutta fretta il 9 gennaio 2017  dando a me alla Nada silenziosa disdetta. 

Pertanto quanto Chiara Catapano ha scritto o scriverà sul poeta e di poesia non vale, per me!, niente. Non esiste. Chi non esistette per dare conforto e consolazione non esisterà neppure nella parola poetica. Ci sono rovesci crudeli in giro e sono indipendenti da me e da ogni altra movenza intellettuale: si chiama Religione.

Non verrò invitato alla presentazione del libro. A Trento curato dalla poetessa. Né sarò al Convegno di Imperia dove Boine viene presentato da Chiara Catapano incorniciato, come già ripetutamente sull’Ombra delle Parole, con la Nuova Ontologia Estetica e con una parola nuova la DISFANIA.

Sono stato tentato di apparire al Convegno a Imperia. Perché sia detto, ne devon mangiar di pane ontologico per scrivere e disegnare come me! 
Ma poi avrei detto che la Disfania è una lebbroseria sulla vita già di Boine ria. 
Avrei scherzato. 
Mi avrebbero querelato. 
Messo in nota alla questura come sovversivo persecutore. 
E Sara Cardellino mi ha frenato. Avrei anche detto che la “porosità” scoperta da Steven Grieco Rathgeb sulla scorta di Gilles Deleuze l’han già scoperta e teorizzata quelli del deleuziano Collettivo 33, comunisti, venti anni prima. Ma ovviamente la coppia ontologica questo non lo sa. 
E scrivono e scrivono e scrivono su se stessi e Boine specchio, in Frantumi?, con enfatica patetica autoreferenzialità. 
Epperò chi tutto sa, traduci grandi editori, che Deleuze con studiosi dai libri scientificamente tosti a corolla, lo conoscon davvero... tiran le somme condannandoli a pubblicare presso editori da incubo vita natural cosmopolita durante. 

Ahimé. La dura legge di qualità dell’editoria senza porosità.





Accio

Giovanni Boine legge i Discorsi Militari



Adesso comincia surplus di umorismo in questa vicenda.

Che rivelo. Sperando cessi che parecchi lettori mi scrivano cercandomi, stando nel libro su Giovanni Boine, come curatore di alcune sue lettere (sic!) e per criticarmi come autore della copertina (doppio sic!) che trovano in tanti scura e poco illustrativa. E chiedendomi cosa sia la Disfania.

Svelo l’arcano umoristico.

Avendo Chiara Catapano in alcune note on line e su l’Ombra delle Parole affermato che ha curato i “Discorsi Militari” e gli scritti semi-inediti, i lettori-navigatori mi cercano come curatore delle Lettere-Carteggio di Boine. 
E devo rispondere che è esattamente il rovescio, che la parte centrale del libro, anche per pagine, è quanto ho scritto sulla fondamentale e discussa al suo tempo opera, DISCORSI MILITARI, del poeta e saggista. Che gli scritti filosofici e letterari li ha attraversati il sottoscritto con critica obliqua e narrativa. Mentre la poetessa cura lettere di Boine con alcune didascalie.




Giovanni Boine OSSO DURO

Illustrazione per "LA STORTA VITA.

CHIACCHIERA SULLA TOMBA DI GIOVANNI BOINE.



Proprio non so, carolei, perché la poetessa ed ex direttrice dell’Olandese Volante faccia così. Le scriva. Io non posso sono bloccato ovunque. E poi, sia detto, la questione poco m’importa.

Quanto alla copertina non è mia bensì di Stefano Parolari. 
Penso che se ci fosse stata una mia immagine di Giovanni Boine più colorata e più da illustrazione sarebbe stato meglio. 
Però non me ne frega niente sia andata così. 
Il pittore cercava di essere conosciuto spero ci sia riuscito. Se poi lo scambiano per me che posso farci? Il mio stile è diverso.

Sulla Disfania non so che dirle. Veramente. A me sembra una comica. Ma non vorrei apparire irriverente. Essere querelato. A quel che ho inteso, ma li capisco poco quando scrivono sono troppo difficili per me,  è una variante ontologica ideata dal viaggiatore in oriente poeta traduttore critico scrittore Steven Grieco Rathgeb, forse indiano dell’India, stando al cognome, e perfezionata da Giorgio Linguaglossa per interpretare Giovanni Boine e le sue opere e molto apprezzata dalla poetessa Chiara Catapano che ci mette del suo con entusiasmo. 

Vede carolei, oltretutto ho un problema grosso, avendo la poetessa in questa rivista di poesia internazionale Nuova Ontologia Estetica, N.O.E., portato il mio nome e cognome i motori di ricerca mi ficcano lì, ma proprio non voglio starci. 
Ho chiesto fin dal 2017 alla poetessa con sintetica e-mail, redattrice e co-amministratrice del sito come recita Linkedin, di togliermi dalle sue note biografiche. Però non intende. Mi colleziona?

Che posso fare più di così? 
Già erbari ornitologia altri personaggi nati sull’Olandese Volante (2012-2017) son stati lì traslocati assieme a Giovanni Boine. Non credo sia accaduto qualcosa di simile a qualcun'altro on line. Da qui il mio ritenere il tutto da "Salon Caricatural" con il Baudelaire più ghignante. 

Non ho niente a che fare con questo evocare l’ectoplasma di Giovanni Boine in sedute spiritiche ontologiche per battezzarlo con Pavel Florenskj in Disfania mi creda. 
(Per capire la cantonata che prende basterebbe avesse letto qualche lettera in più dove Boine definisce "adorazione estetica della religione" ogni tendenza misticheggiante). Aveva già una brutta malattia. Né secondo me è adatto a renderlo poroso, casomai sabbioso stando sul mare. E sabbiato nel cimitero a Porto Maurizio. 
Mi sembra una Bêtise enorme tutto questo loro scrivere su Boine. Detta con Flaubert. 
Ma non vorrei esser querelato. Che quanto scrivo veritiero altroché sia scambiato per persecuzione o polemica calunniosa. Veramente con queste persone non voglio avere niente a che fare! 

Sono un ex in estetica pure anarchica. Faccio il Bancarellista e il Pescatore di Orate e il contadino al Campo della Barra. 
Della cultura poetica non m'interessa nulla. Né di me, di striscio, in essa. 
Vivo felice con una bella musicista. Tra Venezia e Pisa.

Però concludo da umorista e scrivo:



NON HO NIENTE A CHE FARE CON ESTETICA ONTOLOGIA NÉ CON LA DISFANIA
PERCHÉ SECONDO ME TUTTA LA POESIA PORTAN VIA.

In ogni caso  la DISFANIA non sfagiola, non convince, neppure Wikipedia, come da link qui sotto pubblicato. Spero se ne faranno una ragione Catapano Grieco-Rathgeb Linguaglossa. BOINE non vuole queste MOINE.

E chiedo di non essere più così usato dopo esser stato ripudiato. Rima.

C’è chi vive di Disfania chi di pesca col libeccio mammamia!




Accio: Giovanni Boine con Isit




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