Tellus annuario 30 - 2009 - l'ultimo progettato da CDS
che in modo inequivocabile testimonia
l'ideazione Tellus/Tellusfolio
Arte-Pensosità-Letteratura
CLAUDIO DI SCALZO
LA VERITA' SU TELLUS E TELLUS FOLIO...
All'Architetto Giuseppe Galimberti, alla prof.ssa Gabriella Rovagnati, ad Enea Sansi della Editrice Labos/Cooperativa Labos, al prof. Oreste Muccio assessore alla cultura del partito Democratico di Morbegno che presentano (sabato 11 maggio 2013) L'Almanaccone - Tellus 33 Annuario di arte pensosità e letteratura, faccio i migliori auguri per il successo della presentazione culturale ma ricordo loro tre punti, il mio ABC di Verità:
A) Ho diretto e inventato l'annuario TELLUS (2003-2009 garantendogli la diffusione nelle librerie Feltrinelli avendo pubblicato allora con questo editore) per sei numeri, ed esso continua ad essere venduto dall'Editrice Labos senza che mi venga corrisposta alcuna remunerazione. Né io ho dato mai il mio assenso a che quanto di mia invenzione come "Arte Pensosità e Letteratura" venisse usato senza il mio permesso da altri direttori e curatori dell'annuario.
B) Sulla scorta della rivista-annuario TELLUS (che ha una sua storia culturale inequivocabilmente rappresentata dai fondatori della stessa nel 1990 e cioè: Marco Baldino e Claudio Di Scalzo, storia che è scorretto appropriarsene da parte dei nuovi curatori dell'annuario a partire dal numero 31. Corretto sarebbe inventassero una loro intelaiatura teorica e culturale se ne sono capaci) ho fondato e diretto dal 2005 al 2009 il Giornale Telematico Glocale Tellusfolio complessivamente e nelle sue rubriche e sezioni culturali di mia invenzione: Tellus Critica della Cultura. Tutto quanto da me prodotto come testi e immagini e manualistica viene usato senza il mio permesso e così Tellus Mostre e Fotoalbum e Manuale Tellus scolastico
Grazie al mio lavoro creativo Retesì di Sondrio ha donato gratis la sua tecnica all'invenzione del sito TELLUSfolio per anni. E di questo chiamo a testimonianza l'AD Claudio Rossattini e Claudio Bonini.
C) La Cooperativa Editrice Labos di impronta radicale (nei soci Francesco Lazzeri, Anna Rapella, Vanna Mottarelli, Alfredo Mazzoni, presidente Enea Sansi) nel dicembre 2009, a notte, ha cambiato la password al sito, e ha sequestrato duemila miei scritti ed immagini avendo io idee diverse sulla presenza politica del Partito Radicale nel sito stesso. Usando da allora, senza il mio permesso quanto è frutto del mio lavoro e della mia creatività. Linkandomi ad autori con i quali non ho alcun rapporto, inserendomi in argomenti che non mi interessano, ricavando pubblicità dai miei scritti ed immagini. Tutto ciò lo ritengo una vera e propria violenza e nonostante i miei sforzi non sono riuscito a rientrare in possesso quantomeno di un centinaio di scritti su libri in corso e foto di familiari. Stefano Rodotà nel suo libro recente "Il diritto di avere diritti" scrive che è un diritto non essere "usato" on line contro la volontà dell'autore e della persona. Lo ribadisco qui su questo blog. E ne informo i curatori dell'evento, la stampa locale, i partiti, i valtellinesi, ed i navigatori.
Informo pure che TELLUS è stata donata, gratuitamente, da Marco Baldino, nel 1997 alla Cooperativa Labos in cambio della distribuzione. Fra l’altro scarsamente avvenuta. Ma, ripeto, la storia, gli investimenti, le spese sostenute, il lavoro riversato nella rivista, compresa la pubblicità trovata, è sempre stata frutto del lavoro del primo direttore e del secondo. Presentare TELLUS come prodotto editoriale della Cooperativa è una menzogna! Che spero cessi è venga riconosciuta la verità. A me, ovviamente, la proprietà degli scritti e delle immagini e la possibilità di togliere dal sito quelli che ritengo opportuni. Poi l'annuario e il giornale Tellusfolio potranno proseguire come meglio credono la loro esistenza su carta e on line. La Cooperativa Labos -'L Gazetin si è battuta perché la casa Gianoncelli non fosse espropriata da un fallimento non capisco perché espropri così il mio lavoro e la mia casa culturale! Senza alcuna gratitudine per un lavoro giornaliero donato gratuitamente per otto anni. Senza riconoscere nel sito il mio ruolo. Consentendo che altre firme - impegnate nella difesa dei diritti civili e spero ravvisino la loro contraddizione - usino il mio lavoro intellettuale costato sacrifici, denaro, tempo. Anche il mio è un diritto di libertà negato. E intendo rientrare in possesso di quanto è mio. Come autore e come cittadino.
QUI
che mi aiuterà nella mia battaglia di libertà