lunedì 2 febbraio 2026

Claudio Di Scalzo: Stamattina con la punta di lapis bianca in petto (Giasone per Medea Topino Virgolina T. Vir)

 


 CDS: "Hermes con Medea Topino Virgolina" - 22.1.2012







Claudio Di Scalzo
                                                         
DISEGNO PRESO IN PEGNO


Stamattina è una punta di lapis bianca nel petto
l'Hermes di Prassitele che si trova a Delfi
io di me non so più nulla
la punta sa che sto in braccio a un segno
che sul Bastione di san Colombano a Lucca
avrà l’alfabeto dei passeri
fuggiti dalla gabbia del Dio.
Come la matita mi disegna
In favola di costole e battiti di sangue
Così sta il mio corpo tra le braccia
Di chi aspetto. Di chi vedrò. Riconoscendolo
Tra mille e mille e mille uomini. Forte statua
Pulsante gli ridarò le membra perse, il cammino.
Mi spiegherà come ha fatto a trovarmi,
come ha avuto notizia della mia attesa.

Lunedì 22 gennaio 2012


Hermes di Prassitele, Delfi








NOTA CDS

Giasone e Medea Topino Virgolina sono personaggi di un Poema grafico in progress per vari generi letterari, del quale pubblico alcune parti sia su L'Olandese Volante - I luoghi stanno tra la Grecia e Lucca.






Giasone e Medea Topino Virgolina (Medea T. Vir),  sono personaggi da me ideati  nel 2009 sul Giornale Telematico Glocale (lo dirigevo) TELLUSfolio  - Tutti i personaggi da me ideati sono copyright di Claudio Di Scalzo e soltanto su mia autorizzazione - alcune volte l'ho concesso ad altre firme come accade nel fumetto e nel cinema - possono usarne nome e cognome  e vicende. Sull’Olandese Volante alcune parti di quest’opera composta da diversi libri.


Le “Avventure di Medea T. Vir e Giasone”  sono pure un poema grafico, illustrato con poesia visuale  e dipinto composto da sequel e prequel. Alcuni esiti sono in custodia presso la galleria Peccolo di Livorno. 


  

giovedì 22 gennaio 2026

Aglaia: Quando sono morto per amore. Un violino, un finale romanzesco. Raccontino.





Ieri sono morto. Mentre morivo ho sentito le note del Concerto per violino e orchestra di Sibelius. Ho inteso che quella musica struggente era per me che stavo morendo, o per essere più precisi per me che avevo perso l’amore assoluto e allora tanto valeva che morissi per questo dolore.
Appena si modula l’adagio molto dal violino di Oistrack sento la voce di Carmaux che dice al suo amico Wan Stiller: “Guarda!, il Corsaro Nero piange”. Mi sono chiesto cosa c’entrassero due pirati di un romanzo che leggevo da piccolo con la mia situazione di morente. Poi l’ho capito. Carmaux e il suo amico guardavano me. Un uomo audace che spezzato dall’amore diventa fragile. Ero io che avevo gli occhi umidi, le guance rigate. A quel punto credo proprio di essere morto, anche perché il dolore era insostenibile.

Al mattino la gente mi ha salutato come al solito. E io come al solito sono stato cortese e sorridente. Non era cambiato nulla. Ma quando, nella pausa dal mio lavoro al Catasto centrale, ho provato a scrivere, qualcosa in più, oltre a questo resoconto, ho provato una grande indifferenza. Una piccola nausea. Ho inteso che ero morto alla scrittura sopravvivendole. Sono un altro me stesso, e non posso dire di star male. Sul perché ho tanto sofferto fino a morirne l’ho dimenticato. Ma deve essere stato terribile, avevo la fronte liscia, ora la solca una ruga profonda, come rimarginata ferita da lama. Aglaia

                                                                             °°°

Jean Sibelius, Concerto per violino e orchestra - David Oistrakh e l'Orchestra della Radio di Mosca - Febbraio 1966

I movimento, parte 1

http://www.youtube.com/watch?v=3SvAf-QbuvQ&feature=related

I movimento, parte 2

http://www.youtube.com/watch?v=yJOCquXwh1A&NR=1

mercoledì 7 gennaio 2026

Claudio Di Scalzo detto Accio: "Non posso dar lezioni su Nulla". Strapaesano Telematico col pensiero selvatico fino a Kaspar Hauser Metamorphose KASP.HAU.M. 1995/2025



"ACCIO BELLUINO" 
 40 x 50 tecnica mista su carta. 1997



Claudio Di Scalzo detto Accio

“NON POSSO DARE LEZIONI SU NULLA”, 


non posso dare lezioni su nulla
che non sia brezza del mio pensare animale
soppesando quanto ancora di umano contengo.

Il resto: sementi di ipocrisia
capitoli scritti da altri.
Misture di un'arte che annuso
con andamento leonino schizzinoso.
Perché a me-m'incantano le discariche
dei poveri linguaggi manomessi
dove il bello si spreca e non si ruba
nemmeno quando l'orologio sociale
a fine mese rallenta regalando tempo
che ti frulla. Da tenere sul pelo.



Accio: "Animaleria combustione Fantasia" - 1995




Non ho mai pubblicato una critica letteraria - non ho titoli per farlo non essendo Baldacci Contini Garboli Anceschi Timpanaro - su di un testo un libro una produzione estetica on line o di autore e autrice vivente. Soltanto, a volte, mi sono occupato di autori e autrici importanti per la mia formazione che fossero Kafka (della tana della animalità, sia detto) o Lenz o Gauguin o Jeanne Hébuterne o Atget fotografo o Debord filosofo e Boine frammentista. 

Ho dimenticato le riviste, dove pubblicai, col contagocce, non ne posseggo copia, neppure di alcuni cataloghi d'arte sulle avanguardie francesi lettriste situazioniste sull'Art Brut o Medardo Rosso. Se ne ho bisogno vado a Firenze alla Biblioteca Nazionale. O alla Galleria Peccolo dove collaborai. Non mi è interessato "figurare" intellettuale o autore in qualche estetica. Sono in rete dal 2000. Valchiavenna on line (2000-2005); Tellusfolio glocale e Tellus rivista (2000-2010); L'Olandese Volante (2011). 

Social app varie quotidiani on line riviste gruppi soggetti nominatisi esperti hanno annientato la prateria-web libertaria o il mare acquoreo libero. Amen. A meno di inventare altri strumenti di produzione,  ogni utilità della cultura on line a fine sovvertimento è defunta.

Nel decennio precedente l'arrivo del web, negli anni novanta, proposi ai pochi lettori che incocciavano la rivista TELLUS una sorta di “pensiero selvatico”; da qui “Non posso dare lezioni su Nulla"  che in me, dallo “Strapaesano glocale telematico”, dal 2000 in avanti s'è evoluto nel personaggio di KASPAR HAUSER METAMORPHOSE che usando vernacolo e fumetto e innesti filosofici regrediva al linguaggio incomprensibile al lallismo infantile post-dadaista beota. C'è qualche capitolo sull'OLANDESE VOLANTE CDS/BARRA ROSSA.

Lo proposi, 2005, con illustrazioni come l'ACCIO BELLUINO su TELLUS rivista carta e sui miei weblog. Asse portante l'uso accanto al pensiero sovversivo comunista eretico od ortodosso anche quello solitamente etichettato come di Destra: mischiando sia Stirner o l'Heidegger ultimo in baita (RESTIAMO IN PROVINCIA) o Junger vicino a Debord e Deleuze e Foucault, senza farne trina o cortina citazionista posmoderna; ipotizzando una prassi di lotta sovversiva-web, quasi da Cyber/Soviet, unitamente all'idea di Comunità di Stirpe (Alisdair McIntyre) di Località intesa come Heimat pure nei linguaggi, barbari o selvatici, che furono coltivati dallo Strapaese italiano coi suoi Maccari Malaparte e Tozzi. Perché l'ACCESSO AL PENSIERO POESIA ESTETICA LETTERATURA non passasse dopo ogni tramontata, per fortuna, gerarchia accademica mandarinato universitario editoriale, con l'arrivo del web, ancora sotto una ricostruita gerarchia web. Cosa puntualmente accaduta anche se nel 2025, da sempre, questa gerarchia on line non ha più alcun potere con lo sviluppo di nuovi social e app. 

NON riconoscere alcuna AUTORITà politica né estetica anche on line. PIANURA WEB e ACQUOREA. Orizzontale. Senza più niuna gerarchia verticale è stata è sarà, anche se progettassi un OLANDESE VOLANTE 2 o NOVA TELLUS nel 2026, la mia prassi e postura.


Kaspar Bibò Hauser. Anni novanta. cds



Ripenso con simpatia al massimo della selvaticheria, affidata a KASPAR HAUSER METAMORFOSI tornando allo stupore primigenio balbettante. La bontà assoluta incognita nel mondo senza alfabeto.

Allora... Apriti cielo! Sulla "Rivista dei Libri" si scomodò addirittura un tal Piero Cudini accademico di vaglia, alla Normale di Pisa, nel 2002 salito al cielo a sdottoreggiare su qualche nuvola da morto colto, che definiva il mio libro feltrinelliano “Vecchiano, un paese. Lettere a Antonio Tabucchi”, 1997, il primo tassello di una follia dove gli estremisti della cultura comunista e reazionaria si incontravano. 

In realtà il critico usava la recensione al libro per colpire Tabucchi e farlo passare per un bozzettista che nel paesello viveva empiti rustici. Difatti Tabucchi inorridì alle mie tesi che ricavavo dal romanzo epistolare. Sommando critico accademico e scrittore cosmopolita capii che avevo ragione. Lasciai ogni legame con il grande editore Feltrinelli e mi ritirai sul web a praticare il “pensiero selvatico”. Con accosto la rivista Tellus che pubblicava vite non illustri. Risultato? Fallimento epocale fino all'Olandese Volante. Pur'esso naufragato nel gennaio 2017 con le pistolettate della Legge Poetica sparate dalla Robert Ford/Chiara Catapano per conto d'una rivista ontologica; ma poi l'OLANDESE VOLANTE ha avuto ancora vento in poppa grazie al petrarchismo di ACCIO e CARDELLINO.

Rileggendomi... penso che se fosse maturato un "pensiero selvatico" per un accesso comunitario, e non più come singoli in estetica carriera, ai linguaggi, partendo dalle province dalle discariche, dalla negazione di ogni gerarchia di colti e produttori di merci estetiche, oggi esisterebbe un movimento di sovversione politico e nelle arti fortissimo e non i quattro scemi di qualche centro sociale che sviliscono l'Anarchia così come i vari poeti e poetesse e letterati impegnati sotto le bandiere di una generica "Sinistra" per svilire mortificare obliare cassare ogni Comunismo Marxismo e lotta alla mercificazione estetica che fu la bandiera d'ogni avanguardia e singoli da Rimbaud fino a Debord. 

Infatti se esiste il rinnegamento POLITICO praticato dalla fine anni Settanta dalla sinistra extraparlamentare dal PCI ne esiste uno altrettanto volgare e ingiustificabile nelle ARTI anni SETTANTA tutte convertite dal vantato comunismo eterodosso al liberista OSSO editoriale museificato gallerizzato ecc. 


L'incipit nella poesia... afferma che il soggetto, selvatico, non può dare lezioni su Nulla. Forse perché ogni causa è fondata su Nulla? Dunque fa capolino Stirner. Poi il pensiero, filo di vento fresco, sceglie il pensiero animale contro ogni postura cerebrale modellata da teoria saperi umanesimi vari ideologie addomesticanti corpo e appunto pensiero.

La ribellione è totale. Per nature-lupo non certo per cani e cagne in cerca di ciotola culturale guinzaglio e cuccia in qualche teoria letteraria o estetica o moda politica.

Si sceglie l'artiglio della bestia il morso l'uggiolare se ferito la parola incomprensibile dell'intrappolato o del selvaggio correre in qualche foresta residua. Il balbettamento idiota alla Kaspar Hauser in metamorfosi.

Animali simili stavano accosto ai Galli evocati da Rimbaud.
Ai trapper di London. Alle squaw di Finimore Cooper. Stavano accosto alle case rifugio di Jesse James. E difatti uno di loro annusò la Robert Ford come traditrice e gli abbaiò contro ma il pistolero ormai si fidava della torbida codarda imbarcata sull'Olandese Volante.


L'erbario di Accio - 1986, cds




I sementi, le piante, gli erbari, sono oramai appaltati a occhiuti giardinieri, nelle istituzioni nei media, fino ai miserabili blog dove con le toppe al culo sentendosi accademici qualche vanesio teorico modella i bonsai nominandoli foreste e le pianticelle femmine sequoie e invece sono ninnoli per "feste altrui". Questi semi piante sono ipocrisia allo stato vegetale vegetativo sono sempre "scritti da altri", chi è nato o ambisce alla foresta, non accetterà mai questi “capitoli” per libri d'altri. Da esporre in vetrina. Anche sul web.

E se vien raccolta come estetica da qualche funzionario circondato da ancelle nominate rare essa puzza di “puttaneria” da cavalcavia. Sugli snodi di oscene periferie dell'editoria e della rete. E i puttani e le puttane son più nobili di poeti e poetesse perché non ritengono i loro culi le loro fiche le migliori del mondo. Sanno di vendersi, poeti e poetesse lo obliano coi loro librettini premini commentini, nella puttaneria non la si fa tanto lunga: si va al sodo. Alla eiaculazione e relativa tariffa.

La selvatica il selvatico abitano transitano soggiornano prendono alloggio fino alla residenza nelle "discariche" dei linguaggi e dei corpi transmoderni dove ogni povertà mai riceve lustro interesse poeticizzazione dai cani al guinzaglio della poesia nostrana italiana.

Qui bisogna stare sapendo che qui passò il medico Céline con i suoi gatti poco umani qui bisogna conoscere il bello sprecato che potrebbe incantare i Bataille anche nelle sue diramazioni erotiche qui dove scoppiano guerre e tempeste d'acciaio riconoscere Junger con l'elmetto, qui girare all'incontrario le lancette dell'orologio sociale perché Proudhon afferma che la proprietà privata è un furto soprattutto se il soggetto che cerca di sapere tutto di insegnare la poesia e le arti ha reso privato uso il suo corpo (quante saranno le fottiture i cazzi le leccate di fica in base alla cultura da dare e da ricevere, quante le protesi per rinforzare cazzi mosci con citazioni filosofiche?) e in vendita dopo che ha provato "vergogna" incontrando i saperi nominatisi sacerdotali.

Il Tempo del Nulla è un regalo per tutti, per i sapienti e per chi sceglie la selvaticheria, tutto è nulla dalla Bibbia al cuore di Leopardi innamorato a Stirner, ma entrare da animali, morendo, nella Stazione Socrate So-Di-Non-Sapere per andare chissà dove è tutta un'altra cosa: probabile sia tutta un'altra poesia.

In ogni caso il pensiero selvatico, Marx Annuisce, è pure una maniera, transitoria, verso il comunismo nei segni, per superare ogni feticismo, che lui nei "Manoscritti economico-filosofici" indicava come perno della rivoluzione. 



L'idiozia di Pippo alla cultura alta fa scippo - cds primi anni novanta




Kaspar Hauser in metamorfosi Jolly. CDS fine anni novanta

 



Pensai, pensavo allora, una scrittura aperta a tutti coloro che si negavano alla cultura istituzionalizzata poesia prosa saperi arti. Con i segni sempre metamorfici da creare. Magari in sigla. come KASPAR HAUSER METAMORPHOSE. 

Magari anonimi. Sarebbero tornati i linguaggi originari delle stirpi sotterrati umiliati dai cicisbei adoranti il libro pubblicato la mostra realizzata la cattedra universitaria e le targhette in libreria in qualche festival a tema... in questi contesti ci starà a suo agio anche il linguaggio della sarta Nada Pardini, mia madre, con la quinta elementare così come il mestiere che fu del camionista Lalo mio padre, come quello che fu del mio amico barbiere Paolo detto il Pazzo (1949-2005); da sempre esclusi da ogni accesso alla cultura a meno di non subire gerarchia e modellazione dei colti. Se mai questa tendenza possibilità grumo rivoltoso si concretizzerà, confidavo da idiota parente di Kaspar Hauser, ovvio, grande sarà il nostro godimento per lo scacco animale da nulla e sul nulla al quale abbiamo contribuito.









sabato 6 dicembre 2025

Margherita Stein: ESTATE CON POESIA NON TRADOTTA DA VERSI NON SCRITTI. 1978/2010



CDS: "Scacchiera biancata e nerata e velata" - 1980 collage fotografico
sulla scultura di Antonio Corradini "La personificazione del lutto"
in Tellus 30 "Nomi per 4 stagioni", pag. 167, 2010.
La scacchiera fu esposta a Firenze, Galleria Zona. 
Omaggio a Margherita nel 1978





Margherita Stein nella sua casa di Monaco
Foto CDS - 2012




Robinson Jeffers: Rock and Hawk. Con lettera e poesia di Claudio Di Scalzo per Margherita Stein. 2012

  





ROBINSON JEFFERS

ROCCIA E FALCO

In questo simbolo tanti
tragici intensi pensieri
s’occhieggiano tra loro.
 
La roccia ferrigna incombe
sul promontorio dove il vento
alberi non ospita nella crescita,

provata dai terremoti, incisa
da tempeste secolari: sulla cima
s’è posato un falco.

Questo è il tuo emblema,
sospeso nel cielo in futuro;
non la croce, non l’alveare,

ma questo: chiara potenza
oscura pace, acuminata coscienza
e disinteresse estremo;

vita, e morte calma; del falco
gli occhi e l’azione sicura
unite all’immane

misticismo della pietra,
che fallimento non abbatte
e successo non dilata.

Traduzione MS


ROBINSON JEFFERS

ROCK AND HAWK

Here is a symbol in which
Many high tragic thoughts
Watch their own eyes.

This gray rock, standing tall
On the headland, where the seawind
Lets no tree grow,

Earthquake-proved, and signatured
By ages of storms: on its peak
A falcon has perched.

I think, here is your emblem
To hang in the future sky;
Not the cross, not the hive,

But this; bright power, dark peace;
Fierce consciousness joined with final
Disinterestedness;

Life with calm death; the falcon’s
Realist eyes and act
Married to the massive

Mysticism of stone,
Which failure cannot cast down
Nor success make proud.



Margherita Stein mi falca - Foto cds 





LETTERA A MARGHERITA STEIN SULLA METAMORFOSI E IL FALCO
   
Margherita Stein ***… e ci metto di seguito un Falco d’asterischi con nel becco l’aggettivo possessivo adatto a dirti del nostro legame dai tempi “politico-letterari”… ma ho davvero ben poco da offrirti in cambio delle due traduzioni da Robinson Jeffers con protagonisti il Falco che se tu sei d’accordo raccolgo sotto al titolo di “Traduzioni della rapace metamorfosi”. Forse ti accontenterai a sapere che la tua interpretazione-traduzione dei versi di questo poeta americano, che al solito conoscevo ma non fino alla nervatura che tratteggi, mi hanno sospinto dove il mio legame con il tema della METAMORFOSI assume altre e suggestive scaglie da porre sul rapporto scrittura-vita. 

Ne avevo bisogno senza saperlo. La riflessione sull’inunamismo ne è un esempio. Pensavo di accostarmi in questo luglio a Marinella di Sarzana al mito delle metamorfosi nei suoi classici capolavori greci e latini, e sono finito - grazie a te - nella California degli anni Trenta e Cinquanta, tra rocce e falchi e altri animali e altre pietrificazioni. 

Stamani nel fresco mattino aurorale ho scritto “ Dieci voli dieci falchi in uno” e ieri sera, un Omaggio a Jeffers che potrei titolare “Falco con luna. Paesaggio apuano-californiano”. 

Non ti irritare, casomai sorridi a questa inusitata rima rocciosa, perché ne fo uso al mare  tra tanti volti fin troppo umanizzati; costì un Falco, transitoriamente, con la sua fronte e il suo sguardo può starci. 
.

Tuo Accio, Marinella di Sarzana 18 luglio 2012.


                                                                   °°°


FALCO CON LUNA. PAESAGGIO APUANO-CALIFORNIANO


L’increspatura plumbea del mare supera il Falco e sul marmo apuano il becco affila. Nel sorteggio estivo dello sposo adatto la luna gli placa l’ala d’opaco chiarore. S’effonde, si scioglie l’inumano. CDS, 17 luglio 2012.


     

domenica 13 aprile 2025

Luigia Zamorano: In September a fancy cloud. All'Esploratore 2010

 

                                                                              CDS






In September a fancy cloud
A pale curl with golden leaves
Is performed on the burning grass - An ant
Time passes in our minds


°°°


A settembre capriccio
Della nuvola ricciolo pallido
Con dorata foglia si compie
Sull’erba pronta al fuoco - Formica
Nella mente l'età che viene


Luigia Zamorano


°°°


La raccolta completa delle poesie, in inglese, qui eccezionalmente, 
versione tradotta in lingua italiana, 
verrà pubblicata sull'Olandese Volante





DIREZIONE

DI SCALZO



 

Claudio Di Scalzo: Tellus Transmoderno e Accipper (Lucca Comics 2015)






Claudio Di Scalzo
ACCIPPER
(Monella Ragione)

Il bambino ACCIPPER (e la sua monella Ragione) è un ragazzo terribile che si inserisce, in modo atipico, molto transmoderno atipico, nel filone del fumetto sorto al suo albore inizio novecento dei "ragazzi terribili". Deve il nome al mio soprannome, ACCIO, che comparve sul Monello, nelle Avventure di Cuoricino e Accio (Accio era il bambino cattivo) anni Sessanta; poi al fumetto NIPPER (1933, di Brian White), e ad HORATIO (1969, Judd-Haswell) che piccolo pensa, mostruosamente, come i grandi, sul mondo. Quindi possiede una sua Ragione monella, un monologare mattocchio. ACCIPPER ha un padre fondatore in Pinocchio, ovviamente. Con Avventure in un mondo al rovescio.


Nipper - GB (1933) Brian White









NOTA

L'Olandese Volante custodisce l'esperienza dell'annuario TELLUS e continua la serie con le TAVOLE TELLUS TRANSMODERNO - TELLUS A COLORI - TELLUSFOGLIO ecc



giovedì 10 aprile 2025

Claudio Di Scalzo: “Il peluche di Alice Pagès” (2012)

                                                     

                           

CDS: "Alice Pagès nei giorni di pioggia, I" - X 2012

Il personaggio è stato pubblicato sull'Annuario TELLUS 2009
Morbegno, Labos Editrice. 















Claudio Di Scalzo
   

IL PELUCHE DI ALICE PAGÈS

Specchio Vicino al Serchio astuto e fino
Alice Pagès - Foto Vittorio Della Croce





I
Non è facile né difficile stringere l’inadeguatezza al petto. Pupazzetto di peluche. Bagnato se fuori piove forte.

Tra un esame e l’altro galleggio. Nella pioggia. Credo o fingo di credere d’esser precisa consistenza. Galleggio nuda tra le dita di Vittorio. A volte vorrei pugnalarlo. Se mi vedesse col pugnale?


Mi scuserei. Perché l’ho provocato, mentre lui era intento a portar gloria alla missione di sé stesso e degli amici in qualche discoteca viareggina, distraendolo: allora è chiaro che poi mi ritrovo in camera col peluche bagnato. C'ho rigato gli occhi col pennarello rosso: lacrime sul suo bel pelo bianco. Camera con terrazza. Terra straniera con me intenta a frugare tra pieghe delle palpebre per scovare almeno un luogo illeso da cui ricominciare a edificarsi un 'io'.


Poi sparisce la vanagloria d'atteggiarsi a eroina ottocentesca, svanisce anche quell'unica consolazione che opacizza la realtà.



Cds: "Alice Pagès e Vittorio della Croce" 



      
II

Lacrime diecimila ignare diecimila gocce sull’infranto vetro del presente diecimila volte soffiato (pineta di Viareggio quanti aghi di pino cali?) diecimila sull’impronta degli amanti (io e Vittorio) prima di diventar tomba adatta per corpi assenti?

Oggi ogni barca al molo (che immagino dell’ottocento) si raccontano avventure di gioventù - così l’anima mia ciarlatana trova compagnia a ventitré anni - e il dialetto marinaro scopre corde per legarsi al passato stando dove l’acqua cuoce mortalità di sigarette fumate al posto del “conosci te stessa”

In Vittorio l’eterno mio parlare a vanvera per dire la cosa giusta che lui non ascolta: una all’anno una a decennio una ogni cento anni. Sabbia dannata delle parole senza seduzione.

L’università mi sembra sempre escogiti un tramonto per me. Non mi laureerò mai in lettere moderne - sono antica ogni volta che mi sguscio in un frontone greco!



Claudio Di Scalzo
  



NOTA SU ALICE PAGÈS



Alice Pagès nasce nel 1989 a Pisa. Nelle sue scritture, diaristiche e in prosa breve, racconta la sua età, le sue passioni per la musica, la sua psicologia, e, molto, il legame con Vittorio della Croce. Fidanzato poco fedele.  

Alice Pagès è un personaggio su L'Olandese volante Transmoderno. Viene pubblicata in cornici di Narrative Art e Narrative Photo. E dipinta in modo espressionista. Le tavole "Quaderno di Alice Pagès" in serie progressiva illustrano le vicende del personaggio. 

L'Olandese Volante custodisce Capitoli 























sabato 8 marzo 2025

Claudio Di Scalzo: Perduta-mente giovani. Dittico. 1975






                                                          Cds "Perdutamente giovani nel prato mimosa", 1975




                                                                  Claudio Di Scalzo

PERDUTA-MENTE GIOVANI

Come certe mattinate primaverili della nostra adolescenza in cui, piuttosto che in un’aula di scuola, salivamo in collina sporgendoci da un’apertura tra i sassi a spiare il lago immobile e musicale in basso: di Massaciuccoli ma tutti qui, sulle sue sponde, lo chiamiamo lago di Puccini. Sebbene il maestro in barca sparasse schioppettate contro le folaghe componendo musica nella sua villetta all'asciutto tolti stivali e cacciatora.
 
Sulla cima del monte Legnaio, tra i castagni, in un piccolo slargo, sostavamo, pencolando, sul ciglio di un’acqua nera ch'era il lago del nostro cuore più che una cisterna. Corso il pericolo ci si sdraiava sull’erba verde a lato, in marzo, piante di mimosa "giallavano" il verde "lucentavano" i petti ansanti vincendo le oscurità cardiache. 

Dalla terra costellata di sassi filtravano segreti. 

Membro a membro si entrava in erettile consonanza con il serpente carico di certe strane lussurie riguardanti la pelle; con il cane sperduto pericoloso e terrorizzato a un tempo che passava latrando; con i corvi i cui gridi nei cieli si lasciavano dietro echi come di terra vuota: con  muschi con liane pendenti che pescavano nell’acqua stagnante nella cisterna. 

I nervi cedevano, e credevamo, così, per effetto di un tremito condiviso, di aver toccato il fondo della potenza. Era vero il contrario: tutta quella sensibilità, tutto quel sussulto, comune alla banda, se avessimo visto giusto, ci avrebbe chiarito quel ch'eravamo per davvero: e cioè: perdutamente giovani. 




                                                  Eroe da camera (perdutamente com'era)


Le carte sono state irrimediabilmente sparse lassù
In fondo al burrone dove sosto non senza rabbrividire dalla paura
D’incontrare il mio doppio cacciato tempo addietro per discordie
Su come scostare le tende della mia camera senza ferire di luce il cuore
Sensibilissimo ai miei mali scoperti per caso = nascondevo sotto il mantello
Le ali candide come gigli = non volevo sapessero del mio volo al rientro dal foglio
La mia anima accaldata lascia un labile trepestio scambiato più volte per fatica
Letteraria
Dalle vene romance.

da LETTERA, ottobre 1980, n. 21



DIREZIONE


CLAUDIO DI SCALZO
 

Cardellino e Accio: Esiste la Poesia non i poeti. Coppia mimosa nel bacio fruttuosa. 8 marzo 2019



Accio: "Coppia Mimosa in ogni bacio fruttuosa. All'amata Sara Cardellino








CARDELLINO E ACCIO

Coppia Mimosa nel bacio fruttuosa

8 Marzo 2019

ESISTE LA POESIA NON I POETI





-Accio!, questo mio pensiero te lo voglio regalare qui, in Campo Manin, per l’8 marzo.

-Cardellino siamo coppia mimosa che dev’essere gioiosa…. Spero non sia un regalo serio…

-Ti metterà allegria perché rifletterai con serietà ai pericoli che hai scampato, che io ho scampato, per come siamo fatti, insomma il regalo vale per te e per me…

-Mistero!…. Forza Sara spacchetta il dono!

-“ESISTE LA POESIA NON ESISTONO I POETI”, che te ne sembra?

-Questo frammento paradossale, è veritiero. Sottile umorismo… ma io che c’entro?

-Ciuco!... come che c’entri?!... segui il mio ragionamento-dono!... tu Accio appartieni alla poesia… ma non sei poeta… non appartieni al mondo dei poeti che seppure dicano di esistere poi non esistono… per 40 anni hai fatto poesia in decine di generi, compresa pittura e fotografia… e se hai scansato chi della poesia faceva mestiere, carriera, è perché per te vale la mia asserzione… i siti che hai inventato come L’OLANDESE VOLANTE, erano per la poesia la letteratura non per chi voleva in essi diventare autore o autrice… l’esatto contrario di quanto c’è in giro… su altri siti e blog, su Facebook… che ne dici Accio è un bel regalo che ti faccio che mi faccio?… e perché lo sia anche per me immagino tu lo sappia?…

-Certo,… intanto hai rinunciato dopo la nostra separazione nel novembre 2011, il 20 per la precisione, a scrivere poesia, a libri che ti avrebbe pubblicato un ottimo editore, e ti sei dedicata alla musica dove vale il compositore e poi l’interprete… perché anche tu, Cardellino, sei poesia senza essere poetessa… e ora diamoci il bacio mimosa che rende la scoperta fruttuosa… Ti amo Sara! E sarà per sempre.

-Anch’io Accio… tanto!… e sarà per sempre… amore affidato alla poesia… infischiandoci di firmarla io poetessa e tu poeta!... ma se ne ricavi per questo giorno una tavola a fumetto ne sarei felice. Il bacio Mimosa…










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L'OLANDESE VOLANTE ANTOLOGIA

BARRA ROSSA