venerdì 21 febbraio 2025

Claudio Di Scalzo: “Rasa al suolo nel raffreddor mio duolo” – Dittico con letterina Agfa. 2017



    
CDS: "Rasa al suolo 1" - Vecchiano 4 novembre 2012






                                                                              Claudio Di Scalzo

RASA AL SUOLO NEL RAFFREDDOR MIO DUOLO


1

In questa notte bianca in cui mi trascino stanca,

mi pare che il mio biancore

parimenti s'impressionò tra la febbre e il raffreddore!

(ma qui mancano il noce la magnolia il pino –

e tutto torna bianco nel mattino)

Sara che non si riprende dall'influenza ringrazia Accio

Mentre al balcon m’affaccio

che m'insegnò come (tra la colazione e il mare)

c'è spazio per il tachisme vecchianese nel suo

sgocciolare!

Simboleggiare

Dadaisteggiare

Surrealisteggiare
     
    





DS: "Rasa al suolo 2" - Vecchiano 4 novembre 2017

2
   

Rasa al suolo la foglia stanca

Nell’acqua della tosse come fiume

Domani risalirà verde e bianca

Alla sorgente d’ogni lume

Saran felici i minuti e le ore

Senza la tosse udrai gli augelli

Far festa scotendoti dal torpore!

Sara udrà lor suoni fratelli

Da Vecchiano  bacio lunghi capelli

Alla musicista caduta a cavallo

Del fumetto e suoi pannelli

In influenza che porta stallo


Vinca parola e segno le brume

Che la febbre sia nuovo albume

Di fantasia disegnata voce

Nel web corrente veloce  



 Claudio Di Scalzo

7 novembre 2017 – mattino presto
  
         
°°°



            
LETTERINA AGFA A SARA ESSERINO
(Prima apparizione della tavola "Raso Terra")


Cara SARA... la carta da sviluppo Agfa (come sai ne conservo dei pacchi nello studio vecchianese) ha dato questo risultato... è una ex carta da foto per camera oscura... però mettendola come abbiamo fatto sotto la magnolia del giardino vecchianese... e ritoccandone le impronte qui tra le Alpi... il risultato è questo – chiamerò la serie surrealisteggiante (anche nella parola in didascalia) “Rasa al suolo”… in fin dei conti ha accolto foglie, acqua, insetti, pallido sole…


RASO TERRA EX FOTO DI MAGNOLIA FOGLIA
 
Acquatica nel lago del respiro
Ottobre sfoglia luce
D’azzardo fumo irreale + (più più)
Vegetale sul fondo (meno meno - -)
erba dissenso agli incerti
insetti MISCHIA - Fruscii d’esibita caduta
Rasa al suolo – OI DICE - il fantasma magnolia
Ex freccia Ex carta Agfa
per sviluppo in camera oscura nell’afa.

6 novembre 2017 - Vecchiano





                       



giovedì 20 febbraio 2025

Claudio Di Scalzo: Olandese Volante e Jolly Roger Concreto Dolorante Segno. 17 XI 2010

 

                                               "EX-PAGINE - Jolly Roger CDS". Matita, acrilico. Notte del 17 XI 2010





Claudio Di Scalzo

C.D.S. JOLLY ROGER - EX PAGINE

LE PAGINE CHE AVREI VOLUTO SCRIVERE SON DIVENTATE CONCRETO DOLORANTE SEGNO, OSSA IN CROCE SUL VOLTO DELL’OLANDESE VOLANTE! E DOLGONO DOLGONO DOLGONO SE DORMO SE STO SVEGLIO SE IL TIMONE TENGO. LA SCRITTURA MANCATA E’ LA SANTITA’ CHE SOTTRAE LA STOLTA SORPRESA DELL’APPARENZA ALL’ESSERE REALE CHE SEGNO DI QUESTO MONDO VA VERSO L’ETERNO. HO LA MIA BANDIERA - SENTITE COME SCRICCHIOLA! E GEME! E GHIGNA! - MA CHE LA VEDA SENTA-SARA M’IMPORTA. FIORI POSERA’ AL POSTO DEGLI OSSI EX-PAGINE. FEDELTA’ D’AMORE... SALVEZZA.

                                                                         ORE 1,30

°°°



Dead Can Dance Tribute - Song Of The Dispossessed



 
°°°




...on line a fine novembre

DIREZIONE

/CDS



   

domenica 16 febbraio 2025

San Valentino 2010 nel Faro di Claudio Di Scalzo. Vampiro sfocato e Picciona Pan, 1



           

"Vampiro sfocato - I" - Foto Sara Esserino, gennaio 2010

 






VAMPIRO DIGITALE A TIRO VALE 
 
Sfocato nel corretto mondo fotografato
Accio Vampiro sta dove non si puole
Occhi ha suo strumento creato
... per guardare in poesia dove vuole
Per San Valentino Destino vuol ch'appaia
cercando sua Picciona Pan in colombaia
ACCIO a DONNA PAN
(San Valentino)
1.2.2010



"Vampiro sfocato - II" -
Foto Sara Esserino, febbraio 2010


°°°


VAMPIRO WILLY DeWILLE

I CALL YOUR NAME

http://www.youtube.com/watch?v=h5qiLS3JOt0




  







                                      

San Valentino nel Faro di Claudio Di Scalzo. Cuor Bao di Accio per Donnapan, 16. 2010



CDS: "CUOR BAO" -  A Donna Pan - 14.2.2010




CUOR BAO

L’importanza del CUOR BAO (baco nel vernacolo pisano)  è fondamentale per ACCIO e DONNA PAN. Lo si rivela, dalle seguenti didascalie


  
San Valentino CUOR BAO
Ti porta 100 anni d’Amore e Tao

Col San Valentino CUOR BAO
Esclamo: T’AMO MIAOOO!
   
Col San Valentino CUOR BAO
Son rosso dove conta come tu sao












CUOR BAO HARD

Col San Valentino CUOR BAO
Nella tua fessura io VAO

Col San Valentino CUOR BAO ROSSO
Mi ficco sinuoso in te più che posso


Col San Valentino CUOR BAO
Su ogni feticismo letterario ci CAO


 CDS
detto Accio





Fabio Nardi: "L'ombra sulle scarpe estive" - Ri-fotografia Mia Via per Karoline Knabberchen, 1 Novembre 1998.

                  
Fabio Nardi: "Liquida scarpa ombra tarpa" -  Ri-Fotografia
1 Novembre 1998







RI-FOTOGRAFIA MIA VIA

1

LIQUIDA SCARPA OMBRA TARPA
                                

Fotografo traslati spaziali delle ombre che vedo (stravedo?) sulla punta delle scarpe.
Perché la plasticità doppia d'una forma visuale sopra un'apparizione esterna, immobile e mossa, porta coscienza del tempo reale e del tempo evanescente. Con cosa fa rima evanescente? Forse con Niente?


Fabio Nardi - 1 novembre 1998




°°°


NOTA
SU
"RI-FOTOGRAFIA MIA VIA"
 
   
Nel 1984 smisi di fotografare. Cassai ogni mestiere di fotografo di prassi e la camera oscura divenne un tempio chiuso nel silenzio: stampe e negativi ostie desacralizzate senza occhi bocca a nutrirsene.

La mia Karoline (Guarda Engadina Svizzera 10 aprile 1959 - 1984 20 agosto Austvågøy Lofoten Norvegia si era suicidata. Ad inizio anni novanta ripresi a fotografare a fotografare e ad inizio duemila con la novità della macchina digitale; potendo anche ri-fotografare quanto il mio immaginario in tanti anni, rimasto nella messa a fuoco spenta in vecchie stampe negativi carte pitto-fotografate, avevo messo da parte su visioni e altri portenti della fantasia in lutto sul tutto. In quegli anni continuai però a studiare la storia della fotografia, a scrivere di fotografia a seguire mostre di fotografi italiani e stranieri: molto la prassi del mio amico Luigi Ghirri, che mi fu presentato da Antonio Tabucchi, poi di Paolo Gioli, fino agli esiti che mischiano teatro e body Art come in Cindy Sherman. Debitrice del dimenticato Pujo.
  
La serie "Ri-fotografia Mia Via" potrebbe far parte come capitolo parte del libro: "Le diverse età dell'angelo svizzero Karoline" in dialogo-sviluppo con altri libri del "Canzoniere di Karoline Knabberchen". Colmando un vuoto perché buona parte dell'archivio mio e di KK è stato distrutto dalla madre Zerda Zweifel  a Guarda d'Engadina dopo la morte della figlia. Quanto salvatosi rimase nel cascinale vecchianese, come la foto in esergo: oggi 1 NOVEMBRE 1998 GIORNO DEI MORTI PER I CATTOLICI... ripubblicata.




PIANO DELL’OPERA
E LEGENDA
CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN


                                                                          

Karoline K (Guarda, 1959 - Lofoten 1984)



Del “Canzoniere di Karoline Knabberchen” in trendadue anni sono stati pubblicati pochi estratti da “La freccia di sabbia”, “Quaderno illustrato vecchianese”, “Viaggio intorno a un volto”, “Cardiodramma” soprattutto sulla rivista poi annuario Tellus; sulla rivista Erba d'Arno; sull'antologia einaudiana "Tutto l'amore che c'è", 2003, a cura di Daniela Marcheschi; e sporadicamente in mostre collettive di poesia visuale primi anni Ottanta.
Il Canzoniere di Karoline Knabberchen essendo anche visuale e pittorico e fotografico attinge alle risorse dell'Immaginario  per dilatare la finzione narrativa in opera totale tra carta stampata e pagine telematiche. 
I post on line sul weblog Tellusfoglio del Canzoniere di Karoline Knabberchen sono protetti da Copyright. 
Personaggi principali del Canzoniere di Karoline Knabberchen  sono i seguenti: Karoline Knabberchen poetessa e studentessa di filosofia poi suicida alle Lofoten (Guarda 10 aprile 1959 - Lofoten 1984); Fabio Nardi fotografo residente a Vecchiano; Elvira Bertelli e Libertario Nardi genitori di Fabio Nardi, Gerda Zweifel madre di KK; Andri Knabberchen padre di Karoline; ecc.





KAROLINE KNABBERCHEN. CANZONIERE D’AMORE IN VITA



La freccia di sabbia. Libro Primo. Due tomi

Due piante nel nocciolo. Libro Secondo

Bave. Viaggiatori da Biblioteca. Libro Terzo. 

Quaderno illustrato vecchianese. Libro Quarto

Viaggio intorno a un volto. Libro Quinto. Due tomi

Spuma sulla carrucola in risalita. Libro Sesto

Anello Rovente. Libro Settimo



KAROLINE KNABBERCHEN. CANZONIERE D’AMORE IN MORTE



Il verso annuale della ranocchia. Fiabe del camino. Telegrammi sott’acqua. Candele spente. Libro Ottavo

Come apparve la morte a Karoline Knabberchen. Karoline disegna. Libro Nono

Filosofia da baita. Proiezioni musicali. Libro Decimo

Tavolozza per Gaudio e Requiem. Cardiodramma. Libro Undicesimo

Fabio Nardi - Karoline Knabberchen. Epistolario. Lettere. Biglietti postali. Cartoline. Libro Dodicesimo




Claudio Di Scalzo









venerdì 7 febbraio 2025

Claudio Di Scalzo: Aglaia: "Cinema Diario all'aperto, 1" (2009) e "Alla porta di ferro bussa la lettera lacrime e canto"



Fotogramma dal film "Bright Star" di Jane Campion - Fanny Brawne legge una lettera di Keats 





AGLAIA
CINEMA DIARIO ALL’APERTO - I

E non riesco a smettere di scrivere. La carta è il mio nutrimento, l'inchiostro la mia linfa. Se smette di scorrere sono morta. Morta.

(Ho iniziato per gioco ad unire frammenti ad immagini prese dal cinema e dal teatro, in questo caso “Bright Star” di Jane Champion... ne ricavo una specie di "melodramma portatile" - Aglaia)


Claudio Di Scalzo, 2009





Da “Fotoalbum” del giornale on line Tellusfolio (2005-2009) direzione CDS
Da “Immaginario” de “L’Olandese Volante”, 2011

“Cinema Diario all’aperto”, con protagonista Aglaia, nei tre testi-fotogramma pubblicati on line, coniugano, nel 2009, frammenti di film e melodramma nel tentativo, visuale e in scrittura, di superare la semplice citazione filmica ovunque operante (esangue mania-manierismo su Facebook) per mascherarsi in facile “maniera”. La successiva scelta tecnico-linguistica di offrire il “Diario” da parte dei gestori di Facebook ad ognuno… rimarca ancor più l’anticipazione di “Cinema Diario all’aperto” con protagonista Aglaia rispetto al successivo scontato conformismo.

Con “Agosto… eteronimi e personaggi vi riconosco” opero, anche on line, una sorta di basilare filologia web, su quanto da me scritto e inventato, per affidarlo domani alla carta stampata, ed anche alla critica estetica su faccende di letteratura e arte. Mettendo firma e copyright ad un percorso decennale sul web e su Tellus e Tellusfolio e Tellusfoglio e L’Olandese Volante. Anche in materia di Web c’è un prima e un dopo. Gli inventori e gli epigoni. Io appartengo agli inventori ed ai creativi. Carta canta e pixel intonano.

Il seguente “Alla porta di ferro bussa la lettera lacrime e canto”, scritta oggi 1 agosto 2012, con protagonista Aglaia, è la palese dimostrazione del carattere in progress dei miei personaggi e delle mie tecniche letterarie e visuali.








               

AGLAIA
ALLA PORTA DI FERRO BUSSA LA LETTERA LACRIME E CANTO




Amore indimenticabile è quello da melodramma. Così viene accolto dall’inconscio se perduto. Così la poesia diventa postina tra presenza e perdita d’un corpo che recitava e cantava sul palco per noi. Così l’Ideale vince sul Reale. Così la lettera - ho forma di slavato ectoplasmaaaaa - per dire le sue ragioni bussa in eterno dove ci fu passione e colpa e privazione. Raramente una lettera con lacrime e canto ha forza bastante per vincere il portone di ferro della Morte. A volte però accade. Bisogna valga il verso di Keats nell’Endimione: “Una cosa bella è una gioia per sempre” e non il suo rovescio - esso ha del demoniaco? del cristiano giudizio che certe colpe non si redimono? - il quale recita: “Una cosa bella perduta, è un dolore per sempre”. Sordo dolore senza requie perché la bellezza fu smarrita credendola stupidamente finzione di bassa lega. Invece era melodramma e vita inscindibile.

Senti come bussa la lettera zuppa di lacrime e canto alla porta in ferro della morte? La senti?



Aglaia, 1 agosto 2011

(CDS)

 

Prose e racconti a firma Aglaia sono state pubblicate sull’annuario TELLUS 30 “Nomi per 4 stagioni, dall’Illuminismo a Internet-Tellusfolio”, 2009. Nella sezione “Primavera 2000 sul Web-Tastiera Rosa Pallido”, pag 190-199. Con i seguenti titoli:

Per te marinaio sono Rusalka (ispirato alla “Rusalka” di Antonin Dvorak)

L’amore consegnato all’ellissi (Ispirato ai luoghi e agli spazi del Melodramma)

Confessione d’amor lasciando Firenze e un tango (ispirato a “Tango” film di Carlo Saura)

Il maestro delle Onde (Ispirata a “Medea” di Luigi Cherubini)

Lettera scritta sul kimono di Madame Butterfly (ispirata a Madama Butterfly di G. Puccini)

Prigioniera di me stessa (ispirata a “Rinaldo” di G.F. Haendel)





 
NOTA SULL’ANTOLOGIA
“AD AGOSTO… ETERONIMI E PERSONAGGI VI RICONOSCO”




Sulla rivista TELLUS (1990-2009), sul giornale on line TELLUSFOLIO (2005-2009) ho pubblicato nel corso degli anni eteronimi e personaggi che, in questo “Agosto” con facile rima “riconosco” e antologizzo. 

Tutti questi personaggi vedranno le loro avventure proseguite, sia su L’Olandese Volante che sul weblog Tellusfoglio, verranno pubblicate su carta, esposte in galleria.

 


Claudio Di Scalzo




sabato 7 dicembre 2024

Accio e Sara Esserino: Compleanno nello Stadtpark alla statua di Schubert l'Otto dicembre 2010




 "Schubert statua celeste l'8.XII.2010 allo Stadtpark di Vienna"

Accio x Sara



COMPLEANNO  NELLO STADTPARK ALLA STATUA DI SCHUBERT

Accio e Sara

I

L'olio che sfrigola è la mia parola ubriaca, cuoce nel viaggio senza testa che grida temporale in questa Vienna romantica.

La formina del mio orgoglio ha delimitato sulla tastiera questa didascalia in forma di dedica musicata per il tuo inverno rinchiuso davanti al caminetto dell'interpretazione.

Accanto all'albero di Natale si è annidata la volpe:  divorerà le luci che fibrillano, affondando la fronte nel tuo buio infantile.

A quanti corpi appartiene il nostro peccato, il concerto non confesserà, impegnato a rappresentare alla platea il suo confessionale di memorie.


SCHUBERT
Horowitz
Impromptu in G flat major D899 No.3



II

Allo Stadtpark, alla statua di Schubert, ti faccio ascoltare, col mio Mp3,  il balletto da Rosamunde di Schubert. La sfortunata principessa di Cipro in questo dramma romantico deve difendersi dal Male e dai morsi della sventura, ma nel finale viene riconosciuta in tutta la sua nobiltà, e il tempo che viene, a sipario chiuso sulla scena, sarà colmo di fioriture, genziane e labbra che baciano il marzapane della felicità senza più malvagità che rende la speranza inane.

Sfortunato fu anche il tenero Franz Schubert. La sua scrittura musicale non venne riconosciuta. E anche i santi viennesi che dovrebbero proteggere la tenerezza in canto e ouverture furono distratti, verso di lui.  Rosamunda alla prima fu accolta dal gelo del pubblico e irrisa. Associo la misconosciuta genialità di Schubert al Povero Musicante di Grillparzer che la musica non la leggeva eppure suonava il violino. A loro due penso in questo mio compleanno, Sara che mi guardi da sotto un cappellino rosso quasi come il tuo naso carezzato dalla dispettosa temperatura di Vienna. Rosamunde  sembra il destino cenere del musicista sparso ai venti per diventare polline in altre mani. Il testo del dramma è andato perduto. Ne conosciamo  la trama generica. I dieci numeri di questa musica da scena sono eseguiti separati. E talentosi direttori ne modificano struttura e completano quanto fu composto per mano del fanciullo che viaggio in un lungo viaggio invernale con la sua candida giovinezza presto spezzata. Rosamunda accoglie le musiche più deliziose del musicista e sembra ascoltandola che dita e labbra d’oro fiabesche conducano gli strumenti a un incanto irripetibile. Eppure non bastò. Sara!… ciò non bastò!!

Il tempo della vita consegnato alla memoria che l’estetica accoglie è per sua natura circolare. Necessita della cura improvvisa, inattesa, per salvarsi dall’oblio. Dalla malvagità che porta usura, morchia, su chi s’illuse di traversare il processo del linguaggio nudo nella materia musicale e verbale. Le escoriazioni, perfino la morte che lascia incompiuto ogni disegno, come per Schubert, sono necessarie, costituiscono un processo poetico che si corruga nel lungo termine. Diventa “inconosciuto” corpo e testo dell’autore,  finché non appare, e non è detto accada!, chi ne completa le parti, le mette a frutto, o, in una transizione inaudita ma sentita con l’essere – in amore? – ne spariglia i legami per rivelarne altri dando adempimento alla dialettica non più come negazione e divisione del senso ultimo dell’opera bensì come produttiva interferenza. Così si partecipa al dato naturale e soprannaturale di ogni opera artistica. Schubert nel suo “incompiuto” è per me questo. In ogni caso Rosamunda, oggi, otto dicembre 2010, rende me principe povero che trova la sua principessa povera. E il romanticismo, nel suo dramma eterno è rispettato. Ma tu Sara, salva, se puoi quanto ti ho affidato di me.

  

SCHUBERT
Rosamunde – Musica di scena, 1823

                 
NOTA

Lo Stadtpark è un parco cittadino inaugurato nel 1862, in stile inglese. Si estende lungo le sponde del fiume Wien. All’interno del parco, uno stagno ospita cigni e altri uccelli esotici. La fontana, ricca di zampilli, viene illuminata di notte con fasci di luce colorati. Qui si trovano  i monumenti di di Johann Strauss,  di Franz Schubert, di  Anton Bruckner. Qui l’Otto dicembre 2010 Accio e Sara hanno ascoltato Impromptu in G flat major D899 No.3 e il Balletto da Rosamunde di Schubert. Letto i testi scritti a lato della musica per l'occasione. Il compleanno. E poi sono andati in giro per Vienna e in pasticceria a brindare. Otto XII 2010


domenica 17 novembre 2024

Claudio Di Scalzo: Io sono poesia. Nova Tellus 4





Io sono poesia
specchiata senza risposta
nel sasso
che l'altra mano stringe

Io sono poesia che cerca altra poesia
(anno dopo anno anno dopo anno anno dopo anno)
nel pugno in amore sta la bugia

CDS 1974/marzo 2010

°°°

La rivista manoscritta on line NOVA TELLUS offre  la possibilità di proporre, numero dopo numero, parte del mio immaginario e di legarlo alla rivista alla quale a lungo mi sono dedicato nel settore letterario e artistico. E, come accade, in ogni scommessa estetica on line, se le basi della sperimentazione linguistica sono salde (le mie iniziano nei primi anni Settanta), il tentativo di produrre ulteriore innovazione e scrittura, in questo caso legata all'immagine sia in foto che in disegno, si è resa praticabile in progress. "Io sono Poesia" nasce nel 1974 e si completa, per ora, nel 2010. Senza il Web ciò non sarebbe stato possibile, senza la mia storia in TELLUS neppure. NOVA TELLUS è veramente una delle mie case dove mi sento bene e felice.  

   

Claudio Di Scalzo: Il Corsaro Nero spiega l'Altro di Lévinas ai corsari. 5



CDS: "Il Corsaro Nero spiega l'Altro ai filibustieri", 4.
Omaggio a Lucca Comics e Games 2001



Claudio Di Scalzo

L'ALTRO SPIEGATO AI CORSARI

Ascoltatemi fratelli della Filibusta, ascoltate il Corsaro Nero, e anche tu Carmaux seguimi senza distrarti. Quanto ho da dirvi cambia navigazione e missione. Finora, spero sia stato da voi intuito, siamo stati tutti, più o meno, degli heideggheriani! in cui il nostro IO era chiamato ad assumere la propria finitezza come un destino irrevocabile. Sia che stessimo in bonaccia o in tempesta, quieti in tolda a limar spade o all'arrembaggio... ora si cambia. Lasciamo all'Olandese Volante la sua errata rotta ontologica. Che produce l'impensato dove a sua volta alligna il Male o quantomeno qualcosa non in grado di opporsi ad esso.  Noi siamo corsari e non pirati. Abbiamo bisogno di etica e ciò può darcelo il rapporto con l'Altro. L'Altro sempre abita la costituzione della soggettività. Finora abbiamo vissuto burrascosamente tra la Totalità intesa come tendenza ontologica ad inglobare tutto nella Conoscenza e l'Infinito che è invece rottura della totalità! Scegliamo l'Infinito. L'idea di infinito si produce in noi  concretamente sotto forma di una relazione con il volto. Il volto è il modo con cui mi si presenta l'Altro, come presenza viva. Ciò da cui proviene l'appello etico  dell'altro è la nudità del suo volto. Cerchiamo volti. Il mio Altro sta nel volto di Honorata. Nella sua sua nudità ambivalente, perché da una parte esprime  il suo essere inerme e dall'altra esprime la forza del comandamento che m'impone di non uccidere. Esso mi chiama alla responsabilità, fratelli della filibusta. Mi apre ad una temporalità infinita che quasi impone la rinuncia al mio sé, a questo nero vestito, ai miei propositi di vendetta, ... sento che l'eticità del suo volto è amore, apertura al divino. Che non merito neppure di vaticinare. Eppure per la storia dei miei fratelli uccisi, delle storie che li avvolsero cancellate dal padre di Honorata,... devo questo volto affidarlo ai flutti, ad una scialuppa nell'immensità.

CDS la notte del lunedì 14 novembre





    CDS: "Il Corsaro Nero spiega l'Altro ai filibustieri"
Omaggio a Lucca Comics e Games 2001




°°°

   
Le avventure con "L'Altro. Lévinas spiegato con volti d'inchiostro.
Anche omaggio a Salgari"
verranno pubblicate su L'Olandese Volante e poi in Annuario




   

giovedì 22 agosto 2024

Claudio Di Scalzo: "Litigio" - Da "Le diverse età dell'angelo svizzero Karoline" - Con I call your name di Willy DeWille



Fumetto del "Litigio"







Claudio Di Scalzo

LITIGIO
      
Ho verificato la possibile mia appartenenza a quel genere di mammifero cui la specie non ha voluto dare altre possibilità se non la prima – fallimentare – d’esistenza.

Ecco perché se chiedi ragguagli rispetto alla mia apparizione, dall’Engadina fino a Marina di Vecchiano ti risponderanno con una filastrocca.

Neppure mia madre si ricorda ch’io sia davvero nata, e mio padre giura d’avermi vista appollaiata dentro un nido di cicogna, in Olanda. E da lì decise poi di portarmi a casa.
        
Quindi non ti meravigliare, superstizioso italiano – pisano, per giunta! – se a volte mi perdi dentro l’acqua che bevi.
    
Ma tu non fai dunque parte di quest’epoca di grandi mutamenti?

Pare il ‘68 t’abbia leccato solo fino alle caviglie…
Correvi dietro alle donne mentre, intorno, la libertà era un che di guadagnato dentro la mitologia femminile.

Sei stato a cavallo tra due scalini, indeciso se scendere o salire.

E quando poi mi guardi e sbuffi, e mi parli di quand’eri chierichetto e io rido, sappi che sei ancora più simpatico se t’arrabbi e mi lasci per strada, gesticolando come un matto alla volta d’un nulla improvviso che ti si para davanti!

Mi fai montà  i’ nervoso, però mi fai anche così divertire, tuo malgrado…
Dai, facciamo pace e vienimi a prendere stasera,

      
Tua KK sciocchina
 
(Università di Pisa - bigliettino sul cruscotto della Mini di FN, 10 marzo 1981)
         



°°°





CHIAMO IL TUO NOME, 
CHIAMO ALLA POESIA 


    
Claudio Di Scalzo

19 ottobre 2012

WILLY DEWILLE

I CALL YOUR NAME










 °°°

                
  PIANO DELL’OPERA



    E LEGENDA


CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN
      






 Karoline Knabberchen (Guarda, 1959 - Lofoten 1984)
Tavola di Maurizio Rosenzweig






Claudio Di Scalzo

IL CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN

Il Canzoniere di Karoline Knabberchen, è un immaginario, per estensioni tematiche, che tiene in sé presupposti speculativi che sono anche carne e sangue, reale, di un’avventura poetologica e narrativa. Romanzo. Il personaggio di Karoline ha il cuore angelico oceanico, e può contenere anche altre firme, che ne dilatano il battito. Come per il fumetto e cinema e serie televisive auspico che altre firme ne scrivano un altro lemma, di questa partizione. Transmoderno.

Nel suo viaggio terrestre e da presenza oltre la morte Karoline ci dona il suo elenco di illusioni e allusioni perché noi si possa, io e Fabio Nardi, comporre l’atto consustanziale alla sua biografia con testi creativi che siano anche recita, preghiera, religione, alchimia. L’angolatura prospettica della storia di Karoline Knabberchen morta, taglia la parola personale perché accolga nella ferita un sistema di immaginario in dialogo con la prosodia, la cadenza, il respiro adatto ai nomi del reale e di quanto lo valica.


La presenza della "ranocchietta" saltellante Knabberchen, noi due, Claudio Di Scalzo e Fabio Nardi, la conduciamo nelle pieghe del mondo per danzare ogni rapporto di creazione linguistica come fuoco in-fatuato tra pagina stampata ed elettronica, sperando somigli a fuoco divoratore dei tempi a noi consentiti non spegnendosi. Scriviamo perché la voce di Karoline Knabberchen vinca ogni consumazione. E resti racconto per chi la vorrà incontrare.


L’arditezza si confà a questa scommessa, nostra, con la delicatezza di una giovane donna svizzera, che sostò a Pisa, nei primi anni Ottanta, e nel paese di Vecchiano, e che molto viaggiò nella sua breve esistenza (Guarda.Engadina 10 IV 1959 - Lofoten.Norvegia 20 VIII 1984), a volerne raccontare, nei generi più diversi, ogni reale extratestuale per proliferazione di eventi e apparizioni.


Dai rami del bosco a Guarda, dove Karoline nacque, arriva il muschio del tronco che s’affida a un nord perenne, e la fragranza scaldata dal sole autunnale dei rami a Sud. Se immaginate chi scrive che questo tronco abbracciano avrete il rigore circolare costruttivo che ci anima.


Però il poema necessità che il bosco e il tronco e i rami da noi scelti guardino il mare, e noi con loro, l’oceano e il cielo stellato che di esso fa calco nel visibilio di certe notti, perché noi cerchiamo una semantica della forma che sia pura, e il Sacro s’accosta soltanto all’immensità. In questo processo, e ci sentiamo molto antichi, le nostre identità si mischiano negli spazi vissuti a quelli da vivere, all'intreccio del già scritto a quanto verrà versato nell’abisso concavo dell’immaginario. E le nostre psiche avranno la loro morfologia - spacchiamo il presente nel passato e futuro, invertiamo i tempi - nello sguardo della donna svizzera che ci guida.


Ogni procedimento artistico diventa, se sposato, un anello da portare al dito indice con cui si scrive; io e Fabio Nardi nel Canzoniere di Karoline Knabberchen ne accettiamo che esso distringa la mano e le ossa e la pelle nella crescita del procedimento artistico perché ogni lacerazione reale abbia legittimazione nella trama iridescente della fascinazione di quanto verrà letto e guardato nell’opera avendo al suo stesso interno la finzione della poesia: perché ogni anello ti consegna a una fede e insieme ti lacera le falangi se mai volessimo staccarlo dall’impegno preso. L’amore per Karoline Knabberchen è per sempre!

La tensione nell’immaginario per Karoline è unificante. Come la paglia tagliata conserva l’oro e la recisione della falce.

Ogni rappresentazione porta con sé l’eterogeneità e sta alla tensione unficante – useremo la dialettica? – estrarre dal caos del “racconto” quanto ha forza detto mito del sacro nella vita nella biografia poi morte e quanto vale meno di un’ombra di scodella rimossa vuota dal tavolo.


Karoline Knabberchen raggiunse con Fabio Nardi, la tomba di Giovanni Boine a Imperia/Porto Maurizio. (Da questo viaggio la raccolta: Clikka:  Karoline Knabberchen: La Resurrezione di Giovanni Boine) Una tomba può rivelare che quanto sembrava noto nasconde l’gnoto in cerca d’altro nome. L’esperienza stratificata nell’oblio del poeta ligure, visitata da Rina Rétis, rivela che il nostro immaginario è sempre affamato di alterità, verso quanto si rivela dedizione, custodia, cura, e anche un gorgo nell’oceano può somigliare ad un fiore che ancora fiorisce nel circolo dell’eternità da depositare dove la pietra parla.






PERSONAGGI PRINCIPALI 

DEL "CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN"



KAROLINE KNABBERCHEN

Poetessa svizzera che studia letteratura e filosofia all’università di Pisa
e che si suicida venticinquenne alle Lofoten, Austvågøy, il 20 agosto 1984

FABIO NARDI
Fidanzato vecchianese di KK e artista fotografo dalla vena eclettica

LIBERTARIO NARDI
Babbo sempre evocato senza tomba fissa

ELVIRA SPINELLI
Madre di Fabio, sarta in ogni luogo apprensiva

ETEOCLE SPINELLI
Nonna di Fabio

ANDRI KNABBERCHEN
Padre dei pomeriggi in barca

GERDA ZWEIFEL
Madre severa, signora degli incubi

RUT ZWEIFEL
Nonna dei garofani rosa

UGO SENTITO
Filosofo misteriosofico



PIANO DELL'OPERA

KAROLINE KNABBERCHEN. CANZONIERE D’AMORE IN VITA



Libro-Introduzione

"Le età dell'angelo svizzero Karoline Knabberchen - Diario Bagnato"

La freccia di sabbia. Libro Primo. Due tomi.
Due piante nel nocciolo. Libro Secondo.
Bave. Viaggiatori da Biblioteca. 

Ornitologia da banco vecchianese ed engadinese. Libro Terzo.
Quaderno illustrato vecchianese. Libro Quarto.
Viaggio intorno a un volto. Libro Quinto. Due tomi.
Spuma sulla carrucola in risalita. Libro Sesto.
Anello Rovente. Libro settimo.

KAROLINE KNABBERCHEN. CANZONIERE D’AMORE IN MORTE

Il verso annuale della ranocchia. Fiabe del camino.

 Telegrammi sott’acqua. Candele spente. Libro Ottavo.
Come apparve la morte a Karoline Knabberchen. 

Karoline disegna. Libro Nono.
Filosofia da baita. Proiezioni musicali. Libro Decimo.
Tavolozza per Gaudio e Requiem. Cardiodramma. Libro Undicesimo
Fabio Nardi - Karoline Knabberchen. Epistolario. Lettere. Biglietti postali. Cartoline. Libro Dodicesimo

La Resurrezione di Giovanni Boine. Libro Tredicesimo


Del “Canzoniere di Karoline Knabberchen” in trentasette anni sono stati pubblicati pochi estratti da “La freccia di sabbia”,
“Quaderno illustrato vecchianese”, “Viaggio intorno a un volto”,
“Cardiodramma”, soprattutto sulla rivista poi annuario Tellus, e sporadicamente in mostre collettive di poesia visuale negli anni Ottanta.


CDS cura il racconto illustrato in versi e prosa e fotografia: 
"Karoline e il fotografo"



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