giovedì 4 luglio 2019

Accio e Cardellino: Foucault nel fuoco del luglio 2019 ripensando all’Olandese Volante insabbiato.




Sara Cardellino qui Canarino
Incantatrice d'accenti sonori





ACCIO E CARDELLINO

FOUCAULT NEL FUOCO DEL LUGLIO 2019

RIPENSANDO ALL’OLANDESE VOLANTE INSABBIATO.

(Aix-en-Provence)


Col caldo fòco di luglio mi viene in mente Foucault. Non so perché però mi garba perché mentre Sara Cardellino passa ore a provare, e c’è un violinista che fa un po’ troppo il galletto, trascorro il tempo a imbastire filosofia adatta per ex Olandese con veliero volante spiaggiato per ex Jesse James sforacchiato ma salvato.

Se cercare propria Verità divampando soggettività, è navigazione da praticare, mi sembra l’Ex-Olandese Volante, insabbiato scafo sfondato il 9 gennaio 2017, rientri in questa scia che venne tracciata nei seminari al College de France dal filosofo con pelata ad uovo. Le sue celluline grigie in moto nel cervello, ah no, quello è Poirot.

Da una parte “LA CURA DI SÉ” e dall’altra “LA CONOSCENZA DI SÉ”. Dice Foucault negli ultimi corsi di “Soggettività e Verità”, di “Governo di sé e degli altri” prima di morì un brutto dì per troppo erotico Es tradotto AIDS.

La prima cura, Cura di sé, (e questa riguardò riguarda me dirò alla Cardellinò in Bach e non le venga voglia di motteggiar con Bah!), secondo il nostro Poirot-focò testa d’ovò, la persegue chi, scegliendosi soggetto, cerca la Verità con la solitudine, la rinuncia ascetica al successo, esercita sulla propria soggettività contorsioni che preparano la vita anche con parecchio eros. E, in questo caso, non tutti raggiungono la Verità, perché va beh prendersi cura del proprio io ma ci vòle la trasformazione pio pio da pulcino senza più necessità della gallina chioccia-Potere a covatti.

“La conoscenza di sé”, secondo testa d’òvo poi morto il 26 giugno 1985, porta anch’essa alla Verità, compresa quella immonda o perversa, però sarà Verità distaccata indifferente inappagata dal proprio io. Verità oggettivata, scrive Foucault. Beh, nessuno s’adombri, molta poesia e poeti stan sotto questa Verità, o ricerca d’essa, nei versi nelle testualità. Con un difettuccio, uccio uccio, che personalmente è discrimine a che io mai possa scambiammi con chi cerca “la conoscenza di sé”, e quando l’ho fatto nei 5 anni dell’Olandese Volante s’è visto com’è finita. (9 gennaio 2017)

Testa d’uovo al College de France espresse la convinzione che chi si dedica alla “conoscenza di sé”, con prassi intellettuali elevate al cubo, si dedica ad una formazione del tubo, e auto-modellazione, di sé, che ha nella conoscenza come finalità, più o meno rivelata, di riconoscersi SOGGETTO OBBEDIENTE, sottomesso, ordinato.

In un trafiletto che ricevetti dopo il 9 gennaio 2017 da un ex corsara, che aveva indossato i panni dell’ancella rara, ella mi scriveva: "Credevo di sapere tutto e invece ero ignorante su troppe questioni di poesia ed estetica”. Bingo, ecco che trovando chi si dedica alla conoscenza di sé, alla verità poetica, e vuole insegnarla, trova pure chi si sottomette alla cattedra di un altro soggetto ritenuto più avanti nello scoprimento di quanto Vale-Verità con l’Ale. Ma così facendo, secondo Foucault, il soggetto diventa sottomesso al Potere realizzato sopra la propria soggettività con enfasi da sottomesso e sottomessa.

Insomma la persona batte “Musata” in quanto ritenuto tempio della “conoscenza di sé”. Che poi è una boiata del potere. Sia detto. Anche in poesia è una boiata. Perché oggi on line, in siti che son tempietti orgiastico-citazionisti, mai così ego-cosmici in conoscenza sbandierata se n'erano visti, s’agitano dei begli scalzacani.

Pertanto evvai Focò, alla domanda di Kant: "Chi siamo? " … gliè bene e porta bene cambianne la forma del tipo: “Che cosa possiamo fare di noi stessi?”

Io mi feci marinaio maledetto olandese e pistolero Jesse Accio James. Questa è stata la mia Esperienza. Cominciata da giovane guardia rossa pisana. E penso di aver compiuto quanto Foucault auspicava di diventare in pratiche di trasformazione di sé stessi come testimoniale estetica esistenziale. Il soggetto Accio è diventato artista di sé, e con la “politicizzazione” per me comunista evitai evito l’individualismo, proponendo, parola in luce di Foucault, “Esemplarità” e “Resistenza”: scappando, ordunque, per 40 anni dalla possibilità di costruire relazioni di potere. Facendomi governare il meno possibile. E con tutto il rispetto prima di Focò testa d’ovò viene mio nonno Angelo che scrisse il motto dei Di Scalzo: NÉ COMANDARE NÉ ESSERE COMANDATI. Se vuoi conoscere Comunismo e Amore devi stare in queste due negazioni che conducono al potere a cui sottomettersi o sottomettere altri.

Questa popò di teoria più tardi la illustro al Cardellino così smette di dirmi che son rimasto a Lenin. Sto con Focò nel fòco di luglio sulle rocce di Provenza.





Rousseau: L'incantatrice di serpenti - Parigi - Museo D'Orsay




-Cosa hai combinato nella mia lunghissima assenza girovagando per Aix-en-Provence?

-Ho girotondato attorno alla testa d’òvo d’un genio rosso ora ficcato in lampada che nessuno struscia più…

-Diventa comprensibile, Accio, che Mozart è sì acqua pura ma rischi sempre d’annegarci per troppa limpidezza in quanto scopri… sono sfinita!

-Ecco, perfetto, Mozart spinge alla “Cura di Sé” come afferma Foucultino nella lampada per il Cardellino…

-Se sei riuscito a giocarti un tiro mancino usando Foucault tutta a te mi do… dopo il concerto però!


-Sara, questa riflessione claudicante, sopra chi filosofo lo è davvero, la devo a te, e senza te non ci sarebbe perché non sarei qui in Provenza a chiudere i conti con la disperata avventura di me Olandese sull’Olandese Volante. Potendo agguantare la nervatura della mi’ vita in estetia e politia. E vedendoti e catturandoti col flauto tra le mani in fotografia e virandola in nero m’è venuta fantasia di metterti in relazione con il dipinto di Rousseau “L’incantatrice di Serpenti” perché tu sei “L’incantatrice degli accenti sonori” che in me stonarono ed i serpenti che evocai che incontrai nella “cura del sé” mi stanno alla larga e non mi mettono più in pericolo.




Sara Cardellino
Incantarice d'accenti sonori

Aix-en-Provence



-Accio, fammi vedere sullo smartphone il dittico che avrai approntato, poi ti dico se puoi pubblicarlo...

-Ti garba Cardellino?

-Veritiero dolcissimo brillante divertente… Smack… adatto a dire di noi due cosa siamo. Questa partitura la interpreteremo sempre assieme vis-a-vis con Mozart Foucault Rousseau naif.

-Questa rima è proprio riuscita Sara!

-Anche il bacio Accio… a mia cura su di te!







Nessun commento: